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Neuromarketing

Conoscere meglio i clienti con l’aiuto delle tecnologie di neuromarketing

Noi di Problem Solving  siamo sempre attenti alle innovazioni scientifiche, come il neuromarketing,  perché siamo consapevoli che ogni risultato si basa su principi riproducibili nello spazio e nel tempo e le discipline di  neuro marketing rappresentano l’ultima frontiera della conoscenza dei comportamenti inconsapevoli dell’essere umano.

Pubblicata la ricerca AINEM, Associazione Italiana NEuro Marketing che, con l’Osservatorio Neuromarketing Italiano ha indagato il livello di introduzione delle tecniche di neuromarketing, nel mercato, delle imprese, dei consulenti delle agenzie di comunicazione marketing 

La survey , coordinata da  Francesco Gallucci e Caterina Garofalosi si è svolta  dal 15 aprile al  10 settembre 2018 ed ha raccolto 1.044 interviste CAWI.

Il campione intervistato

854 sono state le risposte di un campione costituito da 52,3%  di uomini e 47,7% donne con una età media di 43,4 anni. Il 20,6% del campione intervistato è occupato nelle attività di comunicazione, il 19,4% nelle ricerche di mercato, 15,7% nelle vendite e reparti commerciali, il 12,7% nelle Risorse Umane, seguono per ambiti aziendali, 9,5% IT, 5,9%  strategia, 4,2& R&S e, impegnati in altri ambiti aziendali il 12%.

Hanno risposto manager, 33%, imprenditori, 22,4%,  impiegati, 20,5%, consulenti, 10,4% , ricercatori, 2,8% ed altri, 10,9%.

I principali risultati della survey

La conoscenza scientifica attiva la ricerca: Il 50,9% del campione  conosce il neuromarketing 

La consuetudine alle ricerche di mercato agevola l’introduzione del neuromarkeing in azienda e il livello di conoscenza delNM è un driver importante verso la realizzazione di nuove ricerche.

Il trend 2018 è positivo con un +2,6% di incremento di possibili utilizzatori, le  fonti di conoscenza del NM sembrano esser rappresentate dalla auto formazione scientifica e dalla formazione scientifica in aula.

La formazione è la chiave di crescita del neuromarketing in Italia.

La scelta del fornitore di NM per gli esperti dipende dalla affidabilità scientifica e rapidità di esecuzione dei test, mentre per i competenti a reputazione è il fattore principale e  i  neofiti  sembrano preferire la competenza tecnica oltre alla  rapidità di esecuzione. Il 12,7% del campione ha realizzato nel 2017 almeno una ricerca di neuromarketing.

Il neuromarlerting è considerato molto utile in tutte le fasi
di una campagna pubblicitaria, ma soprattutto all’ inizio e un terzo dei partecipanti ritiene che la numerosità del campione per un test di neuromarketing sia compreso tra 21-40 persone, mentre l’investimento medio per una ricerca di neuromarketing è 
di circa 12.651 euro. 

Il gap tra attività di ricerche tradizionali e ricerche di neuromarketing  è molto più alto nelle grandi aziende (+ 53,8 punti %) rispetto a quelle medio piccole e piccole (+29 punti %).
Per contro le grandi aziende registrano una spesa media per
ricerca di neuromarketing più alta della media del 31%. 

Tra le tecnologie più utilizzate Eyetrakyng e Eeg sono utilizzati in oltre la metà dei casi.

L’utilità del neuromarketing per gli esperti è quella di conoscere meglio i propri clienti  e migliorare l’efficacia della comunicazione e può anche accrescere l’efficacia delle  vendite, migliorare le scelte strategiche, supportare i reparti di ricerca e sviluppo nel design di prodotti e packaging e migliorare i rapporti HR

Tra le debolezze dichiarate emerge  la convinzione dei decisori a
far accettare il neuromarketing come strumento del business
e non solo come sperimentazione anche a causa di mancanza di una base conoscitiva condivisa all’interno dell’impresa.

Possibili aree di intervento

Con un budget dedicato, il 16,9% degli incerti farebbe una ricerca di neuromarketing avendo a disposizione  più argomentazioni sui vantaggi per i decisori per poter adottare nuovi piani strategici, migliorare le performance della pubblicità e della comunicazione, del design di prodotti e packaging, ma occorre una maggiore diffusione della conoscenza scientifica da supportare con aurto formazione e partecipazione a corsi di formazione, anche in hause.

In conclusione, la formazione è alle basi delle future applicazioni di neuromarketing.

Per scaricare la ricerca ainem clicca qui

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