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Quali sono i percorsi ideali di una strategia WEB marketing efficace?

Strategia WEB marketing efficace per i media online

Per realizzare e concretizzare una strategia WEB marketing efficace sui media online, e solo dopo aver condiviso con il Cliente obiettivi S.M.A.R.T, Specifici, Misurabili, Ambiziosi, ma Raggiungibili con le risorse a disposizione sul WEB e Temporizzati, dopo aver ben capito come coinvolgere i potenziali clienti e consumatori con le motivazioni più idonee  a  farli interagire col brand, il passo successivo consiste nella valutazione delle opzioni strategiche per la misurazione dei social media.

Qui un’infografica che riassume i percorsi possibili, secondo le competenze di analisi dei dati, nell’asse orizzontale e e la capacità di disporre dei dati, in asse verticale.

Strategia WEB marketing efficace
Il successo di una campagna online dipende dalle competenze interpretative dei dati e dalla capacità di saper reperire i dati più utili per misurarne l’efficacia.

Nell’infografica sono evidenziate quattro aree:

Quella azzurra, in alto a sinistra “tendenza al successo” rappresenta l’area ideale verso la quale tendiamo ad arrivare nel minor tempo possibile.

Quella gialla,  “misurare e aggiustare” , in alto a sinistra, che rappresenta un’area intermedia e che spesse volte è indispensabile da attraversare per arrivare all’area azzurra.

Quella verde, “ingenua ottimista”, in basso a destra, caratteristica delle fasi di start up delle campagne WEB .

Quella rossa, “dead end” dove finiscono le campagne che non sono soggette a né ad alte capacità di saper valutare l’efficacia delle azioni fatte né da alte capacità, conoscenze e competenze di analisi ed interpretazione delle misurazioni dei media utilizzati.

In questo scenario, il marketer ha una capacità limitata di misurare i suoi  sforzi nel WEB   ed ha una  “sfocata” competenza nel saperne valutare i dati.  Non dimentichiamo che i dati, da soli,  non sono informazioni, le informazioni si traggono con la competenza di saperli interpretare in funzione degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Iniziamo dall’area in basso, a sinistra, rossa,  l’area più pericolosa di tutte. L’area “dead end”.

Il risultato è che alla fine non  si crede più agli sforzi e che la campagna non stia funzionando correndo il rischio dell’insuccesso, dalla “dead end”, del il fallimento della campagna,

Ciò che nessun cliente desidera, ma che anche teme di più!

Siamo di fronte all’utilizzo  di tattiche casuali, al “proviamo come funzione”, si  lancia l’amo e “vediamo chi abbocca”. La tattica di esecuzione non prevede di fatto alcuna misurazione dell’impatto e l’efficacia tende zero: il Cliente  penserà che le campagne WEB sono inutili e abbandonerà la sfida.

L’area  “misurare e aggiustare”.

Chi gestisce la campagna web, in questo scenario, ha una ragionevole capacità di quantificare l’investimento  che sta facendo e le  misurazioni lo possono portare  a credere che i suoi sforzi stiano funzionando.

Questo scenario è nettamente diverso rispetto allo scenario “dead end”, perché, anche se il manager che gestisce la campagna ha la sensazione che la campagna non stia funzionando a dovere, almeno, sta tentando di misurarne l’efficacia.

Siccome si stanno misurando oggettivamente alcuni risultati, si possono già trarre alcuni indizi su ciò che sta funzionando meglio o peggio e si possono valutare le azioni adeguate e, se si riesce a farlo bene, ci si può spostare verso il quadrante ”tendere al successo”.

Tendere al successo

Il posizionamento ideale per una strategia WEB marketing efficace

E’ qui che con una buona capacità di misurare il rendimento della campagna WEB con la competenza di saper come e dove trovare i dati  oggettivamente utili unite ad una loro competente interpretazione si aumenta la convinzione che gli sforzi  che si stanno facendo per il Cliente stiano funzionando

Tutte le azioni fatte  non solo sono misurate, ma le misure vengono interpretate correttamente e si creano così le occasioni per tendere all’eccellenza.

È difficile ed impegnativo da fare, ma ovviamente ne vale la pena.

L’altro percorso è quello “ingenuo ottimista”.

Qui, la gestione della campagna WEB è contraddistinta da  una limitata capacità di misurare del rendimento ed è ancora “sfocata”, e pervasa da una credenza che gli sforzi stiano comunque funzionando con successo. E’ quello che accade nella maggioranza dei casi.  Si crede nelle potenzialità del WEB, pur con un senso di incertezza inizia a prevalere la necessità di saper misurare meglio e saper meglio comprendere ciò che sta accadendo per poter migliorare le prestazioni.

Questo quadrante è difficile perché anche se è un luogo ragionevolmente ideale per iniziare, è meglio uscirne il più presto possibile ed aspirare ad arrivare al quadrante in alto a destra e “tendere al successo”

Ma come si può uscire dall’area dell’”Ingenuo ottimismo” per “tendere al successo”?

C’è una possibilità sbagliata ed un paio corrette

Esaminiamo prima la scelta sbagliata, da evitare come la peste!

Se si gestiscono le campagne  nella falsa credenza che tutto stia andando bene e non si attuano le correzioni più opportune, il rischio è quello di scivolare ingenuamente nell’area verde in basso a destra.

Non cambiando nulla, si scivolerà lentamente, ma inesorabilmente nell’area rossa, “dead end”, per via della mancanza di misurazioni oggettive e tangibili e correte interpretazioni del rendimento della campagna.

Non dimentichiamo che là fuori, nel WEB, ci sono dei concorrenti e se non si è più bravi di loro si rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti fino a quel momento.

Le due opzioni che preferiamo adottare per una strategia WEB marketing efficace

Misurare, misurare, misurare e saper interpretare correttamente i dati in funzione dell’obiettivo del Cliente.

Scoprire come sta funzionando  la campagna,  come migliorare le misure, entrare nell’area arancione “misurare e aggiusta” perché l’obiettivo è quello di arrivare all’area azzurra e “tendere al successo”!
Meglio ancora,  iniziamo da subito a misurare e a scoprire cosa sta effettivamente funzionando e cerchiamo di spostarci direttamente sopra dall’area verde a quella azzurra: “tendere al successo”.
In entrambi i casi  l’obiettivo è quello di allontanarsi dalla misurazione sfocata  e verso le metriche quantificabili e tangibili dove si può avere il maggior controllo possibile di ciò che sta funzionando oppure no e poi seguiamo il percorso migliore per raggiungere l’obiettivo del Cliente.

METRICHE ATTINENTI PER UNA STRATEGIA WEB MARKETING EFFICACE , ORGANIZZATE PER OBIETTIVI

In questa tabella vengono organizzate le varie metriche WEB che possiamo utilizzare, fornite da MIT SLOAN MANAGEMENT REVIEW e classificate in base alle applicazioni dei social media e agli obiettivi di rendimento delle campagne

Strategia WEB marketing efficace
MIT SLOAN MANAGEMENT REVIEW
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Social Media Strategy Problem Solving

Social marketing Media Strategy Problem Solving

Ogni centesimo speso in Social Marketing Media Strategy deve tornare in azienda e con un profitto.  Noi la pensiamo così.  Marketing Social Media Strategy Problem Solving

Cerchiamo di comunicare come se avessimo 5 anni

Cit.Avv. Joe Miller, nel film Philadelfia.

Dalla ricerca dell’ Osservatorio Marketing BtoB appare evidente che una buona parte, il 37%, dei marketer italiani, siano moderatamente ottimisti sull’incremento dei budget a loro disposizione e prevedono anche di utilizzare un media mix che comprende sia i media classici, sia i più attuali canali on line.

Essi ritengono anche che “gli strumenti digitali quali email marketing, sito web, SEO e social media marketing” siano quelli i più efficaci in termini di ritorno
dell’investimento e quelli su cui ci si attende un aumento del budget nei
prossimi 24-36 mesi.

Marketing Social Media Strategy Problem Solving

La marketing Social Media Strategy Problem Solving risponde a questa esigenza al 100% offrendo agli utenti una strategia integrata che, in poche parole, si può sintetizzare così: partire con la meta in testa.

Programmatic Social media strategy Problem Solving

 Meta

Marketing strategy: partire con la meta in testa

Significa sapere come fidelizzare il cliente, prima di conquistarlo perché si comprende il suo valore nel tempo.

Per deliziare, e fidelizzare un cliente occorre  prima avere effettuato una vendita, per riuscire a chiudere, a strigere,  una vendita, occorre avere dei lead (nominativi di persone interessate all’offerta dell’impresa, raggiungibili e contattatili) a cui proporre con continuità delle promozioni personalizzate per poter  poi convertirli in clienti,.

Per personalizzare le promozioni occorre una strategia di Custromer Relationsip Management in grado di raccogliere tutti i contatti lasciati dal visitatore del sito web o  dal blog aziendale.

Per raccogliere i contatti sul sito web occorre aver una strategia SEO- SEM e Social e realizzare campagne on-line che attraggano segmenti di potenziali clienti che navigano nel mare magnum del WEB  .

Tenendo sempre sotto controllo i KPI e il ROI delle attività.

Basta leggere l’infografica dal basso, molti partono dall’alto, pochi hanno in mente il processo completo.

Se vuoi partire con la meta in testa, sei arrivato alla meta giusta.

Chiedi quanto poco dovrai investire e quante opportunità potremo offrirti.  Mrketing Social Media Strategy Problem Solving

Marketing Social Media Strategy Problem Solving

 Photo credit: unsplash.com Alex Holyoake

Cosa ci chiedono i nostri clienti?

I nostri clienti, gli imprenditori, ci chiedono come far crescere il loro brand, il loro giro d’affari, di far crescere il loro fatturato, di far crescere il numero dei loro clienti.

Non abbiamo né la bacchetta magica, né sfere di cristallo, ma…

…sappiamo fare delle buone analisi, sappiamo interpretare i segnali deboli del mercato che possono rivelarsi forti nel prossimo futuro .

Vorrei iniziare il nuovo anno approfondendo questo argomento.

Criticare il content marketing è come confondere strategia con i contenuti. Per noi la creatività stessa è la strategia e il content marketing non sempre implica una strategia di marketing. Per questo cerchiamo di chiarire ad ogni cliente la differenza sostanziale che esiste tra una strategia di marketing ed un piano editoriale di soli contenuti.

Strategia di marketing oppure strategia di content marketing? 

Chi, come noi, afferma che la strategia di content marketing è solo una parte di una complessa strategia di marketing, cerca di dimostrare una superiore conoscenza delle teorie del marketing e il content marketing ne rappresenta solo una delle molteplici tattiche. 

Per noi una strategia di marketing, è una formula di primo livello, il punto di partenza, per descrivere come un brand,un prodotto, o una linea di prodotti competerà e creerà valore nel mercato e non può essere costruito partendo dal singolo approccio tattico dei contenuti. Sostenere di basare i propri investimenti su una sola strategia di content marketing, significa non aver ancora compreso la differenza sostanziale tra concorrenza e competitività

Una strategia di marketing si basa sugli indici di R.O.I. mentre una strategia di content marketing si basa su indicatori di traffico ed engagement, spesse volte solo organica, senza la necessità di flight di campagne a pagamento.

Una possibile definizione della strategia di content marketing

Una strategia di content marketing ruota intorno alla pubblicazione pianificata di contenuti preziosi, con l’impegno di identificare e misurare a quali a quanti valori riesce a connotare il brand od il prodotto promossi. E’ strettamente integrata con la proposta della attività del cliente e come la si comunica ai suoi potenziali clienti.

In ogni caso una strategia di content management può influenzare una strategia di marketing nel suo complesso.

Strategia marketing o strategia di content marketing?  E’ solo una questione di lana caprina

Pensare al content marketing come tattica o semplice canale è abbastanza ingenuo, perché il content marketing influenza la strategia marketing e una strategia marketing non può fare a meno di una strategia di content marketing!

Il costante inserimento di contenuti pertinenti e comunicati alle persone giuste è una componente essenziale nel content marketing e per poterli utilizzare è necessario distribuire i media a pagamento con un media mix adeguato.

A volte sarà necessario accrescere la consapevolezza e il coinvolgimento su larga scala, a volte invece occorre di erogare una sequenza di contenuti attentamente elaborati per esser compresi da persone particolari. Una cosa non esclude l’altra.

Poiché la viralità è, quasi per definizione, impossibile da prevedere o controllare, non può essere parte di un approccio strategico al contenuto. 

Se l’ obiettivo nella produzione di contenuti è quello di ottenere una copertura a basso costo e sperare in qualche generale ondata di consapevolezza, allora si avrà difficoltà a connetterti ai risultati di business ed alla strategia di marketing in modo significativo. Una strategia incentrata sulla produzione di hit virali non è né una strategia di marketing, né una strategia di content marketing.

Non ci si può accontentare di “contenuti pubblicati a caso”

L’altra ipotesi di chi sostiene che i contenuti possono essere raccolti e pubblicati quando e come gli obiettivi di marketing operativo
lo richiedono,  E’ come se un brand approfittasse delle strenne natalizie delle concessionarie televisive e poi tacesse tutto il resto dell’anno.

In altri casi molte aziende improvvisamente si scoprono affamate di content marketing quando la loro agenzia lancia un’idea apparentemente interessante, oppure quando vogliono lanciare un nuovo prodotto.

Non esiste alcuna relazione esistente tra un brand che si considera produttore di contenuti, ma che non è in grado di creare il giusto setting psichico ed emotivo per far comprendere le proprie idee distintive, i propri valori al proprio pubblico.

Quando un post compare inaspettatamente nel feed di un social media, anche se offre contenuti utili che, poi, in realtà vogliono raccomandare un acquisto e il successivo l’utilizzo di un prodotto, scompare qualsiasi senso di autenticità. 

Una grande idea, anche se apparentemente divertente, ma senza alcuna connessione evidente con il brand o la strategia di marketing. che appare in un contesto ed in un momento inappropriati non ha nulla a che fare né con le strategie di marketing, né con il content marketing.

Raccogliere la sfida dell’investimento sulla attenzione del target

Il fine di una strategia di content marketing non è quella di ottenere un risultato economico o di fare qualcosa di divertente e funny come alternativa alla pubblicità. 

È una risposta alla natura mutevole di ciò che accade quando paghi per raggiungere un pubblico con qualsiasi comunicazione di marketing.

Ne hanno discusso per anni scrittori e pubblic pseaker come  Seth Godine e Ron Tite:    non si può più sperare di attrarre l’attenzione di una persona solo pagando per interrompere ciò che essa sta facendo.

Le persone trascorrono gran parte della giornata a guardare smartphone, ma anche laptop, tablet e desktop e prestano attenzione solo a ciò che vale la pena, secondo il loro giudizio, la loro esperienza, le loro credenze. 

Pagare per avere l’opportunità di raggiungere il target è solo l’inizio. 

Se si desidera l’ attenzione del target selezionato di potenziali clienti, è necessario fornire loro in cambio qualcosa di valore che rispecchi le loro credenze e che sia divertente, stimolante e informativo. Serve essere percepiti come importanti per loro.

Coinvolgere un pubblico è già in sé una forma di transazione. Come marketer dobbiamo decidere in che modo chi ci sta dando la sua attenzione ora, continui poi a darcela in futuro!

Se non acquistiamo da subito la loro fiducia, poi, nel futuro li perderemo.

Il primo passo inizia con saper proporre il valore del brand.

Una strategia di content marketing inizia quindi con una proposta di valore : come puoi fornire un valore equo in cambio dell’impegno del tuo pubblico, assicurando al contempo che il loro coinvolgimento stia fornendo un valore equo alla tua attività?

Ci sono molti elementi diversi in gioco quando si tratta di lavorare sulla proposta di valore per il nostro cliente:

dalle esigenze del pubblico, al panorama dei contenuti competitivi, il valore relativo di ciò che si offre rispetto ciò che c’è d”altro là fuori, e la necessità di differenziare i contenuti da quelli dei competitor. Ancora più importante, è saper rispondere alla domanda su cosa sia interessante ed utile per coinvolgere gli utenti dei social media.

Come portare avanti l’attività? E’ questo che ci chiedono i nostri clienti.  Come fornire le risposte corrette, nel momento corretto, con il linguaggio più idoneo al target che si desidera raggiungere?

Le risposte sono nella strategia di marketing

Senza strategia di marketing il rischio è di procedere a caso e il caso produce il caos che è poi il contrario di ciò che clienti desiderano.

L’importanza del piano editoriale per comunicare il valore del brand

E’ Il piano editoriale, la vera ossatura del content marketing.

Indica la differenziazione dei tipi di contenuti che il nostro cliente può distribuire e i diversi tipi di valore che si possono offrire.

Nel piano editoriale vanno distinti i diversi tipi di informazioni che si desiderano condividere nei feed dei diversi social, da LinkedIn a Facebook, Twitter, Instagram etc. per creare, oltre all’awareness, sempre più consapevolezza attorno al brand.

LinkedIn ed Edelman dopo aver condotto una ricerca sull’impatto dei contenuti sulle decisioni di acquisto che evidenzia chiaramente il valore potenziale che esiste nel web, hanno messo a disposizione uno strumento di monitoraggio delle conversioni collegate all’esposizione ai contenuti.

Ecco cosa ci chiedono i nostri clienti

Sono le aziende che riescono a fornire contenuti che funzionano, impressionano e creano valore. Sono le aziende che, prima, hanno fatto con noi un duro lavoro per pensare a come il contenuto si possa inserire nella loro strategia di marketing.

Creano valore per il loro pubblico perché hanno considerato attentamente ciò di cui il loro pubblico ha bisogno ed hanno riflettuto su come la loro azienda può fornirlo nel tempo, migliorando le proprie prospettive. Non stanno usando il contenuto semplicemente come una tattica di marketing ad hoc lo stanno usando come una risorsa aziendale e come fattore di profitto.

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Più connettività, più vendite online per tante categorie di prodotti

Tante categorie di prodotti saranno più facili da vendere online grazie all’incremento della connettività.

Secondo Nielsen Europe più aumenteranno le opportunità di connessione veloce e di qualità, più aumenteranno le opportunità di vendita on line.

La connettività digitale sta agendo sui consumatori globali. Con l’aumentare della connettività, molte imprese si stanno impegnando ad ampliare costantemente la gamma di attività digitali, incluso l’e-commerce.

L’85% della popolazione globale è connessa a Internet. Ogni giorno 3,4 miliardi di consumatori si connettono a Internet e spendono, in media, sei ore e mezza online.

Per molte categorie di prodotti, in gran parte quelle del settore dei beni di consumo in rapido movimento (FMCG) i consumatori globali non hanno ancora compreso ed adottato completamente l’e-commerce. Ciò può rappresentare una opportunità per i produttori e rivenditori che desiderano capitalizzare il potenziale offerto dall’e-commerce.

Comprendere come i consumatori si comportano, quali siano le loro abitudini online e quali siano i meccanismi virtuali e reali che guidano l’adozione dell’e-commerce,sta diventando sempre strategicamente prioritario per tanti imprenditori.

Alcuni dati forniti da Nielsen Europe lo possono dimostrare: “le vendite online globali nel 2017 hanno totalizzato 2,3 trilioni di USD, pari al 10,2% delle vendite totali al dettaglio, e prevediamo che tale percentuale raggiungerà il 17,5% entro il 2021”.

Le vendite di tante categorie di prodotti saranno favorite dalle nuove connettività

LA CONNETTIVITÀ RAPPRESENTA LE FONDAMENTA E PER LA CRESCITA DELL’E-COMMERCE

L’aumento della connettività internet sta aprendo la strada all’e-commerce in molti mercati globali, come dettagliato nel recente rapporto Connected Commerce di Nielsen , che ci informa sul consumatore globalmente sempre più connesso,

Identifica il potenziale di crescita futuro: i tratti comportamentali nelle attività di shopping, l’evoluzione delle categorie di prodotti e le barriere d’accesso.

A livello globale, come dettagliato nel rapporto, moda, viaggi e libri / musica sono le prime tre categorie acquistate online, rispettivamente al 61%, al 59% e al 49%, prendendo in considerazione tutti i mercati.

Per i consumatori online, la connettività è un fattore abilitante: ha migliorato la loro capacità nel cercare e confrontare prodotti e servizi; mette in evidenza disponibilità e prezzi dei prodotti. Grazie alla connettività l’ordine e la consegna dei prodotti nei luoghi e tempi desiderati è facilitata.

Produttori e i rivenditori soddisfano le esigenze dei consumatori in termini di convenienza e facilità di consegna e i consumatori sono sempre più aperti all’acquisto di altre categorie online, come: beni di consumo durevoli, articoli di intrattenimento, prodotti per la cura della casa e della persona, bevande alcoliche e articoli FMCG come generi alimentari freschi, e prodotti alimentari confezionati.

La crescente volontà dei consumatori di espandere i loro comportamenti di acquisto online, includendo il cibo, mette in evidenza le dinamiche in evoluzione del panorama dell’e-commerce e le opportunità per i mercati di tutto il mondo nei prossimi anni.

PIÙ CONNETTIVITÀ, PIÙ VENDITE ONLINE PER TANTE CATEGORIE DI PRODOTTI

Con l’aumento della connettività e il miglioramento delle infrastrutture, continueranno a diminuire gli ostacoli agli acquisti online .

Ad esempio, in molti mercati vengono implementati metodi di pagamento sicuri e portafogli mobili alternativi, che offrono ai consumatori alternative personalizzate di pagamento che incrementano il senso di fiducia verso l’acquisto online.

Gli acquirenti sono alla ricerca di esperienze facili, senza inutili complessità, che facciano risparmiare tempo, riducano gli ostacoli e offrano un’esperienza piacevole: Easy & Fun

Il desiderio di provare diverse opzioni per l’acquisto, per il pagamento e la consegna è cresciuto nel corso degli anni. Le sostituzioni in giornata, le consegne gratuite per ordini di alto valore, la reattività e il rimborso per ordini errati sono solo alcune delle caratteristiche che incoraggiano i consumatori ad acquistare prodotti di consumo online.

I rivenditori che offrono queste funzionalità e creano nuove modalità di pagamenti online miglioreranno l’adozione del commercio elettronico da parte dei consumatori: sia nei settori FMCG, sia in altre categorie di prodotti:

Il futuro è sempre più aperto.

Traduzione dell’articolo pubblicato da Nielsen, qui l’originale.

MARKETING Problem Solving: Il Metodo

Nelle attività di marketing e di comunicazione alcuni problemi sono piccoli e possono essere risolti rapidamente.

Altri problemi invece necessitano di un metodo, il metodo problem solving, per ridurre i tempi di soluzione e le risorse necessarie per arrivare alla soluzione ideale

Poi, i problemi più grandi possono essere affrontati trasformandoli in progetti perché…

...qualsiasi progetto è la pianificazione e la programmazione delle azioni che portano alla soluzione di un problema.

Joseph M. Juran

Definiamo il problema

Il più importante dei passaggi per la soluzione dei problemi è definire correttamente il problema. In comunicazione, ad esempio, il problema è riuscire a condividere concetti ed emozioni così come vorremmo che i destinatari li comprendano e li vivano e siano motivati ad agire a favore del cliente.

E’ il modo in cui definisce il problema di marketing e di comunicazione che determinerà il modo in cui si riuscirà a risolverlo.

Il processo Problem Solving è descritto nella figura seguente:

Sempre nel mondo della comunicazione, se si definisce il problema come scarse prestazioni da parte di un singolo media, si svilupperanno soluzioni diverse rispetto a quando si definisce invece il problema come impostazione del media mix complessivo.

Determiniamo ed interveniamo sulle cause

MARKETING PROBLEM SOLVING: IL METODO
Ishikawa Fishbone Diagram

Il diagramma di Ishikawa
Una volta definito il problema, siamo pronti per scavare il più a fondo possibile e iniziare a determinare le cause che generano il problema di comunicazione o di marketing.

Utilizziamo il diagramma a lisca di pesce per consentire l’ esecuzione di un’analisi precisa di causa ed effetto.

Infatti, se si considera il problema come una distanza tra il punto in cui ci si trova ora e la meta, il dove si desidera arrivare, in termini di brand awareness o di profitti delle vendite, le cause del problema sono rappresentate dagli ostacoli che impediscono di arrivare a ciò che si desidera.

Questo livello di analisi è importante per garantire che le soluzioni risolvano le cause effettive del problema anziché i sintomi del problema. Se la soluzione risolve solo uno o più sintomi, anziché una o più cause reali, è probabile che il problema si ripresenti in quanto esso non è stato ancora risolto.

Generiamo le idee

Una volta completato il duro lavoro di definizione del problema e determinarne le cause, è il momento di diventare creativi e sviluppare possibili soluzioni al problema.

Due ottimi metodi per la risoluzione dei problemi che utilizziamo per creare soluzioni sono il brainstorming e la mind mapping all’interno di un focus group generativo.

Selezionamo la soluzione ideale

Dopo aver trovato diverse idee in grado di risolvere il problema, una tecnica di risoluzione dei problemi che puoi utilizzare per decidere qual è la migliore soluzione al tuo problema è una semplice analisi di negoziazione generativa che rappresenta la fase finale del focus group che permette di eseguire l’analisi del trade-off, delle idee peggiori a fovore di una idea “ideale” che definire i criteri critici per la soluzione del problema e che sia possibile utilizzare.

Per valutare il modo in cui ciascuna soluzione si confronta l’una con l’altra, la valutazione può essere eseguita utilizzando una semplice matrice. La soluzione che otterrà la valutazione migliore sarà la soluzione ideale per il problema affrontato.

Agiamo e risolviamo!

Una volta determinata la soluzione da implementare, è il momento di agire. Se la soluzione implica diverse azioni o richiede l’intervento di altre risorse, creiamo un piano d’azione e lo trattiamo come un progetto.

E’ l’utilizzo di questo semplice approccio, nel marketing e nella comunicazione in particolar modo, che può aumentare l’efficacia e l’efficienza nel raggiungimento degli obiettivi .

Vuoi approfondire il metodo Marketing Problem Solving?

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perchè i social sono utili alle imprese?

Perché i social sono utili alle imprese?

Una domanda alla quale abbiamo cercato di rispondere.

Viviamo in un mondo in cui le persone desiderano i Like e aver tanti follower sui social media e non si preoccupano di essere amati dai loro vicini di casa mentre i social media controllano efficacemente la vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Nessuna meraviglia che le aziende abbiano trovato il modo di sfruttare l’impatto dei social media sul business. L’uso dei social media per scopi di marketing è un aspetto della strategia di marketing digitale.

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo del social media marketing per le aziende:

Essenzialmente sono:

Ampia e selezionata copertura del pubblico

Coinvolgere gli utenti

Generare traffico attraverso i collegamenti

Branding

Analizziamo questi benefici uno per uno:

Ampia copertura del pubblico

La domanda sul perché utilizzare i social media per le imprese può essere semplicemente questa: perché è lì che si trovano le persone. Si stima che entro il 2019 ci saranno 2,77 miliardi di persone in tutto il mondo che utilizzeranno i social media. Una cifra che dimostra l’enorme portata che hanno i social media.
Secondo Google, le persone in tutto il mondo eseguono ogni giorno 3,5 miliardi di ricerche sul motore di ricerca di Google. Facebook afferma che ci sono due miliardi di ricerche sul proprio sito social ogni giorno. Sono affermazioni dimostrano un fatto interessante: molti oggi usano i social media non solo per connettersi con gli altri ma anche per cercare informazioni. Solo questo dato può far riflettere sull’impegno che una impresa può affrontare per esser ritrovata, e dal pubblico che desidera che la ritrovi.

Coinvolgere gli utenti

Quando un utente di un social media riceve informazioni da un amico che conosce, ama e rispetta, ha un elemento emotivo che lo colpisce più di quanto farebbe qualsiasi fredda pubblicità . Lo motiva a dare una considerazione positiva al messaggio. Se c’è un link al tuo sito web, o se c’è un pulsante CallTo Aaction integrato, esso inizia a coinvolgere il visitatore. Molti sondaggi indicano che le persone leggono e visitano le loro pagine personali sui social media più volte al giorno. Per questo motivo le strategie social media marketing per le piccole imprese hanno un ottimo ritorno sull’investimento anche minimo.

Generare traffico attraverso i collegamenti

I post sui social media possono avere collegamenti al sito web dell’impresa e ciò porta ad una aumento del traffico sul sito web. E questo traffico può essere utilizzato per generare lead di potenziali clienti che si può collegare direttamente all’aumento delle vendite per l’impresa. Poii social media possono anche solo essere utilizzati per rimanere in contatto con i clienti. Non solo si generano nuovi clienti ma si mantiene una relazione con i clienti esistenti e si può iniziare a valorizzare il Life Time Value di ogni singolo cliente. Se poi son soddisfatti i clienti a loro volta, spesso fanno pubblicità per l’impresa con il passaparola, o attraverso i loro post.

Branding

I social media possono anche essere utilizzati per rinforzare il brand dell’impresa. I post e le recensioni sui social media creano un’immagine di marca che ha una forte influenza sui potenziali clienti. Il monitoraggio delle conversazioni rilevanti per il tuo prodotto fornisce informazioni su come i potenziali clienti vedono l’impresa. Fornisce inoltre informazioni su ciò che viene detto sui prodotti della concorrenza. Si è in grado di tenere il dito sul polso del mercato e adattarsi in base alle necessità.

Il futuro del social media marketing

Il futuro del social media marketing è aperto! Dal momento che è facile da usare e, soprattutto, conveniente, il social media marketing può essere utilizzato da aziende sia piccole che grandi. Tuttavia, come qualsiasi altra tecnologia, anche i social media si evolvono e cambiano costantemente. L’intelligenza artificiale, la scienza dei big data e gli spazi virtuali sono le tecnologie emergenti che avranno un forte impatto sull’uso dei social media per le imprese.
Ormai sai perché i social media sono importanti.

SOCIAL MEDIA TEAM BUILDING. VIRTUALMENTE REALE. SCOPRI COME FARE CON PROBLEM SOLVING.

Cambia la SERP Google.

Cambia la SERP Google.

Vediamo come Cambia la SERP Google per il web marketing manager. Come la conosciamo oggi è incredibilmente diversa da quella che era anche solo pochi anni fa.
E continuerà a cambiare, come le nuove tecnologie, i canali, la concorrenza, e gli approcci per poter entrare nell’arena competitiva.

Cambia la SERP di Google.

Come è cambiato l’algoritmo della SERP Google?

Se per le vostre campagne utilizzate Google, avrete notato che la guida a destra, dove prima erano visualizzate le informazioni pay-per-click, non c’è più.
Dal 22 febbraio, lunedì, Google ha deciso di cambiare le modalità di visualizzazione degli annunci nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca. In pratica come è cambiato l’algoritmo della SERP di Google?

Precedentemente gli annunci Google AdWords a pagamento apparivano nelle tre posizioni prima dei risultati organici di ricerca, lungo l’intero lato destro della pagina e in basso.
Gli annunci che apparivano a destra consentivano l’apparizione per più inserzionisti nell’ ambita prima pagina di Google.

Una penalizzazione per i  budget minori?

I clienti con budget limitati, a causa delle modalità di vendita all’asta di AdWords spesso si trovavano visibili in basso a destra, posizione molto più conveniente delle posizioni in alto a sinistra, nelle prime tre posizioni.
Questo cambiamento influenzerà notevolmente il modo di gestire e ottimizzare le prossime campagne Pay per Click.
I dettagli sul cambiamento essenzialmente saranno i seguenti:
Non ci saranno più annunci di testo sulla destra della pagina nei risultati di ricerca su desktop.

Meno annunci in prima fila

Google servirà quattro annunci di testo invece di tre nell’area principale sopra i risultati organici oltre alle “query altamente commerciali.”
Tre annunci di testo verranno visualizzati nella parte inferiore della SERP.
Il numero totale di annunci di testo che apparirà su una SERP si ridurrà da 11 ad un massimo di 7.
Google metterà in vendita blocchi di annunci e pannelli descrittivi del prodotto (a volte con gli annunci, come i test continueranno ad essere presenti in questi spazi) e saranno mostrati nella guida a destra a seguito di query pertinenti.
Questi aggiornamenti saranno esposti a rotazione permanente e in tutto il mondo sia su Google.com sia nei suoi partner di ricerca, anche se non tutti avranno a disposizione la barra laterale.
A seguito del cambiamento del motore Google diventa necessario cambiare le modalità di pianificazione delle campagne Adwords.
Seguiteci che prossimamente daremo qui qualche consiglio utile alla ottimizzazione e focalizzazione delle pianificazioni.

Continua la lettura di Cambia la SERP Google.

programmatic adv anche in Radio, outdoor e tv

The future is open!

Negli USA, entro il 2020 i marketer potranno pianificare dal loro laptop le proprie campagne,  le potranno misurare e modificare in tempo reale.

Quest’anno gli inserzionisti statunitensi spenderanno oltre 47 miliardi di dollari per acquistare annunci display digitali in programmatic ADV 

 E ora, la programmatic ADV sta iniziando a prendere piede anche per la pubblicità audio, esterna e televisiva.

A che punto è oggi l’audio programmatic ADV? 

Per gli editori e le emittenti  già predisposte ad esser pianificati via  programmatic ADV,  l’audio rappresenta  la naturale prossima frontiera per estendere il proprio potenziale.

 La misurazione rimane oscura dal momento che gli utenti lavorano per colmare la differenza tra il digitale classico basato sui  e spostano i click-through e le visualizzazioni, mentre le campagne audio non ne possono beneficiare..

Che dire della programmatic ADV Out Of Home? 

Gli inserzionisti OOH tradizionali vedono la programmatic ADV come un modo per semplificare il processo di acquisto degli annunci sempre più complicato. 

La programmatic ADV viene anche applicata al Digital Out Of Home  (DOOH). 

I brand che arrivano direttamente dal digitale però non hanno ancora maturato le risorse creative necessarie e faticano a passare dalle metriche del pubblico one-to-one del digitale allo one-to-many di OOH.

Gli inserzionisti OOH tradizionali vedono, per ora, la programmatic ADV come un modo per semplificare un processo di acquisto degli annunci sempre più complicato che viene anche applicato al digitale out of door  (DOOH). 

I brand che arrivano direttamente dal digitale spesso mancano delle risorse creative necessarie e faticano a passare dalle metriche del pubblico one-to-one del digitale allo one-to-many di OOH.

Cosa riserva la programmatic ADV per la TV ? 

eMarketer prevede che solo il 2,5% di tutta la spesa pubblicitaria  negli Stati Uniti, pari a  1,75 miliardi di dollari, passerà attraverso i canali programmatic quest’anno.

 Entro il 2020, la programmatic ADV rappresenterà il 6,8% di tutti gli annunci pubblicitari TV , ovvero 4,73 miliardi di dollari. 

L’interesse c’è, ma le infrastrutture e le modalità di transazione per un’industria da 70 miliardi di dollari prevedono che  gli acquisti in programmatic possano schizzare alle stelle nei prossimi 24 mesi

Nel rapporto di eMarketer si può osservare come avverrà la transazione alla programmatic ADV nell’ambito dell’audio digitale, della pubblicità OOH e della TV. 

Mette in evidenza le considerazioni per il pubblico, gli utenti di creatività pubblicitarie ed i marketer che potranno misurarne i K.P.I. misurazione dovrebbero sapere come vanno avanti con la programmazione in ciascuna di queste aree.

 Negli USA, entro il 2020, circa $ 5 miliardi di spesa pubblicitaria televisiva verranno pianificate tramite mezzi automatizzati.  

PROGRAMMATIC ADV ANCHE IN RADIO, OUTDOOR E TV

Forecasting programmatic ADV
Perché scegliere strategie programmatic ADV
Dove pianificare con programmatic ADV
Radio-DIgital programmatic radio e audio ADV
Top 20 radio USA per ascolti medi
Investimenti tradizionali e digitali out of home

Fonte:  Programmatic Advertising Beyond Display
Automation Moves to Audio, Out-of-Home and Television

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