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Dati media problem solving una evoluzione continua

Dati media problem solving una evoluzione continua

Dati media Problem Solving  tiene sotto controllo l’evoluzione continua dei dati che tengono sotto controllo i media…

 

Dagli investimenti su YouTube un ROI superiore agli investimenti televisivi.

Dati media problem solving una evoluzione continua

Dati media problem solving una evoluzione continua anche e sprattutto nel web, secondo le ultime ricerche, infatti, rispetto agli attuali livelli di spesa, il ritorno sull’investimento delle campagne su YouTube è oggi più elevato di quello delle campagne condotte sul mezzo televisivo.

L’ottimizzazione del piano media con un mix adeguato rappresenta una straordinaria opportunità per lo viluppo del brand e può anche dare impulso alle vendite offline.

Il problema di marketing da risolvere per molte imprese è l’ottimizzazione del mediamix diversificando i canali per raggiungere il proprio target di comunicazione  e riuscire a comprendere come integrare i media digitali per incrementare la medio e lungo propria brand awareness, le vendite nel lungo termine.

Da qui la necessità per chi ha in mano la gestione dei budget di avere  di strumenti di misurazione affidabili di misura dell’efficacia delle proprie scelte e a modificare l’allocazione delle risorse per media e veicoli pubblicitari.

Oggi sono disponibili nuovi dati, che ci mostrano come gli annunci video online possano contribuire alle vendite offline, e che provano come questo mezzo debba svolgere un ruolo più significativo nel contesto del media mix.

BrandScience, Data2Decisions, GfK, Kantar Worldpanel, MarketingScan e MarketShare  e altri istituti di ricerca hanno analizzato  di 56 casi di studio raccolti in 8 Paesi.

Ne emerge  come la pubblicità su YouTube abbia generato, per quasi l’80% dei casi, un ritorno sull’investimento superiore a quello della TV.

La ricerca si è basata su comprovate metodologie finalizzate a comprendere a fondo l’esatta correlazione tra esposizione sul mezzo e vendite offline.

Lucien van der Hoeven, direttore generale di MarketShare (una soluzione Neustar) a livello EMEA, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi, come MarketShare, di aver contribuito con le nostre analisi a questo importante studio, incentrato su una delle problematiche oggi più sentite nel mondo del marketing.”

Comunque la ricerca sembra veramente efficace per far comprendere ai media manager e ai marketing manager quali siano le potenzialità ed i   risultati che si possono ottenere da ciascun media e veicolo per  massimizzare l’impatto sui propri target di riferimento .

“Da misurazioni effettuate nel Regno Unito, in Francia e in Germania,”  der Hoeven, afferma “che, mentre la TV mantiene un notevole impatto anche nell’era digitale, l’investimento nella pubblicità video online appare troppo inadeguato in tanti mediamix”.

Sally Dickerson, direttrice globale di BrandScience,  pone l’accento  sull’efficacia: “Riteniamo che il video online sia particolarmente efficace, nel breve e nel medio periodo, rispetto ad altre tattiche online, e rappresenti in ogni caso una leva importante per il ROI complessivo.

Attraverso un approfondimento della ricerca, isolando l’impatto di YouTube rispetto ad altre piattaforme video online, si è evidenziato come il canale YouTube si dimostri più efficace in termini di ROI per i prodotti acquistati, sia online che offline.”

Alcuni esempi specifici, tratti dallo studio, illustrano i principali risultati:

“Nell’estate 2015 Mars UK ha lanciato una campagna a sostegno del brand Snickers. È stato testato il mix di attività su TV e video online, per valutare se il piano media sui diversi canali e dispositivi fosse ottimizzato per migliorare i risultati di vendita in negozio. I risultati indicano che YouTube ha determinato un ROI più che doppio rispetto a quello della TV, per ogni sterlina spesa per raggiungere il consumatore.2.

In Francia, una campagna su YouTube dei dessert Danette di Danone ha generato un ROI quasi tre volte superiore a quello della TV per ogni euro di spesa, e il 7% delle vendite è attribuibile all’attività sui video online. L’azienda ha rilevato come YouTube abbia in particolare aumentato le vendite presso i consumatori non abituali di Danette, nell’ordine del 66% delle vendite per il segmento.3

Sono solo alcune delle statistiche che indicano come le aziende non stiano investendo abbastanza su YouTube in fase di definizione del proprio media mix sulla base dei dati storici, senza massimizzare le vendite. Secondo Marc Zander, direttore media globale e UK per Mars Chocolate, “il test2 ha evidenziato l’importanza di YouTube come mezzo pubblicitario nell’ambito della nostra strategia media complessiva. YouTube può chiaramente svolgere un ruolo importante nei nostri piani media, in aggiunta alla TV.”

Marie Mathieu, Connection Planner di Mediacom e responsabile per Danone, afferma: “Questo studio rafforza il nostro approccio globale per ottimizzare le comunicazioni video quale efficace complemento alla televisione.”

Massimizzare le vendite ottimizzando il media mix

Nell’ambito dello studio  è stata definita una previsione per 17 delle campagne, al fine di dimostrare come il trasferimento di una parte del budget media al video online possa migliorare l’efficacia del media mix. Per oltre l’80% dei casi, la spesa raccomdata su YouTube è risultata più del doppio rispetto ai livelli storici.

Google YouTube TV ROI

La previsione della campagna per Guinness (Diageo) in UK illustra proprio questo aspetto: il media mix ottimizzato del brand per massimizzare il ROI ha portato ad un aumento quadruplo dell’investimento pianificato su YouTube.4

Paul Dyson, fondatore di Data2Decisions afferma: “Abbiamo svolto modelizzazioni e valutazioni dei piani media negli ultimi 5 anni e la nostra esperienza ci porta ad attribuire al video online dei ritorni di investimento più elevati della TV. Non ci ha, quindi, sorpreso riscontrare questa evidenza negli studi condotti da Google. Abbiamo utilizzato le tradizionali tecniche MMM, riconosciute come standard nell’industria, oltre al nostro approccio proprietario Ecosystem Modelling che ci ha permesso di separare YouTube dalle altre piattaforme video online. Questo ha condotto agli stessi risultati che abbiamo riscontrato già in passato – ROI di YouTube più elevati tramite ottimizzazioni per diversi clienti suggeriscono una spesa da 2 a 6 volte superiore.”

In un mercato in rapida evoluzione, l’opportunità che si presenta ai media planner e alle aziende per ottenere un vantaggio competitivo è considerevole. Occorrerà avere accesso ai dati e poter prendere rapidamente le decisioni. Per la prima volta, Google fornisce dati di spesa pubblicitaria per tutti i canali, come gli annunci display, la rete di ricerca e YouTube, da inserire nei modelli di media mix. L’obiettivo è far leva su questi dati per i processi di pianificazione, passando rapidamente all’azione in base ai risultati ottenuti.

Conclusioni

La ricerca mostra che, rispetto agli attuali livelli di spesa, YouTube genera un ROI più elevato rispetto alla TV.

Aumentare la spesa su YouTube può consentire di ottimizzare il media mix.

Google è in grado di fornire dati più completi e approfonditi, da integrare negli strumenti di pianificazione del media mix aziendale, per dimostrare più efficacemente l’impatto ottenibile sovrappesando la spesa su YouTube.

Fonti:

  1. Ricerca di Google e di terze parti, 2013-2016, Europa.
  2. Snickers Research Study, Kantar Worldpanel, Consumer Mix Modelling, analisi delle campagne condotte nell’estate 2015, UK.
  3. Danette Research Study, Kantar Worldpanel, Consumer Mix Modelling, analisi dell’esposizione sui media (principalmente TV e YouTube), maggio-luglio 2015, Francia.
  4. Guinness Research Study, Data2Decisions (D2D), analisi di 2 anni di attività complessiva sui media, UK.

Per approfondire e considerare un mediamix efficace sul web puoi contattarci qui

Per noi ogni domanda è intelligente. Chiedi, non esitare.

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Uno sguardo all’editoria specializzata

 

Gli editori delle testate specializzate e professionali riuniti al convegno ANES il 22 marzo 2016 hanno potuto osserare il cambio di rotta: La carta come approfondimento, il WEB come  strumento di coinvolgimento sulle testate cartacee

Nel corso del 2016 sembra proprio che gli utenti partano più dal digitale per arrivare alla carta.

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Per approfondire download ANES-Digital-Outlook-2016

ANES-Digital-Outlook-2016


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Il mercato.

Pubblicato  da Nielsen il forecast del mercato pubblicitario italiano 2016.

Comunicato stampa.

Milano, 14 marzo 2016 – Il mercato degli investimenti pubblicitari nel mese di gennaio chiude a +2,5% rispetto allo stesso mese del 2015, pari a circa 10,6 milioni in più. Considerando anche la porzione di web attualmente stimata da Nielsen (principalmente search e social), l’incremento si attesterebbe intorno al +3,5%.
“Dopo la buona performance dell’autunno – spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information  Service Business Director di Nielsen – il mercato italiano dell’advertising parte bene nel 2016. Seppur contenuta, la crescita tiene nel primo mese dell’anno, mostrando segnali di conferma per il primo trimestre, con un trend positivo che va consolidandosi anche sul medio periodo“.
Relativamente ai singoli mezzi, la TV chiude il mese con una crescita del 4,7%, favorendo una ripresa che dovrebbe confermarsi anche per il prossimo mese. Buona la partenza dei quotidiani che iniziano l’anno a +2,2%; continua, invece, l’andamento negativo dei periodici, che chiudono gennaio a -14,1%.
Gli investimenti sul mezzo radio subiscono un decremento del 3,4% rispetto a gennaio 2015.

Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio è stabile a +0,2%. Sulla base delle stime desk di Nielsen sul digitale in generale, il web chiude il mese in terreno positivo, intorno al 6%.
Ancora in trend negativo il cinema (-8%) e il direct mail (-3,7%). In crescita l’outdoor (+ 31,5%) e l’out of home (+38,4%). Stabile invece il transit (-0,1%).

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 16 in crescita, con un apporto di circa 29 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato, si registrano andamenti differenti. Tornano a crescere i principali settori: Telecomunicazioni (+19,8, circa 5 milioni) e Finanza (+12,1, circa 2 milioni), così come continua l’incremento della Distribuzione (+24,3, pari a 5 milioni) e di Media /Editoria (+10%, circa 2,5 milioni). A questi settori in positivo, si contrappone un calo dell’Automotive (-8,7%, circa 5 milioni). Anche Toiletries (+15,6%) e Tempo libero (+25,7%) contribuiscono alla buona
performance di gennaio.
“Un’eventuale conferma in positivo del primo trimestre – continua Dal Sasso – è in linea con quanto  ci deriva dagli indicatori macroeconomici, basti pensare alla produzione industriale che a gennaio è  cresciuta del 3,9%. Siamo tutti in attesa di capire come le misure espansive annunciate la scorsa settimana dal presidente Draghi possano influire come spinta all’economia e alle imprese in particolare. Anche se gli economisti affermano che i primi effetti li potremo vedere dal terzo  trimestre in avanti – conclude – è indubbio che un maggiore accesso al credito da parte delle imprese potrebbe liberare risorse per il mondo della comunicazione, anche alla luce del fatto che per la prima volta alcune misure riguardano i bond delle aziende ad alto rating

Dati media problem solving una evoluzione continua Dati media problem solving una evoluzione continua

L’universo di riferimento è quello dei mezzi rilevati da Nielsen ad eccezione dei Quotidiani dove vengono utilizzati i dati FCP-ASSOQUOTIDIANI solo per le tipologie: Locale,
Rubricata e Di Servizio e delle Radio dove vengono utilizzati i dati FCP-ASSORADIO solo per la tipologia Extra Tabellare (comprensiva c.a.).
Le elaborazioni sono effettuate con il contributo di FCP – ASSOQUOTIDIANI e FCP – ASSOPERIODICI.
¹ Per i dati di Stampa Commerciale Locale, Rubricata e Di Servizio la fonte è FCP-ASSOQUOTIDIANI
² lI dato comprende le emittenti Generaliste, Digitali e Satellitari
³ Le elaborazioni sono effettuate con il contributo di FCP -ASSORADIO
* Mercato di riferimento non omogeneo
Copyright 2016 The Nielsen Company. All rights reserved


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Un’occhiata all’utilizzo del WEB

AUDIWEB gennaio 2016. Pubblicati i dati Audiweb

Chi sta dall’altra parte del monitor?

Qui i dati Nielsen Audiweb gennaio 2016

Sono dati lag, riferiti a due mesi fa ma danno l’idea.

Quasi la metà della popoplazione over 2 anni ha accesso al WEB.

UOMINI (14.734) e  DONNE (13.970)

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47 ore per persona, on line, in media.

Il 52% degli italiani dai 2 anni in su

28.7 milioni gli utenti unici online

Qui l’elaborazione dei top channels per audience:

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Uno sguardo al futuro degli investimenti digitali.

Ogni evoluzione è un destino!

Gli investimenti pubblicitari sul digitale negli Usa saranno superiori a quelli destinati alla televisione. Nel 2017.

Oltre  un cittadino su due guarderà la tv online quest’anno.
E’ una rivelazione delle prime previsioni USA

Fonte: .emarketer.com/

 

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Mentre calano gli investimenti stampa sembrano tenere gli investimenti web.

Confronto FCP gennaio 2015-2016. investimenti WEB +0,2%

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Il commento ai dati di gennaio 2016 di Giorgio Galantis, presidente Fcp-Assointernet:
“A gennaio 2016 il fatturato monitorato dall’Osservatorio Fcp-Assointernet registra un leggero segno positivo rispetto al 2015, +0,2%. Confermato il trend di crescita del Mobile che beneficia dell’incremento di traffico e servizi su smartphone: nel periodo il fatturato raddoppia rispetto allo scorso anno e raggiunge un’incidenza del 6,7% sul totale, contro il 3,3% del 2015.

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Gli alberi sorrideranno…

I dati FCP mostrano il declino della raccolta pubblicitaria dei media stampa.

Solo per i quotidiani un + 1,+6% di pubblicità.  Se ne può dedurre che la tattica di marketing basata sulle promozioni e non sulla crescita valoriale dei brand prevale?

Il  calo del complessivo è del 2,3% a gennaio. Settimanali -13,3%, mensili a -17,8%.

 

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Questo non è un vero e proprio dato, ma cambierà il modo di analizzare le campagne FB.

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LIKE – LOVE – AHAH- WOW -SIGH -GRR  I commenti emozionali di Facebook in un tentativo di dare un feed-back qualitativo alle inserzioni ed ai post Facebook . Dal digitale like/futile e inosservato oggi si potranno valutare i commenti  in una classe di 6 possibilità diverse.  Sammi Krug, Product Manager di Reactions ha così cercato di mettere a disposizione degli utenti facebookiani (chissà se occorrerà richiedere l’autorizzazione alla Crusca per questo neologismo) le  loro emozioni in un click. Da 1 a 15 emozioni possibili ne son rimaste solo 6 che permetteranno di valutare le 6 reazioni possibili + quelle della non risposta rispetto alle impression. In ogni caso una emozione sarà un engagement.

Tra un paio di giorni, oggi è il 24 febbraio, saranno disponibili sulla piattaforma.


 

Una case study di lusso:  Chanel Vs. Dior – Facebook challenge a gennaio 2016http://www.problem-solving.net/una-buona-comunicazione-e-come-una-buona-ricetta/

Chanel  vince su tutti fronti in termini di audience con una forte acquisizione di likes e shares. I Video Haute Couture Show di Chanel hanno generato la maggioranza dei coinvolgimenti del pubblico alle fine del mese di gennaio 2016

Cahenl con due soli video postati ha generato più del 60% delle condivisioni del periodo metre Dior ha pubblicato due volte  molti video su Facebbok nello stesso periodo. Chanel è stata in grado molti più coinvolgimenti del suo diretto competitor.

Dior, invece ha ottenuto un maggior successo con un post fotografico in particolar modo per l’ultima sua creazione (Poison Girl).

(Fonte;talkwalker.com/) 


Radiomonitor: pubblicati i dati di ascolto delle emittenti italiane nazionali e locali nel secondo semestre 2015

La radio è l’unico media off-line che mostra segnali positivi.

Sarà per la sua vocazione al ricordo evocativo di immagini, per il suo minor costo contatto utile?  IL media Radio cresce rispetto al 2014. Il media che si ascolta mentre ci si svegklia e mentre si guida.

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Diamo un’occhiata all’e-commerce

Come è utilizzato l’ e-commerce in  Italia?

E’ stata pubblicata la ricerca  Stetoscopio – Il sentire degli italiani
“Stetoscopio – Il sentire degli italiani” è un’indagine quali-quantitativa periodica focalizzata sull’esplorazione del vissuto degli intervistati in relazione ad alcune macroaree costanti che definiscono il clima socioculturale al momento dello svolgimento dello studio.
L’indagine prevede per la fase qualitativa la realizzazione di 8 gruppi 2 volte l’anno in 4 differenti aree geografiche con target misto uomini donne. La fase quantitativa viene condotta con metodologia CATI (Computer Aided Telephone Interviewing) su un campione di 3.000 casi, rappresentativo della popolazione italiana per sesso, fasce d’età, condizione professionale, area geografica, ampiezza comune di residenza, realizzata 2 volte l’anno.
La ricerca è realizzata da MPS – Marketing Research, istituto di ricerca indipendente con sede a Bergamo, che si occupa da oltre venti anni di ricerche di mercato e consulenza alle aziende, in partnership con QUIXA e RDS RADIO DIMENSIONE SUONO.

Nel grafico è illustrato il risultato relativo all’utilizzo dell’è-commerce in Italia

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Tanto per non perdere il mainstreamig sanremese due infografiche della prima serata.

Pubblico televisivo come l’anno scorso Una media 11,1 milioni che corrisponde  al 49,5% dei share -5% rispetto alla prima serata 2015 con il 49,3% di share.

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Fonte: primaonline.


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Come si possono intercettare gli italiani sui Social?

‘Digital in 2016′ di We are Social

Facebook è la piattaforma social più usata in Italia, seguita da WhatsApp e Facebook Messanger (entrambi parte dell’ecosistema costruito da Zuckerberg); Instagram passa, invece, a una penetrazione del 12% (contro il 6% del 2015).

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La piattaforme social più attive in Italia

 ‘Digital in 2016′ di We are Social 

 


La fiducia dei consumatori italiani sembra vivere un  momento di risalita

Ricominciano a credere nella ripresa del mercato.

Non son dati riferiti strettamente ai media, ma al mercato.  Cosa potrebbe crescere e cosa potrebbe calare nei comportamenti degli italiani?

Percezioni collettive rispetto all’economia ed alla fiducia.

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Nel quarto trimestre 2015, spiega la survey, il numero di quanti ritengono la crisi ormai superata raggiunge quota 20%, dato quasi raddoppiato rispetto al solo trimestre precedente, quando era all’11%.

Tra i pessimisti, che scendono dal 62% di fine 2014 al 44% attuale, il 14% è sicuro di uscire da una situazione economica per certi versi ancora critica entro fine 2016. Per quanto riguarda le prospettive lavorative il valore di quanti ritengono favorevole la presente situazione è pari al 18%, percentuale triplicata rispetto al minimo storico del 6% di un anno fa.

Se raffrontato al trimestre precedente, il dato ha fatto registrare un balzo di 5 punti percentuali, rimarcando un continuo trend positivo registrato in tutto il 2015.

In sintesi si possono prevedere meno spese per:

pasti fuori casa (24%),

la spesa nella grande distribuzione e l’auto (21%).

Segno tendente al positivo per:

ai vestiti nuovi (17% vs 23% di fine 2014)

divertimenti fuori dalle mura domestiche (20% vs 23%).

I dati dalla Global Consumer Confidence Survey di Nielsen

Ma la web ADV  come funziona? Vediamo come è stata pianificata.

Gli investimenti ci sono stati (€ 431.384 fatturati nel 2015) e stanno calando (-2,3% rispetto la 2014)

Interessante la stagionalità dei fatturati. Se il fatturato è relativo al mese precedente di messa on line dei messaggi pubblicitari si può dedurre che il WEB è un media utilizzato maggiormente nei mesi più freddi, anche per la sua funzione di sostegno alle campagne off-line.

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Web: navigazione da browser su tutti i device.

Il commento ai dati di dicembre 2015.

“Per le Concessionarie associate Fcp-Assointernet dicembre si conferma il mese più rilevante per fatturato, con un’incidenza dell’11,5% sul totale. Il leggero incremento rispetto al 2014 rappresenta dunque un risultato positivo che porta la chiusura 2015 a -0,7%.
Per il web monitorato dall’Osservatorio l’anno appena concluso è stato caratterizzato da un andamento non lineare con un progressivo recupero nel secondo semestre, che registra una crescita dell’1,4% rispetto al 2014.
Molto positivo il risultato della componente “Mobile” cresciuta del 26% nell’anno, con un incremento della propria quota sul fatturato totale che raggiunge il 5,9% rispetto al 4,7% del 2014”.
Sono esclusi gli investimenti in “Keywords/Search adv”.

Giorgio Galantis, presidente Fcp-Assointernet



 

Qual’è la fonte di informazione più attendibile per gli italiani?

La rete sembra  sia una fonte di informazione credibile. Più degli altri media

Tanti attribuiscono più attendibile dei quotidiani.

Fonte: Eurobarometro condiviso da Lavoce.info.

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Il 58,2  %di cittadini italiani considerano il web come una  fonte di informazione credibile Un dato superiore a quasi il 10% rispetto alla media dei cittadini europei (49,1%)

Il 17,6 per cento di italiani si fidano della rete e non della carta stampata.

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Per Eurispes, l’ 80% degli italiani navigano su Internet.

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Come utilizzano il Web ? Per cercare informazioni  (97,8%)  inviare e ricevere e-mail (85,8%);  per navigare sui social network (68,9%),  guardare filmati su YouTube (66,8%),  controllare il proprio conto bancario (65,1%), fare acquisti (55%).

La dotazione tecnologica degli italiani

Il computer portatile sorpassa (64,5%) quello fisso (54,7%). Lo smartphone si conferma lo strumento tecnologico più diffuso nel nostro Paese: ne ha uno il 75,7% degli italiani (erano il 67% nel 2015). Sono invece meno della metà i possessori di tablet/ipad (43,3%, in crescita rispetto al 36,8% del 2015), abbonamento alla Tv a pagamento (42,1%, rispetto 36% del 2015). Poco meno di un terzo ha una consolle per videogiochi (31,3%); il 27,5% una smart Tv. Nonostante le nuove modalità di fruizione dei contenuti televisivi, quella tradizionale, in tempo reale sul mezzo televisivo, rimane la più diffusa. Il mezzo utilizzato principalmente dagli italiani per comunicare con parenti/amici è ancora la telefonata, con una percentuale del 66% (-6,4% rispetto al 2015). L’unica vera alternativa numericamente rilevante è WhatsApp, con il 29,3% (+11% rispetto al 2015).

Tutti con il telefonino: smartphone o no, ne ha uno il 93,1% degli italiani dai 18 anni in su

L’utilizzo più frequente resta chiamare ed essere chiamati (99,3%), seguono inviare e ricevere sms (85,1%). Moltissimi comunicano tramite WhatsApp o altre applicazioni di messaggistica (75,2%), fanno foto e filmati (69%) e li inviano e ricevono (68%), navigano su Internet (66,8%). La maggioranza usa le applicazioni (54,2%) ed i Social Network (51,1%).      Sondaggio Eurispes, – Asca, Rapporto Italia 2016.

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Nel mondo gli investimenti mobile supereranno gli investimenti sulla carta stampata.

Analizzati da Flurry per Yahoo 564 milioni di dispositivi iOS e Android nei dieci maggiori Paesi europei per numero di abitanti per avere a disposizione una panoramica completa dell’uso dei dispositivi smart. Secondo i centri media, nel 2016, la spesa globale per la pubblicità su dispositivi mobili supererà quella per la pubblicità sui giornali prossima a superare l’ADV per laptop e pc.

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Secondo Yahoo, inoltre, il tempo impiegato sui dispositivi smart viene trascorso al 90% all’interno di app. Mentre è in aumento il numero totale delle sessioni, con una crescita del 36% nel Regno Unito tra ottobre 2014 e ottobre 2015.

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Come fluttua la fiducia dell’informazione?

Il Search cresce. I media tradizionali vivono del search. I contenuti crescono nei Social.  2016 EDELMAN TRUST BAROMETER

Una veloce, ma pungente sintesi dei dati relativi al grado di fiducia degli italiani verso i media, emersi dal Trust Barometer 2016,

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Come si sviluppa il “world of mouth”? Il passaparola attendibile?

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La “tribù” di riferimento resta sempre la fonte più accreditata per crearsi una propria opinione, i pareri  rilevanti sono quelli di familiari e amici. Tecnici ed accademici non godono di maggior credibilità mentre cresce quella data a collaboratori e AD in ambito imprenditoriale.

 Per approfondire clik e vedi lo slideshare.

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Calano le tariffe o aumentano gli sconti nella comunicazione stampata?

In questo caso parliamo di flessione.

La carta stampata perde investimenti da parte degli utenti.

Calano le tariffe o aumentano gli sconti?

La fonte è FCP. Autorevole.

Analisi per tipo di nvestimento:
Commerciale nazionale ha evidenziato -7,8% a fatturato e +2,4% a spazio.
Commerciale locale -6,3% a fatturato e +0,5% a spazio

Servizio ha segnato -5,4% a fatturato e +4,7% a spazio.
Rubricata ha segnato -3,5% a fatturato e -12,2% a spazio.

I periodici calano segnano un calano di fatturato -3,9% e a spazio del -1,3%.
I settimanali calano di fatturato del -4,0% e a spazio -0,6%.
I mensili calano di fatturato del -3,3% e spazio -1,6%.
Altri periodici calano anche loro -7,9% a fatturato e -6,3% a spazio.

Download della tabella

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Netto calo investimenti nella stampa -5,6%

Contrariamente alla stampa, l’Osservatorio Fcp-Assoradio dichiara una crescita degli investimenti radiofonici

La pubblicità in radio chiude il 2015 con un +8,8% e a dicembre cresce del 5,1% .

Dalla fine del 2014 investimenti progressivamente in rialzo.

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Cosa chiedono i brand manager alle agenzie? cosa chiederanno sempre di più?

The Brand-Agency Relationship: Top Trends and Challenges in 2016 una ricerca realizzata da Marketing proofs USA.

Un’occhiata oltre oceano per comprendere le evoluzioni della domanda di servizi richiesti dai brand  manager alle agenzia di comunicazione.

La fonte è una si basa sui dati di un sondaggio condotto nel mese di dicembre 2015,su 165 brand manager e 115 dirigenti di agenzie di marketing.

I  servizi che le agenzie dovranno proporre ai loro clienti nel 2016 sono  “la creatività (55% prevede di desiderarla), sviluppo e gestione dei processi di marketing (42%), e  strategie  per lo sviluppo della marca (34%).

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Il 62% degli intervistati che lavorano perper i brand si aspettano una crescita dei loro budget  nel 2016, e il 91% prevede di aumentare la spesa per i media digitali.

Tre quarti degli intervistati  si aspettano di utilizzare due o più agenzie in  quest’anno, con un incremento di 12 punti percentuali rispetto al 2015

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Quali sono le frontiere del WEB?

Quando si accende un pc, un laptop, uno smartphone, si apre una finestra sul mondo intero. L’hanno capito im molti, ma sono ancore poche le imprese che hanno compreso la forza globale del web.

Sembra che sia la Cina la nuova  frontiera dell’ecommerce.

Fashion, Luxory, moda pret a porter?

Ha scommesso sul digitale e sull’ e-commerce. E ha portato a casa un bel +9%.

Nella nuova Digital Competitive Map “The race is speeding up” Burberry rafforza la sua  leadership digitale. Il gruppo di brand sotto l’aurea LVHM: Fendi e Loro Piana; insieme a  Dior progrediscono in modo sostanziale.

Luis Vuitton riconquista la sua leadership sull’asse della Digital Customer Experience.

Ralph Lauren e  Gucci, competono nella digital dimension.

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La fonte è autorevole e digitale “Digital Competitive Map – The race is speeding up“, da ContactLab.

L’analisi del secondo semestre 2015  evidenzia un significativo avanzamento della performance globale (+9%)  realizzata da 2/3 dei brand. Oltre al raddoppio, se confrontata alla rilevazione precedente (+4%).

Con strategie di marketing mix attuali il mondo Fashion & Luxury ha abbracciato senza remore la tematica digitale che non ha più confini.

Vuoi sapere come raggiungere gli obiettivi brand awareness ? Contattaci.

L’evoluzione degli investimenti IT e servizi nell’editoria elettronica.

Le informazioni arrivano da Publishing Executive.

Le scelte strategiche deli editori elettronici. dove investiranno nel 2016 e da dove pensano che arriveranno i loro profitti.

L’infografica mostra le scelte strategiche: Si pervedono investimenti in app, in digital magazines, servizi di stampa e soluzioni e-mail marketing.

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Quali saranno i canali più profittevoli? Da dove ci si aspettano maggiori profitti?

WEB site ADV – Digital ADV E-Newsletter.

Gli editori vogliono saperne di più sulle tecnologia emergenti e la pubblicazione mobile. Il 9% degli intervistati ha indicato che hanno bisogno di ulteriore formazione nelle tecnologie emergenti e il 40,4% ha individuato la necessità di una maggiore educazione editoria digitale e mobile.

Queste risposte suggeriscono che mentre i contenuti digitali e mobile stanno facendo un grande impatto editori modelli di business oggi, la prossima grande minaccia sarà l’incompetenza.

Una pacchia per i content manager?  Lascia un tuo commento qui

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TV & Facebook e Twitter Monitorati da Nielsen

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Social Media Authorship (post e tweet)

Dati e segmenti disponibili:
Engagement (commenti, like, risposte, retweet, condivisioni);
Reach (audience e impression);
Demographics (sesso ed età).

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 Investimenti globali in IT

Un’occhiata all’evoluzione degli investimenti globali in  It in una infografica edita da Gartner:

La previsione di spesa (+0.6% nel 2016 e +2.6 ogni anno successivo fino al 2019)  secondo  Gartner Worldwide IT  è l’indicatore principale delle principali tendenze tecnologiche tra i dispositivi, servizi IT, sistemi di data center, software per le imprese ed i mercati dei servizi di telecomunicazione,

Manager  IT e dirigenti aziendali stanno utilizzando questi rapporti trimestrali con molta attenzione per prendere decisioni ed  affinare le loro strategia e le loro road-map. Così possono definire le priorità per gli investimenti e identificare le opportunità all’interno del mercato IT. Uno strumento per prendere decisioni critiche per il loro business basandosi  su metodologie collaudate.

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Previsioni di Gartner per tutto il mondo.

La crescita della spesa IT (valori in dollari) nel 2015 è stato rivisto a negativo del 5,8% , in calo rispetto dello scorso trimestre negativo del 4,9%. Le fluttuazioni valutarie sono i principali responsabili del cambiamento, come in termini di valuta costante,

La rescita prevista per il 2015 è praticamente invariata al 2,4%.

 

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Dati media problem solving una evoluzione continua

La creatività in Italia

(fonte Primaonline Prima comunicazione)

Undici sono i settori dell’Italia creativa presi in considerazione dallo studio.

Eccoli con i relativi valori economici: al primo posto la televisione con 95.885 occupati e un valore pari a 12,2 miliardi di euro; sul podio anche le arti visive, con 241mila occupati e 11,2 miliardi di euro, e la pubblicità, con 7,4 miliardi di euro e oltre 94mila occupati. Seguono, per valore economico, quotidiani e periodici (5,1 miliardi), le arti performative (4,5), la musica (4,3), i libri (3,1), i videogichi (2,9), l’archietettura (2,6), il cinema (1,7) e la radio (800 milioni).

Quali evoluzioni avverrano con l’incremento delle professionalità IT & WEB communicaton?

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Cosa fanno gli italiani in Internet?

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Dai dati Nielen Audiweb gli italiani stanno on line principalmente per attività di ricerca e per consultare siti generalisti e navigare tra  i social network , osservare filmati scambiare e-mail, consultare siti di e-commerce e ricerca di news

Vuoi approfondire la conoscenza del mercato media per il tuo business?



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Le capacità e le competenze digitali rappresentano una leva competitiva?

Sembra proprio di si, osservando i risultati emersi da una ricerca del MIT  Massachusetts Institute of technology:

Con una buona competenza digitale si ottengono i seguenti  benefici:

  1. Risulta più facile trovare i collaboratori esperti
  2. Migliora le partneship con i collaboratori
  3. Facilita la relazione con i Clienti
  4. Facilita l’individuazione di nuovi trend
  5. E’ più facile orrganizzarsi velocemente.

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Quali sono le priorità strategiche della vostra impresa?

Per Gartner al primo posto è la Business intelligence, seguita da Cloud,  Mobile ,Digital Mktg, Ifrastrutture , ERP, Security ,Applicazioni personalizzare e CRM, il networking appare al decimo posto, nella ricerca promossa dall’agenzia internazionale Reuters emegono le priorità strategiche espresse da 130 principali editori, amministratori delegati e dirigenti internazionali

La rinascita di content per un era mobile!
Mescolando i contenuti con l’attività commerciale si può produrre una fonte di ridditività per l’impresa.
Occorre superare  i concetti di  clic e  copertura per raggiungere strategicamente unrso Engagement profittevole con mix di priorità.
Al primo posto: Maggiore  è l’egagement maggiore è la redditività,  segue per priorità  raggiungere un copertura importante, innovare i modelli di business e far sviluppare l’efficienza interna.

Questi sono gli obiettivi di una attuale strategia di comunicazione rivolta all’incremento del ROI:

 

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JOURNALISM, MEDIA AND TECHNOLOGY  PREDICTIONS 2016
NIC NEWMAN

In questa pagina potete trovare i dati media, una evoluzione continua, indicativi del panorama dei media italiani

Internet media la crescita nel mercato.

Se si vuol raggiungengere il proprio target di clienti e potenziali Clienti occorre una visione strategica che tenga conto dei cambiamenti di fruizione dei media:

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Iniziamo con la fotografia del mercato,  pubblicata nel giugno 2015 da Osservatorio Internet Media.

Panorama utilizzo Media italia
Panorama utilizzo Media italia

Problem Solving tiene sempre sotto controllo il mercato pubblicitario.

Tenere sotto controllo  i dati dei media in evoluzione continua permette di sfruttare al massimo le opportunità di ottimi investimenti.

La Televisione continua a far la parte del padrone, ma il WEB arriva a toccare il 30% del mercato, a valore. La stampa regredisce mentre la radio mantiene la sua quota di mercato.

Scopri come realizzare una strategia media marketing dedicata allo sviluppo del tuo brand.

Da Prima Comunicazione 11-01-2015:

La rivoluzione digitale è come l’avvento dell’energia elettrica, dice il ceo di Capgemini: ci vorranno almeno 20 anni prima che le aziende possano beneficiarne (INFOGRAFICA)
La rivoluzione digitale è come l’energia elettrica: ci vorranno almeno vent’anni prima che possa apportare un’effettivo contributo alla produttività aziendale. Ne è convinto Maurizio Mondani, ceo di Capgemini Italia, secondo cui con le aziende alle prese con gli aggiornamenti richiesti dalla tecnologia digitale stanno sperimentando ciò che hanno già provato con il passaggio all’energia elettrica.
“Durante il passaggio all’energia elettrica”, secondo Mondani, “la produttività è salita solo dopo che le aziende hanno radicalmente ridisegnato la propria organizzazione, dal layout degli impianti di produzione all’introduzione della catena di montaggio e di una maggiore specializzazione del lavoro. Questo è stato un cambiamento radicale che non è accaduto nel corso di una notte”, ha aggiunto il Ceo della divisione italiana della multinazionale fondata da Serge Kampf.
“Ci sono voluti circa 20-30 anni per evolversi”, ha puntualizzato Capgemini. “La nostra convinzione è che qualcosa di molto simile accadrà con la trasformazione digitale. Essa richiederà interventi maggiori per cambiare i nostri modelli industriali tradizionali organizzativi in quelli digitali. Ma non abbiamo altra scelta se vogliamo beneficiare completamente di questa rivoluzione digitale”.
Solo un piccolo gruppo di aziende, il 7% del totale, secondo Capgemini, tra le più importanti organizzazioni interpellate in un sondaggio realizzato in collaborazione con il Mit-Centre for Digital Business dimostra un’adeguata “mentalità digitale”. Ciò significa che solo 7 aziende su 100 sono in grado di digitalizzare le operazioni di ogni giorno, auto-organizzarsi rapidamente, individuare per tempo le tendenze emergenti e rimanere aggiornate sulle competenze tecnologiche e digitali.
Mentre il 56% delle aziende, poi, è ancora in una fase di avvio, hanno cioè appena iniziato a cambiare, il 21% si trova in uno stadio ben avviato.
Come dimostra il grafico qui sotto, infine, i livelli avanzati di “destrezza digitale”, sono un potenziale vantaggio sui competitor. Secondo Capgemini, infatti, per le imprese che hanno un elevato grado di “destrezza digitale” è molto più semplice trovare personale esperto (il 73% contro il 13% di tutte le altre aziende), stabilire partnership (80% contro il 17%), rispondere alle richieste del cliente (73%), indivudare i trend emergenti (67%) e autorganizzarsi velocemente (40%):

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Il panorama delle tecnologie marketing.

Quale segliere? Quando sceglierle? Come utilizzarle? Dove trovarle? Perchè possono sviluppare il business dell’impresa?

Problem Solving può essere la guida utile.  Contattaci per sapere come.

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Marketing technology landscape

E quali sono i leader globali per fatturato?

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Televisione

Per chi è interessato invece ai classici media TV free ecco la classifica pubblicata da primaonline dei primi quindici canali che, nel 2015,  hanno superato l’1% di share.

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Forecastng by Nielsen

Note oscure da Nielsen, nel suo comunicato stampa (Milano, 14 dicembre  2015) prevede un 2016 dolente per gli investimenti sui media:Dati media problem solving una evoluzione continua

L’universo di riferimento è quello dei mezzi rilevati da Nielsen ad eccezione dei Quotidiani dove vengono utilizzati i dati FCP-ASSOQUOTIDIANI solo per le tipologie: Locale,
Rubricata e Di Servizio e delle Radio dove vengono utilizzati i dati FCP-ASSORADIO solo per la tipologia Extra Tabellare (comprensiva c.a.).
Le elaborazioni sono effettuate con il contributo di FCP – ASSOQUOTIDIANI e FCP – ASSOPERIODICI.
¹ Per i dati di Stampa Commerciale Locale, Rubricata e Di Servizio la fonte è FCP-ASSOQUOTIDIANI
² lI dato comprende le emittenti Generaliste, Digitali e Satellitari
³ Le elaborazioni sono effettuate con il contributo di FCP -ASSORADIO

Queste le previsioni per i vari settori merceologici:

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