La fiducia è moneta.

La fiducia è moneta. La cerchiamo. La guadagniamo. La spendiamo.

Come può uno storyboard aiutare i narratori a creare storie importanti? Come può aiutare a creare la fiducia del brand che diventa la moneta che stiamo cercando, che guadagniamo e che, poi spendiamo?

LA FIDUCIA È MONETA.
LA FIDUCIA È MONETA. Sei in grado di creare una storia che crea fiducia?
Photo credit: Christopher Campbell 

Per sviluppare il suo primo film di animazione Biancaneve, nei primi anni ’30, Walt Disney inventò la tecnica dello storyboard.

Lo storyboard gioca un ruolo fondamentale per sviluppare, per
rendere precisi i caratteri, la credibilità e, in generale, lo scopo e la risonanza di ogni grande storia.

Uno storyboard è un processo formale indispensabile per riuscire ad avvicinarsi al proprio pubblico, per conoscere le persone che vogliamo coinvolgere, prima di coinvolgerle.

E un grande contenuto inizia sempre con storie fantastiche e grandiose e ogni storia inizia con una riflessione profonda e un intento strategico.

Puoi già immaginare il tuo pubblico come un eroe all’interno di un viaggio da eroe. Iniziamo sempre con il cliente al centro di
qualunque cosa.

Nel suo libro, The Hero with A Thousand Faces, L’uomo dai mille volti, Joseph Campbell ci ha presentato  Il viaggio di un eroe.

E voi conoscerete già tanti viaggi di eroi:
Star Wars, Il mago di Oz, The Matrix per non citare Harry Potter.
Ci piace adattare il viaggio dell’eroe ai tuoi clienti.

L’eroe è il tuo cliente.

Immagina il viaggio del tuo cliente e come vive ogni giorno.
Quali sfide affronta? Cosa chiede? Dove trova le risposte?
Come puoi aiutarlo a diventare l’eroe nella sua storia?
Usiamo queste risposte per ispirare le tue storie.

Il pubblico ha il controllo delle proprie esperienze
che accadono con o senza di te.

Le storie più coinvolgenti sono influenti.

Lasciano un impatto e incitano all’azione.
Attraverso un buon storyboard, Airbnb ha appreso
le esigenze individuali, le aspettative e
aspirazioni del suo pubblico (ospiti e ospitanti).

Per arrivarci, noi marketer insieme ai narratori
non ci fermiamo solo a conoscere l’eroe dei nostri clienti ,
ma vogliamo anche capire cosa amano, quali siano i loro
bisogni espressi e latenti, ricerchiamo, ciò che ha valore per loro e quali siano i loro processi decisionali

Ci sono sei tendenze comportamentali del cliente che noi marketer teniamo sempre presenti.

  1. Se non diversamente progettato, ogni contenuto è momentaneo
  2. Ogni oggetto può e sarà ricercato.
  3. I clienti connessi hanno grandi aspettative.
  4. L’impazienza oggi può essere una virtù.
  5. I clienti si aspettano che le aziende li conoscano e
    personalizzino comunicazione.
  6. Le persone ora si aspettano una serie di rapidi,
    passi intuitivi , integrati, verso il risultato che hanno previsto.

Alcuni dati

Le ricerche da dispositivo mobile per il “miglior spazzolino da denti” sono cresciute oltre il 100% negli ultimi due anni.
Per gli ombrelli (+ 140% in 2 anni). Per le tende da doccia (+ 120%)

Che si tratti di B2B o B2C, le persone cercano informazioni, approfondimenti e esperienze tra pari.

Google ci ha insegnato che, in quelli che chiama micro-momenti, il 90% degli utenti di smartphone, non è assolutamente certo
del marchio specifico che desidera comprare quando inizia
a cercare informazioni online.

Il 73% dichiara che le informazioni da un’azienda sono gli attributi più importanti per selezionare una brand.

Secondo Nielsen, l’83% dei consumatori si fida delle raccomandazioni ricevute da parte di persone che conoscono e il 66% si fidano delle opinioni pubblicate online da altri consumatori .

La fiducia è moneta. La cerchiamo. La guadagniamo.
La spendiamo.

LA FIDUCIA È MONETA
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C’era una volta problem solving, c’E’ Problem solving

C’era una volta lo storytellig e, se la vita è risolvere problemi, e per fortuna, il futuro è aperto, come scrisse Karl Popper, con Problem Solving c’è ancora lo story telling, ma in versione 2019.

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING
Come digital marketer cerchiamo di equilibrare gli sforzi tra le misure quantitative ed il valore qualitativo delle campagne social media marketing. Photo by Andrew Worley

Il bello e il brutto del WEB

Oggi i social media hanno cambiato le narrazioni.
Il bello dei social media è proprio questo:
hanno dato una voce a tutti .

E il lato brutto dei social media è che, oggi, hanno dato voce a tutti!

Se fino ad ora chi si è saputo dotare di piattaforme e tecnologie per dare voce a tutti si è soprattutto concentrato sulle metriche, sui numeri e tanti hanno perso il senso del loro scopo: creare valore per il proprio brand!

Una ricerca pubblicata dal Content Marketing Institute mostra che il 60% dei marketers continua a non avere una strategia di contenuto documentata ed il 63% continua a dire che generare traffico e lead è sempre una grande sfida.

Tuttavia, il 73,6% dei marketer prevede di spendere di più
sul contenuto nel 2019

Sembra proprio che troppi marketer non abbiano una idea focalizzata del pubblico, delle persone, che vogliono veramente
coinvolgere.

Come mai?

Qual’è il motivo per il quale il 95% dei contenuti non riesce
a coinvolgere le persone che desidera coinvolgere?
Fino ad ora il contenuto è stato spesso progettato per essere “virale”senza tenere conto che i contenuti dovrebbero essere coinvolgenti, utili e, sopratutto empatici.

Nella nostra esperienza esiste la consapevolezza che l’utilizzo dei social media e dei digital media ci si espone ad una grande
responsabilità. Una responsabilità che talvolta spinge ad essere troppo moderati.

Oggi il contenuto lo si può considerare come un prodotto con un suo marketing mix e i social media non sono ancora visti da questa angolatura.

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING
Problem Solving c’é ! cerchiamo di equilibrare gli sforzi tra le misure quantitative ed il valore qualitativo delle campagne
Photo by Marten Bjork 

I social media non sono poi così tanto social!

Le persone tendono sempre di più a trasformarsi in brand mentre i brand vorrebbero essere percepiti come persone.

Alcune persone nei social si stanno stancando e, a volte annullano le loro iscrizioni ai social.

Altri, invece, sono troppo occupati a mettere i like ai loro follower, a cercare la scenografia ideale per lo scatto del selfie, a cercare la posa perfetta, condividere quel post che esprime in una citazione più o meno vera, che fa sembrare la loro vita perfetta o, almeno migliore!

Quindi, come può fare a distinguersi chi è sempre attivo e che sembra urlare al mondo: Sono qui! Non mi vedi?

Lo smartphone è primo o il secondo schermo?
Non penso proprio. Potrebbe essere solo l’unico schermo

I telefoni non sono più telefoni. I dispositivi mobili
ora sono tutto. Si possono ormai considerare appendici digitali.
Sono finestre aperte verso nuovi mondi.

Sono ancore di vita che assumono il valore di auto-significa e pseudo auto-realizzazione.
Domanda: Quanto spesso tocchiamo i nostri telefoni?
Risposta: 2.617 volte al giorno.

Secondo uno studio di Michael Winnick pubblicato da
dscout, Studio dedicato agli utenti Android, le persone hanno toccato o strisciato e fatto clic, in media, 2.617, volte al giorno .

Il il 10% più importante del campione analizzato è arrivato a toccare lo schermo del proprio smartphone 5.427 volte al giorno.

Domanda: Quante volte al giorno hanno utilizzato lo smarthphone per telefonare?

Risposta: in media 76 sessioni al giorno.

Il 10% più importante del campione, 132 sessioni al giorno.

Benvenuti nel teatro ad attenzione compulsiva!

Il problema non può essere risolto solo con il giusto content marketing se la causa potrebbe essere la dipendenza da smartphone ed comportamenti multi-tasking.

Nessuno ha più capacità di attenzione, giusto !?
Mi dispiace, cosa stavi dicendo?
Stavo solo scherzando!

C’era una volta problem solving e da problem solver preferiamo approfondire le cause della difficoltà di engagement. Problem Solving c’è!

Ma gli intervalli di attenzione e il multitasking, sono solo i sintomi del problema, non ne sono le cause.

Le persone sono invece iperfocalizzate, ma in cerca di sé stesse, sfuggono nel cercare i feedback delle loro esperienze social. Cercano conferme dei loro paradigmi di comprensione della loro vita!

Le buone notizie?

Le persone che contano non sono distratte, anzi sono le più focalizzate e sono aperte ai giusti contenuti inseriti nei giusti contesti, col formato giusto e nel momento giusto.

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING
Problem Solving c’é ! cerchiamo di equilibrare gli sforzi tra le misure quantitative ed il valore qualitativo delle campagne
Photo by Rawpixel

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING

E Problem Solving c’è ancora e può aiutare a pilotare nella tempesta perfetta dei social e nella direzione giusta!

Pensiamo che il valore del content marketing consista prevalentemente nel saper creare piani editoriali in grado di rispecchiare i paradigmi dei valori dei brand con i paradigmi valoriali delle persone importanti,

Problem Solving c’è !

Come digital marketer cerchiamo di equilibrare gli sforzi tra le misure quantitative ed il valore qualitativo delle campagne

Tra iper-investire nel pubblico e nelle semplici strategie quantitative basate solo su metriche vanesie di like, traffico, visualizzazioni e follower che rischiano di portarci lontano dalle persone che contano per il business dei nostri clienti.

Cerchiamo di esprimere un valore aggiunto nei momenti che contano per il Cliente, iniziando da ciò che è importante per i suoi clienti, con una prospettiva di medio termine perché una buona comunicazione è sempre additiva.

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING
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Perché investire nelle campagne SOCIAL MEDIA marketing ?

Perché il web non dorme mai

Molte imprese e aziende, per rimanere competitive nei loro mercati , utilizzano sia direttamente, in house, o indirettamente, delegando ad agenzie o consulenti esterni, come Problem Solving, l’attuazione di strategie di marketing on line per far crescere il volume complessivo dei loro affari sviluppando e consolidando relazioni direttamente con i loro clienti coinvolgendoli dal mondo del WEB con campagne, social media marketing e dai media on line.

Campagne social media marketing in forte crescita

SOCIAL MEDIA MARKETING
I tuoi clienti sono a portata di clic. Basta attirare le loro attenzione.

Il mercato della comunicazione italiano è in forte crescita ed in controtendenza rispetto al mercato dell’advertising convenzionale off. line. A novembre 2018 ha segnato un bel +8,7%. secondo Fcp, volano smart tv (+267%) e smartphone (+42,4%)

Crescono le connessioni umane da Smartphone, +42,4%, e da Smart TV/Console + 267,5% . Quelle dai dispositivi desktop e tablet calano solo di un -0,2%,.

Un’innovativa strategia di social media marketing, ideata e progettata sulle esigenze del cliente, può aumentare la numerica di base dei suoi clienti, può fare aumentare frequenza delle vendite, non solo creare awareness e far crescere il valore del suo brand .

Una campagna di marketing sui social media, gradevole e piacevole, delicata offre numerosi vantaggi aggiuntivi, come una maggiore copertura dei potenziali clienti, l’ampliamento del pubblico di riferimento e l’aumento del valore del brand nel suo mercato di riferimento: sono questi i motivi per cui è sempre più opportuno considerare una strategia social media marketing di medio ed ampio respiro .

Problem Solving è in grado di offrire la soluzione per iniziare questa attività con un pacchetto preciso, accessibile e conveniente con tutti i benefici di una campagna social media marketing responsabilmente progettata:

Dall’analisi iniziale del sito web attuale e dei suoi servizi aggiuntivi e la loro ottimizzazione,

Fino alla presentazione di un nuovo modello di social media marketing conforme agli standard SEO ideali per la crescita del vostro modello di business. 

Non esitate a prenotare la vostra consulenza gratuita per ottimizzare la vostra presenza sul WEB con l’ ideazione di una campagna social media marketing . Personalizzata sulle vostre esigenze.

Misurabile in tutti suoi aspetti, secondo le metriche riconducibili al Ritorno Sull’Investimento. (ROI)
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Cosa ci chiedono i nostri clienti?

I nostri clienti, gli imprenditori, ci chiedono come far crescere il loro brand, il loro giro d’affari, di far crescere il loro fatturato, di far crescere il numero dei loro clienti.

Non abbiamo né la bacchetta magica, né sfere di cristallo, ma…

…sappiamo fare delle buone analisi, sappiamo interpretare i segnali deboli del mercato che possono rivelarsi forti nel prossimo futuro .

Vorrei iniziare il nuovo anno approfondendo questo argomento.

Criticare il content marketing è come confondere strategia con i contenuti. Per noi la creatività stessa è la strategia e il content marketing non sempre implica una strategia di marketing. Per questo cerchiamo di chiarire ad ogni cliente la differenza sostanziale che esiste tra una strategia di marketing ed un piano editoriale di soli contenuti.

Strategia di marketing oppure strategia di content marketing? 

Chi, come noi, afferma che la strategia di content marketing è solo una parte di una complessa strategia di marketing, cerca di dimostrare una superiore conoscenza delle teorie del marketing e il content marketing ne rappresenta solo una delle molteplici tattiche. 

Per noi una strategia di marketing, è una formula di primo livello, il punto di partenza, per descrivere come un brand,un prodotto, o una linea di prodotti competerà e creerà valore nel mercato e non può essere costruito partendo dal singolo approccio tattico dei contenuti. Sostenere di basare i propri investimenti su una sola strategia di content marketing, significa non aver ancora compreso la differenza sostanziale tra concorrenza e competitività

Una strategia di marketing si basa sugli indici di R.O.I. mentre una strategia di content marketing si basa su indicatori di traffico ed engagement, spesse volte solo organica, senza la necessità di flight di campagne a pagamento.

Una possibile definizione della strategia di content marketing

Una strategia di content marketing ruota intorno alla pubblicazione pianificata di contenuti preziosi, con l’impegno di identificare e misurare a quali a quanti valori riesce a connotare il brand od il prodotto promossi. E’ strettamente integrata con la proposta della attività del cliente e come la si comunica ai suoi potenziali clienti.

In ogni caso una strategia di content management può influenzare una strategia di marketing nel suo complesso.

Strategia marketing o strategia di content marketing?  E’ solo una questione di lana caprina

Pensare al content marketing come tattica o semplice canale è abbastanza ingenuo, perché il content marketing influenza la strategia marketing e una strategia marketing non può fare a meno di una strategia di content marketing!

Il costante inserimento di contenuti pertinenti e comunicati alle persone giuste è una componente essenziale nel content marketing e per poterli utilizzare è necessario distribuire i media a pagamento con un media mix adeguato.

A volte sarà necessario accrescere la consapevolezza e il coinvolgimento su larga scala, a volte invece occorre di erogare una sequenza di contenuti attentamente elaborati per esser compresi da persone particolari. Una cosa non esclude l’altra.

Poiché la viralità è, quasi per definizione, impossibile da prevedere o controllare, non può essere parte di un approccio strategico al contenuto. 

Se l’ obiettivo nella produzione di contenuti è quello di ottenere una copertura a basso costo e sperare in qualche generale ondata di consapevolezza, allora si avrà difficoltà a connetterti ai risultati di business ed alla strategia di marketing in modo significativo. Una strategia incentrata sulla produzione di hit virali non è né una strategia di marketing, né una strategia di content marketing.

Non ci si può accontentare di “contenuti pubblicati a caso”

L’altra ipotesi di chi sostiene che i contenuti possono essere raccolti e pubblicati quando e come gli obiettivi di marketing operativo
lo richiedono,  E’ come se un brand approfittasse delle strenne natalizie delle concessionarie televisive e poi tacesse tutto il resto dell’anno.

In altri casi molte aziende improvvisamente si scoprono affamate di content marketing quando la loro agenzia lancia un’idea apparentemente interessante, oppure quando vogliono lanciare un nuovo prodotto.

Non esiste alcuna relazione esistente tra un brand che si considera produttore di contenuti, ma che non è in grado di creare il giusto setting psichico ed emotivo per far comprendere le proprie idee distintive, i propri valori al proprio pubblico.

Quando un post compare inaspettatamente nel feed di un social media, anche se offre contenuti utili che, poi, in realtà vogliono raccomandare un acquisto e il successivo l’utilizzo di un prodotto, scompare qualsiasi senso di autenticità. 

Una grande idea, anche se apparentemente divertente, ma senza alcuna connessione evidente con il brand o la strategia di marketing. che appare in un contesto ed in un momento inappropriati non ha nulla a che fare né con le strategie di marketing, né con il content marketing.

Raccogliere la sfida dell’investimento sulla attenzione del target

Il fine di una strategia di content marketing non è quella di ottenere un risultato economico o di fare qualcosa di divertente e funny come alternativa alla pubblicità. 

È una risposta alla natura mutevole di ciò che accade quando paghi per raggiungere un pubblico con qualsiasi comunicazione di marketing.

Ne hanno discusso per anni scrittori e pubblic pseaker come  Seth Godine e Ron Tite:    non si può più sperare di attrarre l’attenzione di una persona solo pagando per interrompere ciò che essa sta facendo.

Le persone trascorrono gran parte della giornata a guardare smartphone, ma anche laptop, tablet e desktop e prestano attenzione solo a ciò che vale la pena, secondo il loro giudizio, la loro esperienza, le loro credenze. 

Pagare per avere l’opportunità di raggiungere il target è solo l’inizio. 

Se si desidera l’ attenzione del target selezionato di potenziali clienti, è necessario fornire loro in cambio qualcosa di valore che rispecchi le loro credenze e che sia divertente, stimolante e informativo. Serve essere percepiti come importanti per loro.

Coinvolgere un pubblico è già in sé una forma di transazione. Come marketer dobbiamo decidere in che modo chi ci sta dando la sua attenzione ora, continui poi a darcela in futuro!

Se non acquistiamo da subito la loro fiducia, poi, nel futuro li perderemo.

Il primo passo inizia con saper proporre il valore del brand.

Una strategia di content marketing inizia quindi con una proposta di valore : come puoi fornire un valore equo in cambio dell’impegno del tuo pubblico, assicurando al contempo che il loro coinvolgimento stia fornendo un valore equo alla tua attività?

Ci sono molti elementi diversi in gioco quando si tratta di lavorare sulla proposta di valore per il nostro cliente:

dalle esigenze del pubblico, al panorama dei contenuti competitivi, il valore relativo di ciò che si offre rispetto ciò che c’è d”altro là fuori, e la necessità di differenziare i contenuti da quelli dei competitor. Ancora più importante, è saper rispondere alla domanda su cosa sia interessante ed utile per coinvolgere gli utenti dei social media.

Come portare avanti l’attività? E’ questo che ci chiedono i nostri clienti.  Come fornire le risposte corrette, nel momento corretto, con il linguaggio più idoneo al target che si desidera raggiungere?

Le risposte sono nella strategia di marketing

Senza strategia di marketing il rischio è di procedere a caso e il caso produce il caos che è poi il contrario di ciò che clienti desiderano.

L’importanza del piano editoriale per comunicare il valore del brand

E’ Il piano editoriale, la vera ossatura del content marketing.

Indica la differenziazione dei tipi di contenuti che il nostro cliente può distribuire e i diversi tipi di valore che si possono offrire.

Nel piano editoriale vanno distinti i diversi tipi di informazioni che si desiderano condividere nei feed dei diversi social, da LinkedIn a Facebook, Twitter, Instagram etc. per creare, oltre all’awareness, sempre più consapevolezza attorno al brand.

LinkedIn ed Edelman dopo aver condotto una ricerca sull’impatto dei contenuti sulle decisioni di acquisto che evidenzia chiaramente il valore potenziale che esiste nel web, hanno messo a disposizione uno strumento di monitoraggio delle conversioni collegate all’esposizione ai contenuti.

Ecco cosa ci chiedono i nostri clienti

Sono le aziende che riescono a fornire contenuti che funzionano, impressionano e creano valore. Sono le aziende che, prima, hanno fatto con noi un duro lavoro per pensare a come il contenuto si possa inserire nella loro strategia di marketing.

Creano valore per il loro pubblico perché hanno considerato attentamente ciò di cui il loro pubblico ha bisogno ed hanno riflettuto su come la loro azienda può fornirlo nel tempo, migliorando le proprie prospettive. Non stanno usando il contenuto semplicemente come una tattica di marketing ad hoc lo stanno usando come una risorsa aziendale e come fattore di profitto.

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MARKETING Problem Solving: Il Metodo

Nelle attività di marketing e di comunicazione alcuni problemi sono piccoli e possono essere risolti rapidamente.

Altri problemi invece necessitano di un metodo, il metodo problem solving, per ridurre i tempi di soluzione e le risorse necessarie per arrivare alla soluzione ideale

Poi, i problemi più grandi possono essere affrontati trasformandoli in progetti perché…

...qualsiasi progetto è la pianificazione e la programmazione delle azioni che portano alla soluzione di un problema.

Joseph M. Juran

Definiamo il problema

Il più importante dei passaggi per la soluzione dei problemi è definire correttamente il problema. In comunicazione, ad esempio, il problema è riuscire a condividere concetti ed emozioni così come vorremmo che i destinatari li comprendano e li vivano e siano motivati ad agire a favore del cliente.

E’ il modo in cui definisce il problema di marketing e di comunicazione che determinerà il modo in cui si riuscirà a risolverlo.

Il processo Problem Solving è descritto nella figura seguente:

Sempre nel mondo della comunicazione, se si definisce il problema come scarse prestazioni da parte di un singolo media, si svilupperanno soluzioni diverse rispetto a quando si definisce invece il problema come impostazione del media mix complessivo.

Determiniamo ed interveniamo sulle cause

MARKETING PROBLEM SOLVING: IL METODO
Ishikawa Fishbone Diagram

Il diagramma di Ishikawa
Una volta definito il problema, siamo pronti per scavare il più a fondo possibile e iniziare a determinare le cause che generano il problema di comunicazione o di marketing.

Utilizziamo il diagramma a lisca di pesce per consentire l’ esecuzione di un’analisi precisa di causa ed effetto.

Infatti, se si considera il problema come una distanza tra il punto in cui ci si trova ora e la meta, il dove si desidera arrivare, in termini di brand awareness o di profitti delle vendite, le cause del problema sono rappresentate dagli ostacoli che impediscono di arrivare a ciò che si desidera.

Questo livello di analisi è importante per garantire che le soluzioni risolvano le cause effettive del problema anziché i sintomi del problema. Se la soluzione risolve solo uno o più sintomi, anziché una o più cause reali, è probabile che il problema si ripresenti in quanto esso non è stato ancora risolto.

Generiamo le idee

Una volta completato il duro lavoro di definizione del problema e determinarne le cause, è il momento di diventare creativi e sviluppare possibili soluzioni al problema.

Due ottimi metodi per la risoluzione dei problemi che utilizziamo per creare soluzioni sono il brainstorming e la mind mapping all’interno di un focus group generativo.

Selezionamo la soluzione ideale

Dopo aver trovato diverse idee in grado di risolvere il problema, una tecnica di risoluzione dei problemi che puoi utilizzare per decidere qual è la migliore soluzione al tuo problema è una semplice analisi di negoziazione generativa che rappresenta la fase finale del focus group che permette di eseguire l’analisi del trade-off, delle idee peggiori a fovore di una idea “ideale” che definire i criteri critici per la soluzione del problema e che sia possibile utilizzare.

Per valutare il modo in cui ciascuna soluzione si confronta l’una con l’altra, la valutazione può essere eseguita utilizzando una semplice matrice. La soluzione che otterrà la valutazione migliore sarà la soluzione ideale per il problema affrontato.

Agiamo e risolviamo!

Una volta determinata la soluzione da implementare, è il momento di agire. Se la soluzione implica diverse azioni o richiede l’intervento di altre risorse, creiamo un piano d’azione e lo trattiamo come un progetto.

E’ l’utilizzo di questo semplice approccio, nel marketing e nella comunicazione in particolar modo, che può aumentare l’efficacia e l’efficienza nel raggiungimento degli obiettivi .

Vuoi approfondire il metodo Marketing Problem Solving?

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Competenze marketing. Abbiamo tutte le keyword.


Keyword come chiave di ricerca del consulente ideale.

L’ispirazione di questo articolo ci è venuta appena abbiamo ricevuto, appena pubblicata, la sintesi della ricerca realizzata dall’Osservatorio BtoB – Marketing Forum Edizione 2017 che evidenzia le competenze marketing necessarie da oggi a tre, quattro anni.

I risultati potete scaricarli qui, non entrerò nei dettagli della ricerca stessa, ma desidero approfondire quali siano le aspettative professionali delle imprese dal punto di vista degli skill che interessano alle imprese che necessitano di consulenze marketing.

competenze marketing

Sintetizzo dalla ricerca: le esigenze delle imprese, come la tua, da qui a tre, quattro anni saranno focalizzate su 5 aree strategiche di sviluppo:

1. Lead Generation e sviluppo del business
2. Analytics 
3. Customer Journey e Customer Retention
4. Digital Transformation
5. CRM e Data Management

Da qui le keyword delle competenze, il saper fare che problem solving può mettere a disposizione dei suoi clienti e che sono sintetizzate nell’immagine wordle.

Cosa sappiamo fare?  Sappiamo coordinare,  trasversalizzare queste competenze.  

Lead generation per lo sviluppo del business

L’ attività di lead generation rappresenta la prima fase dei processi di vendita. 
L’efficacia della lead generation necessita di competenze concernenti le attività e le azioni di comunicazione le competenze per segmentare i target da conquistare, le competenze di pianificazione, la capacità di partire “con la meta in testa” e saper programmare le tappe per saperci arrivare con le risorse disponibili.

La competenza indispensabile per soddisfare questa richiesta del mercato è la nostra spiccata capacità di immedesimazione con i bisogni, le aspettative, i desideri, le aspirazioni delle persone che compongono il target da raggiungere e sedurre, nel senso di voler portare a sé, al fine di saper stimolare in loro un reale interesse e saper quindi sviluppare opportunità qualificate.

Un’altra competenza, un po’’ verticale, ma anche trasversale è la capacità di organizzare con ordine una gran quantità di dati.  Se si raccolgono tanti lead poi occorre  saperli organizzare, per saperli poi segmentare, raggruppare in cluster omogenei per valore e potenziale.

Ultima, ma non ultima competenza problem solving è quella si sapersi misurare sui risultati ottenuti, sia quantitativi, sia qualitativi, senza alibi di sorta.

Analytics 

Questa attività è conseguente alla prima. Più lead si raccolgono, più dati si avranno da gestire per tenere sotto controllo l’imprevedibilità dei mercati: Le tecnologie ci sono, e molti manager, però , non si fidano: solo il 33% dei CEO dichiara di avere un alto grado di fiducia nella precisione dei dati secondo un sondaggio condotto da KPMG nel 2016.
La competenza problem solving  è quella di contribuire a decodificare i dati  per trasformarli in informazioni per decidere. I nostri clienti non vogliono dati, vogliono informazioni per saper dare le risposte giuste alle domande di routine su come:
posizionare i loro prodotti sia dal punto vista del prezzo, sia dal punto di visto dell’awareness, poter ingaggiare i clienti,  impostare investimenti e finanziamenti.

Il beneficio prioritario che problem solving offre ai suoi clienti è  trasversale, di prim’ordine: saper creare un rapporto fiduciario con il management, con il team di lavoro per riuscire a condividere informazioni, 
La soluzione del problema della fiducia sta nella capacità di creare un’aurea di comprensione e la comprensione nasce dal saper creare un linguaggio fatto per essere capito da chi deve ascoltare, non solo da chi deve spiegare, la nostra  key competence è quella di saper creare un linguaggio comune e condiviso.

competenze marketing

Customer Journey e Customer Retention

L’attività di Customer Journey rappresenta il processo d’acquisto, in tutte le su le fasi che devono essere superate affinché l’offerta si trasformi in valore concreto per l’impresa E’ la fase finale e naturale del funnel di vendita. Serve a comprendere il percorso che fanno gli utenti quando interagiscono con un prodotto o un servizio e fornisce molte informazioni utili al reparto vendite, comunicazione, promozione e sviluppo.
Oggi il progresso tecnologico può essere visto come un’arma a doppio taglio: da un lato rende più complicato andare a tracciare la customer journey map a causa della moltiplicazione dei luoghi di incontro tra consumatori e delle fonti informative; dall’altro facilita questo processo aiutando i marketer a studiare e a conoscere i proprio interlocutori grazie a dei software evoluti come quelli di CRM e marketing automation.
Le competenze necessarie spaziano quindi dalle conoscenze delle piattaforme applicative alle capacità di engagement, content management, al saper identificare le content strategy journey e conoscere a fondo le potenzialità delle piattaforme di analisi del traffico web sulle landing page dei siti aziendali a partire da Google Analytics.
Anche l’attività di Customer Retention, di continue relazioni di scambio con i clienti nel lungo termine è indispensabile per sfruttare a fondo il life time value dei clienti e per assicurare all’impresa un vantaggio competitivo e benefici economici duraturi. Problem solving è in grado di offrire ai suoi clienti il beneficio di condividere le esperienze maturate in oltre venti anni di esperienza formativa con Cegos Italia Spa con conoscenze e competenze che spaziano dai processi che coinvolgono i clienti all’organizzazione delle risorse umane, dalle strategie di business alle tecnologie utilizzate alle campagne di promozione e customer care messe in pista per fidelizzare il cliente finale. Su tutta la catena del valore.

Digital Transformation

Problem solving può affiancare i propri clienti nel processo di cambiamento continuo, trasversale a tutte le imprese che desiderano restare sul mercato con un miglioramento dell’efficienza operativa, la propria best practice, e della customer experience.

La fonte è una ricerca realizzata da SDA Bocconi, potete scaricarla qui PMI e digital. E’un po’ datata, è del 2014, ma aiuta a comprendere il potenziale del mercato del lavoro in questo campo per chi ha conoscenze nella capacità di misurare i ritorni sugli investimenti su applicazioni tecnologiche digitali, dal mobile analytics, social software e sistemi di collaborazione nel lavoro e condivisione di contenuti digitali. 

competenze marketing

CRM e Data Management

Crm data management è il punto di incontro tra big data management e l’advertising classico ed on-line e qui Problem Solving può esprimere il massimo delle sue abilità e fornire ai suoi clienti il beneficio strategico ed operativo per affiancarli nel successo delle loro attività di brand awareness, brand reputation, dalla fase di implementazione della piattaforma di CRM ideale per le loro esigenze fino alla gestione outsourcing delle campagne web, social e classiche sui media tradizionali. 

competenze marketing

Un perfetto connubio tra informazioni interne ed esterne per un mediamix ottimale, conveniente, misurabile e performante.
Sappiamo dare valore alla comunicazione, sappiamo comunicare e sappiamo condividere le informazioni, e soprattutto, sappiamo come  coinvolgere le risorse umane,  con una una vera e propria competenza di leadership situazionale, trasversale a tutti gli stile di leadership, sempre efficace perché si sa adattare a tutti gli ambienti grazie all’ “intelligenza emotiva” problem solving.

 

Marketing, per problem solving non è una funzione d’impresa, ma è tutto ciò che un’impresa fa, prima strategicamente, poi operativamente per generare valore: profitto tangibile e brand awareness intangibile.

Se non siete in accordo aggiungete un commento. Abbiamo argomentazioni fondate, ma la vostra opinione è importante per noi

competenze marketing

social web positioning distintivo

Il posizionamento dell’impresa nel mondo social o web social positioning è strettamente collegato ai messaggi che si diffondono nel WEB

social web positioning
Una strategia di web social positioning è indispensabile per uscire dal caos della non comunicazione dei social!
Photo credit: ian-dooley

Un piano editoriale distintivo per un social web positioning di valore

I post sono il carburante degli sforzi di marketing.

Con un buon piano editoriale e una corretta programmazione di post ed articoli nel luogo giusto e nel posto giusto si ottiene il social web positioning ideale per creare valore all’impresa ed uscire dal caos della non informazione presente oggi nel web.

Sapersi distinguere così dall’offerta dei competitor aiuta i tuoi clienti a capire l’unicità del valore che stai offrendo loro.

Cosa possiamo fare per te

Problem Solving può essere al tuo fianco per creare un web social positioning potente ed efficace per prodotti e servizi B2B.

Dalla identificazione del target di persone interessate al valore che può offrire la tua impresa alla esplorazione delle differenze tra le caratteristiche, le utilità ed i benefici che la tua impresa e i tuoi prodotti, i tuoi servizi possono offrire ai clienti che le stanno cercando.

Perché, con un piano editoriale finalizzato ad un posizionamento
dedicato e personalizzato, distintivo, possiamo aiutarti a creare e comunicare il valore che sai esprimere nelle modalità più efficacemente misurabili per conquistare i tuoi clienti e far crescere i tuoi profitti

Poi, possiamo fornirti tutti i suggerimenti per coinvolgere il resto della tua squadra di marketing e comunicazione per allinearne gli sforzi nel raggiungimento dei tuoi obiettivi di marketing, perché da soli non si va mai tanto avanti.

In sintesi, il processo di social web positioning che eroghiamo:

Social web positioning
Sei interessato a un piano editoriale distintivo per il posizionamento nella mente dei tuoi clienti e potenziali clienti ? Bastano un paio di clic!


Il marketing dei clienti. cos’e’?

Il marketing dei clienti, noto anche come marketing relazionale e marketing one-to-one, o consumer marketing, cerca di mantenere e sviluppare relazioni proficue con i clienti esistenti rispetto all’acquisizione di quelli potenziali.

In quanto tale, il marketing dei clienti pone il cliente al centro delle decisioni dell’impresa  e si focalizza su programmi che sviluppano proficue relazioni a lungo termine e con i clienti.

Il marketing dei clienti è una disciplina dalle molteplici sfaccettature, che include una serie di strumenti, tattiche e canali, tra cui:

  • Ricerca del cliente
  • Analisi dei dati , inclusi segmentazione e modellazione
  • Personas dei clienti, figure inventate che rappresentano le diverse tipologie di cluster di utenti
  • Targeting e personalizzazione
  • Servizio clienti e esperienza del cliente
  • Mappatura del percorso del cliente e ciclo di vita del cliente
  • Comunicazioni omnicanale
  • Trigger marketing, eventi che si scatenano al verificarsi di una determinata condizione che tiene conto di tre fattori principali: tempo, luogo e sequenza.
il marketing dei clienti

Quali sono i benefici del marketing dei clienti?

In particolare, il marketing dei clienti Problem Solving offre alcuni vantaggi tangibili, legati al profitto, rispetto alla concentrazione sulle acquisizioni di nuovi clienti.

Per esempio:

Mantenere un cliente è sempre meno costoso rispetto all’acquisizione di uno nuovo.: da 5 a 25 volte.

Aumentare la fidelizzazione dei clienti del 5% può comportare aumenti di profitto dal 25 al 95% .

Un cliente attuale ha una probabilità del 60-70 percento di acquistare da te contro il 5 o il 20 percento per un potenziale cliente

I clienti abituali possono spendere fino al 60 percento in più per transazione rispetto ai nuovi arrivati

Come si crea una strategia di marketing del cliente?

Il processo che segui per sviluppare una solida strategia di marketing del cliente e campagne di supporto può anche informare i tuoi nuovi piani di acquisizione dei clienti. Tutto inizia con questi quattro passaggi:

Definire i tuoi obiettivi
Capire i tuoi clienti
Sviluppare la strategia di marketing del cliente
Implementazione, misurazione e perfezionamento della strategia di marketing del cliente
Passaggio 1: definizione degli obiettivi di marketing dei clienti
La maggior parte delle iniziative di marketing dei clienti si concentra su uno o più dei seguenti obiettivi strategici:

Aumentare il coinvolgimento e la fedeltà dei clienti
Aumentare la fidelizzazione dei clienti (e diminuire l’attrito dei clienti)
Gestisci il tuo ciclo di vita del cliente dalla considerazione all’acquisto e oltre
Promuovere l’utilizzo, la vendita incrociata e / o l’up-selling di prodotti o servizi
Identificare e sfruttare i momenti di attivazione nel ciclo di vita del cliente o nel percorso di acquisto

Capire i tuoi clienti

Il primo passo del processo di marketing del cliente è capire i tuoi clienti utilizzando la ricerca e l’ analisi . L’obiettivo principale di questo passaggio è acquisire informazioni sui clienti in modo da poter trasformare tali informazioni in azioni.

Un ottimo punto di partenza è la ricerca sulla soddisfazione del cliente. Ad esempio, rivedi i risultati dei sondaggi sulla soddisfazione dei clienti per scoprire i punti comuni di attrito che potrebbero influire sulla fidelizzazione dei clienti o scoprire nuove opportunità di prodotto. Potresti trovare un problema ricorrente relativo al servizio clienti o idee brillanti per migliorare l’esperienza del cliente.

La ricerca del cliente può anche aiutare a comprendere le esigenze dei tuoi clienti. Ciò ti consentirà di informare meglio coinvolgimento, conservazione, ciclo di vita, fidelizzazione, cross-sell, up-sell e attivare strategie di marketing.

I dati dei clienti – come nomi e indirizzi postali, indirizzi e-mail, cronologia degli acquisti, ecc. – sono un’altra potenziale fonte di informazioni. Puoi utilizzare la segmentazione dei clienti sui tuoi dati per dividere i clienti in gruppi in base a caratteristiche condivise.

Una segmentazione di base dei clienti potrebbe comportare scadenze, frequenza e denaro (RFM), raggruppare i clienti in base a quanto recentemente hanno effettuato un acquisto, con quale frequenza hanno effettuato un acquisto e quanto spendono.

La segmentazione del cliente può anche coinvolgere tecniche più sofisticate come algoritmi di clustering e modelli predittivi. Gli algoritmi di clustering, ad esempio, raggruppano statisticamente come clienti in gruppi in modo da condividere il maggior numero di variabili in comune (ad esempio, età, reddito, acquisti, canale di acquisto, ecc.).

È possibile utilizzare centinaia o addirittura migliaia di variabili di dati per creare segmenti di clienti unici.

Creare un personaggio o profilo per descrivere ciascun segmento può essere molto utile per rendere i segmenti più “reali” e fruibili. Di seguito è riportato un esempio di due panoramiche sulle persone.

Sviluppo della strategia di marketing del cliente

La tua strategia di marketing specifica e per il tuo cliente dipenderà dai tuoi obiettivi.

Definiti insieme gli obbiettivi il passaggio successivo è rappresentato dalla implementazione, misurazione e perfezionamento della strategia di marketing del cliente

Senza tracciamento e misurazione, non è possibile definire obiettivamente cosa funziona e cosa no.

Può aiutare con qualsiasi cosa, dall’allocazione del budget, allo sviluppo, al mix di benefici e molto altro.

Di anno in anno, con il passare del tempo, i tuoi dati ti forniranno informazioni che ti permetteranno di elaborare piani basati su informazioni oggettive piuttosto che fare affidamento su ciò che si è fatto in passato, sull’istinto o sulle pressioni della concorrenza.

Mantenere in continua crescita i clienti

Nessuno metterà mai in discussione la necessità di continuare a portare nuovi clienti. 

Ma se si mantengono i clienti, ogni attività non crescerà mai. 

Noi di Problem Solving con strategie di marketing del cliente ci dedichiamo a perseguire questa causa per i nostri clienti. 

In poche parole, abbiamo la passione di aiutarvi a creare proficue relazioni di lungo termine con i tuoi clienti.

Implementazione, misurazione e perfezionamento della strategia di marketing del cliente

Siamo pronti ad implementare la tua iniziativa di marketing dei clienti. Ma ciò non significa che sia tempo di sedersi e rilassarsi. 

Piuttosto, è il momento di monitorare e misurare le prestazioni della tua iniziativa in futuro, quindi utilizzare tali dati per perfezionare e migliorare continuamente la strategia di marketing dei clienti.

Senza tracciamento e misurazione, non è possibile definire obiettivamente cosa funziona e cosa no. 

Può aiutare con qualsiasi cosa, dall’allocazione del budget, allo sviluppo, al mix di benefici offerti e tanto altro. 

Anno dopo anno, con il passare del tempo, i tuoi dati ti forniranno informazioni che ti permetteranno di elaborare piani basati sui dati oggettivi piuttosto che fare affidamento su ciò si rischia di fare senza un piano marketing per i clienti: basarsi solo sulle percezioni e sull’istinto istintivo o, ancora peggio, in reazione alle pressioni della concorrenza.

Marketing del cliente
Voi approfondire cosa possiamo fare per te? Basta un clic.

Dove e quando pubblicare la storia di un brand?

Le storie vanno servite nei momenti e nei luoghi che contano.

La domanda è quindi questa: dove e quando pubblicare le storie dei nostri clienti? Quando nelle persone sorge la percezione di un bisogno si aprono al mondo esterno e sono più ricettive agli stimoli esterni perché stanno cercando contenuti che possano aiutarli e la loro attenzione è molto meno selettiva

Come avrai già capito siamo molto curiosi, quindi ci poniamo altre domande:
In questo momento chi sta chiedendo, cosa sta chiedendo? Dove sta chiedendo? Cosa sta già trovando?

DOVE E QUANDO PUBBLICARE

Il vostro brand è già ritrovato? fa parte dei risultati? Oppure,c’è già qualche altro brando che sta già rispondendo a loro? In che modo lo fa? Che valori propone? Cosa succede poi? Dove e quando è meglio pubblicare gli aneddoti e le narrazioni che renderanno grande ed avvincente la tua storia?

Questi sono i momenti che contano e accadono ogni momento di ogni giorno.

Servono come guida per aiutarci a sviluppare
strategie di storytelling ricche di di contenuti proattivi
utili e coinvolgenti, e strategie di distribuzione per raggiungerli nei
momenti e luoghi che contano.

Il tuo premio? Una bella dose di reciprocità.

ROI come Ritorno sull’Innovazione

Il ROI è imprescindibile, ovvio, è la cosa più importante che cerchiamo per i nostri clienti.
Misuriamo, misuriamo, misuriamo i KPI che connettono le azioni
con il business del nostro cliente, è naturale!

Teniamo anche conto dell’impatto fatto sui ruoli e sulle vite delle persone che stiamo provando a raggiungere. Ciò significa che vogliamo sapere cosa sta accadendo in loro. Saranno i tuoi clienti che ci suggeriranno dove e quando pubblicare gli aneddoti e le narrazioni della tua storia.

Ci chiediamo sempre:

  1. Quanto è significativa la storia per i clienti, i nostri eroi?
  2. È utile per loro?
  3. Sta erogando valore per il tuo brand?
    Misuriamo le cose che contano per loro e alla vostra
    attività in ogni fase del percorso.

E siamo arrivati alla fine. Ma è proprio la fine?

Ti sei accorto di cosa abbiamo fatto finora?

Siamo partiti da qui : storytelling di marketing, poi qua,   perché la fiducia è come una moneta, più alta è la fiducia,  più alto è il valore che si comunica, e siamo arrivati alla fine della nostra breve storia.

Con questi tre articoli, abbiamo cercato di poter dimostrare il valore che può offrire una storia per la tua marca. Per poterla trasformarla in un brandi valore.
I tuoi clienti sono esseri umani, come te, come noi e siamo tutti quanti incredibilmente connessi.
Tutti abbiamo i nostri ritmi, scadenze, richieste e sempre troppo poco tempo.

Ma abbiamo anche tanti bisogni, necessità, esigenze , tante domande e avremo sempre la necessità di esser guidati.
Lo storytelling è il nuovo paradigma, la nuova, rilevante, pertinenza, il nuovo virale.

Come i clienti, tuoi e nostri, se vorrai far parte della nostra tribù anche i cantastorie sono umani come te e potremo diventare il tuo narratore digitale per aiutare i tuoi clienti. a farli diventare gli eroi del loro viaggio e, nel mentre potrai esser l’eroe del tuo viaggio nel tu business

E’ questa la fine dela nostra storia? … oppure no…? Dipende solo da te. Keep in touch!

DOVE E QUANDO PUBBLICARE
Keep in touch, chiedici cosa possiamo fare per creare la storia di successo per la tua attività on line.

Oppure lascia un commento, fai qualsiasi domanda, ti risponderemo entro 24 ore. La tua opinione è importante per noi!

Storytelling di Marketing.

Anche il tuo pubblico ha un’audience.
Vogliamo comunicare con loro e, soprattutto, attraverso di loro con uno Storytelling di Marketing.

STORYTELLIG DI MARKETING

Perché in tutti i social media convivono reti di audience autonome.

Cosa ti è più utile uno storytelling di marketing o un marketing con uno storytellyng? Chiunque può creare contenuti che catturino l’attenzione delle persone, ma non tutti sanno affascinare e spingere all’azione.

Ognuno nella rete ha una propria audience, comunicare a Franco significa comunicare anche alla sua audience.

La sfida è quella di coinvolgere l’audience del tuo pubblico.

Storie importanti comunicano con le persone e, soprattutto attraverso le audience delle le persone. Problem Solving accetta questa sfida, per i suoi clienti vuole andare oltre il concetto di target group, per connetterci con i protocolli Open Graph, usato in modo massiccio da Facebook e da altri social.

Il fulcro del nostro lavoro si sposta verso il storytelling di marketing, dalle impression alle espressioni per poter offrire un valore ai nostri clienti che sia trasmesso alle loro reti:

Con l’ informazione si crea valore.
Con la rilevanza si crea il nuovo virale.
L’utilità diventa esperienza.

L’obiettivo ambizioso è quello di riuscire a comunicare con e attraverso le audience delle persone e creare una comunità di fan dei nostri clienti.

La sfida è creare una storia coinvolgente, pertinente, utile, credibile, desiderabilmente aspirazionale e legittimamente coerente con gli obiettivi di marketing del nostro cliente..

Bene, lascia che ti racconti una storia …

C’era una volta un giovane e brillante cantastorie che
desiderava affascinare i cuori e le menti di tutti.
Ma, ahimè, questo aspirante narratore,
come tanti altri speranzosi chansonnier fu accolto
con grande resistenza.
Il pubblico era già stanco, e esaurito perché aveva già visto e sentito molti altri famosi cantori, cantambanchi, canterini, giullari e menestrelli. Gli avevano rovinato la scena.

È qui che inizia la nostra storia.

Il mondo non potrà essere veramente incantato fino a che non incontrerà una nuova storia ed un modo nuovo di raccontarla
E c’è sempre la speranza in un nuovo inizio.

Ricordiamoci sempre che possiamo essere coloro che possono illuminare il mondo con la luce del sole.

Fonte: Biancaneve

Una buona storia è personale.
Le buone storie accendono l’ immaginazione.

TED, il fornitore di idee che valgono , crede che le storie affermino chi siamo e ci permettono di sperimentare, di percepire le somiglianze
tra noi e gli altri, siano essi reali o immaginati.

Le storie ci aiutano a dare un senso alle nostre vite.
Non esiste uno standard per la narrazione.

Ma, ci sono pilastri comuni per costruire storie di successo

Le grandi storie hanno il potere di trasformare le nostre percezioni del mondo e la nostra posizione al suo interno.
Iniziamo dalle basi.
Spesso, i marketer fanno confusione e non conoscono ancora la differenza tra una narrazione e una storia, una storia e un aneddoto.

Queste sfumature contano se si è interessati al pubblico che si desidera coinvolgere, alle loro esperienze e a cosa stanno vivendo in quel momento.

Preferite una storia da vendere o una storia da raccontare?

La storia è un resoconto strutturato di persone immaginarie o reali e
eventi.

Include un’impostazione, una trama, personaggi e una sequenza di eventi.
La narrativa è una sequenza di eventi, organizzata in una storia.

È la scelta di quali eventi e in quale ordine metterli in relazione,
piuttosto che la storia stessa che crea valore.
Gli aneddoti illustrano un punto.
Possono essere momenti, incidenti o lezioni divertenti, stimolanti, che cambiano la vita, a volta anche tragicamente.

STORYTELLIG DI MARKETING
Una storia di valore si appoggia sempre sui suoi due pilastri fondamentali: le narrazioni e gli aneddoti. Senza aneddoti e senza narrazioni, non c’è storia che tenga!

Siamo estremamente consapevoli che una campagna di marketing è esattamente l’opposto di una parabola narrativa tradizionale.

Hai mai osservato le parabole contenute nelle grandi storie?
Seguono tutte la stessa sceneggiatura di base:

  • All’inizio, la storia inizia e si costruisce con un protagonista che vuol raggiungere un suo obiettivo.
  • Dopo un po’ di tempo, al centro della storia, la storia si appiattisce un po,’
  • poi arriva il climax avverso all’obiettivo.
  • Verso la fine c’è il successo o il fallimento e finalmente
    una risoluzione finale, nel bene o anche nel male.

Commedia o tragedia gli antichi greci ci hanno insegnato tutto.

Le parabole delle campagne di semplice e gelido marketing sono invece quasi l’opposto di questa:

  • Budget.
  • Creativo.
  • Approvazione.
  • Realizzazione.
  • Poi c’è il lancio!
    GUARDA QUI! HEEEEEEYYYYYYYYYYY!
    GUARDA !!!
    “e poi…
  • …fine, fatto… “quando le risorse, il budget si esauriscono, fine dei giochi.

Non è una gran parabola quella del marketing di pura pubblicità!

Meglio una strategia con uno Storytelling di Marketing che invece di finire a fine di un grande budget cresce nel tempo con piccoli budget.

Vuoi sapere come possiamo creare una storia di valore per il tuo brand, ricca aneddoti utili, con una narrazione ricca di informazioni?
Uno Storytelling di Marketing.?


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marketing per il content marketing BtoB?

Ironia della sorte, il content marketing rischia di diventare un filtro di marketing, come se fosse una bolla all’interno della strategia di marketing.

Molti concetti che leggiamo, che sentiamo dire alle convention alle quali partecipiamo, ciò che osserviamo sia nel mondo virtuale del WEB, sia nella nostra vita reale, è celebrato online e cerchiamo di condensarlo nel nostro lavoro

Molto di tutto ciò è senz’altro degno di attenzione, ma quale relazione c’è tra il brand del nostro cliente e tutto ciò che si vede, si sente, si legge?
Poca.

La relazione tra brand e pubblico è tutta da costruire. E’ unica.

Almeno così dovrebbe essere.

STRATEGIE DI MARKETING PER IL CONTENT MARKETING

La cosa migliore che possiamo fare è ascoltare il mercato del nostro cliente, cosa dicono le persone di quel brand, cosa dicono i competitor, come viene vissuto il prodotto, il servizio dei nostri clienti.

Seguiamo una regola aurea della customer satisfaction:

Non chiedere mai direttamente cosa pensano i tuoi clienti dei nostri prodotti, fallo chiedere a qualche altra persona, magari già in empatia col cliente.

Non c’è nulla di meglio! Ci fa sapere di più su come aver successo. Ci piace imparare dalle persone che ritengono importante il prodotto o il servizio che vogliamo valorizzare.

Troppo spesso, il content marketing non riguarda il pubblico, ma riguarda il cliente.

Come consulenti marketing, nella nostra esperienza abbbiamo notato che molto spesso i contenuti delle campagne non sono stati creati per il pubblico che si vuole coinvolgere, ma per le persone che approvano il lavoro dei creativi.

Avversione al rischio, regolamenti, conformità alle linee corporate, e aspetti legali frenano, vincolano la creatività.

Non è un marchio, non è questo il messaggio!
Non possiamo dirlo! Non verrà mai approvato!
Abbiamo ascoltato infinite pretesti per non innovare a partire da si è fatto sempre così!

Conoscendo il mercato B2B, dopo aver viaggiato un po’ per tutto il mondo, ed aver conosciuto buyer e key account, cosa abbiamo scoperto?

Abbiamo scoperto che, guarda il caso, anche loro sono persone e che, tutto sommato, il loro comportamento d’acquisto è molto simile a quello dei consumatori.

Era solo una sensazione esperienziale, quindi soggettiva, ma poi abbiamo letto una ricerca, pubblicata da Gartner, scaricabile qui : l’80% degli buyer B2B si aspetta la stessa esperienza d’acquisto dei clienti B2C!

I clienti B2B si aspettano lo stesse esperienze personalizzate e trasparenti, cross-channel e cross-device dei consumatori.

MARKETING PER IL CONTENT MARKETING

Ci siamo quindi fatti una domanda.

Come vivono il processo d’acquisto i buyer BtoB?

La risposta è in questa mappa, una infografica un po’ complessa, ma che corrobora e rinforza le nostre opinioni sul comportamento d’acquisto dei buyer BtoB

MARKETING PER IL CONTENT MARKETING
L’a grafica pubblicata, da Forrester e Analyst Lori Wizdo  è molto complessa.
La ragione di questa complessità è dovuta al fatto che esiste una consapevolezza che gli acquirenti, in tutti i settori e mercati sono unici.
Secondo l’articolo di cui è stata tratta questa immagine, “… esperti di marketing sanno che è irresponsabile costruire la propria strategia di coinvolgimento dei clienti sulle tendenze aggregate. Il comportamento e le inclinazione di ogni singolo cliente potrebbero essere molto diversi da quelli medi. “

Se sei un imprenditore B2B, la domanda più importante per te è:

Sei al passo con i tuoi clienti?

Saper fornire ciò che i clienti desiderano inizia con la costruzione di un sistema di relazioni continuative back-end in grado di soddisfare le mutevoli dinamiche dei buyer BtoB.

Il 74% dei buyer fa più della metà delle proprie ricerca online!

Questo il momento di rompere con gli schemi passati!

I vostri clienti hanno bisogno di voi.
E noi, ci sembra, abbiamo le idee chiare per aiutarvi nella sfida del marketing per il content marketing BtoB.
MARKETING PER IL CONTENT MARKETING
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Contattaci per maggiori dettagli, saremo lieti di ascoltare ciò possiamo fare per te.

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sito web, e mail e ricerca. I 3 pilastri della comunicazione digitale

I Digital Media Manager controllano sempre i budget di marketing

SITO WEB, E MAIL E RICERCA
SITO WEB, E MAIL E RICERCA sono sempre i pilastri della comunicazione per contattare i propri clienti

Sono sempre 3 i pilastri del digital: SITO WEB, E MAIL E RICERCA. Secondo Gartner il 25% dei budget dell’OCM (On Line Marketing ) viene investito su questi tre assi.

Investire nel sito, nei motori di ricerca e nel’email è considerato come asset più importante del budget di comunicazione on-line

Sebbene l’ innovazione e gli investimenti in nuove tecnologie siano elementi cruciali nei nuovi puzzle dell’on line marketing, come, ad esempio, l’influence marketing, sempre più considerato utile, il SITO WEB, E MAIL E RICERCA restano sempre al centro della comunicazione on line.

Per molti communication manager, come noi, nel 2018, impegnati nel fornire – e mostrare – risultati di ROI ai loro clienti, il sito web, e mail e ricerca sui motori come google, yahoo, etc. continuano a rappresentare la parte più significativa dei loro budget di marketing perché funzionano.

Secondo Gartner CMO Spend Survey 2018-19 , le tre categorie di media digitali comprovate e fuunzionanti sono sempre queste:- ricerca a pagamento e organica, sito Web e posta elettronica – che rappresentano il 25% del budget di spesa delle strategie marketing.

Gli investimenti più strategici secondo Gartner

In un periodo di bilanci stagnanti e una incertezza economica più ampia gli investimenti e i programmi di marketing sono sempre più controllati e sotto pressione.

Il massimo valore è erogato concentrando gli sforzi nella ottimizzazione dei costi :


Utilizzando budget zero, collegando i contenuti degli articoli pubblicati sul sito WEB direttamente agli obiettivi aziendali.

Costruendo una roadmap martech, pianificando con oculatezza gli investimenti sui canali come programmatic adv e social, che riduca al minimo la ridondanza tecnologica

Controllando e rivedendo tutti i servizi di agenzia e di terze parti.

Conoscendo sempre di più il marketing dei clienti.

SITO WEB, E MAIL E RICERCA.
Se vuoi un check delle tue strategie on line basta un clic ed entri contatto con Problem Solving.

I giganti del WEB

Un po’ di storia dei giganti del WEB

I GIGANTI DEL WEB
Fonte: Media Matrix dicembre 2018

I giganti del web non lo sono sempre stati, sono cresciuti rapidamente, e oggi stanno consolidando le loro posizioni di leadership

Un breve flashback tra i giganti del WEB

Con il passare degli anni, un segmento sempre più grande della popolazione non ricorda più le immagini che caricavano una singola riga di pixel alla volta, il suono assordante di un modem 56k o il dominio dei portali web.

Molti dei migliori siti web nel 1998 erano fondamentalmente aggregatori di notizie o portali di ricerca, con concetti facili da comprendere. 

Oggi i punti di contatto dei brand sono spesso distribuiti tra dispositivi (ad esempio app mobili o desktop) e una miriade di servizi e sottotitoli (ad esempio la costellazione di app di Facebook). Di conseguenza, i siti Web più grandi del mondo sono proprietà web complesse e interconnesse.

La visualizzazione di oggi, ispirata a un precedente lavoro pubblicato da WaPo , esamina quali dei giganti di Internet si sono evoluti per rimanere al top e che sono sbiaditi nella tradizione di Internet.

L’America si muove online

Per milioni di persone alla fine degli anni ’90, l’iconico compact disc AOL è stato la chiave che ha aperto le porte al World Wide Web. 

Al suo apice, si stima che 35 milioni di persone abbiano avuto accesso a Internet utilizzando AOL .

Nel 1999, la AOL ha guidato la bolla Dot-com a vette vertiginose, con una valutazione di $ 222 miliardi di dollari.

Il marchio AOL potrebbe non portare il caché di una volta, ma il marchio non è mai completamente sbiadito nell’oscurità. 

La società si è continuamente evoluta, fondendosi infine con Yahoo dopo che Verizon ha acquisito entrambi i leggendari marchi online. Verizon ha grandi speranze per – Oath – di poter evolvere in come “terza opzione” per inserzionisti e utenti che sono stanchi di Google e Facebook.

Una città di GIF e registri Web

Quando l’utilizzo di Internet ha iniziato a raggiungere una massa critica, gli host Web come AngelFire e GeoCities hanno faciltato la creazione di nuove home Web per tante persone

All’inizio GeoCities, in particolare, ha avuto un enorme impatto su internet, ospitando milioni di siti Web e offrendo alle persone un modo per partecipare effettivamente alla creazione di contenuti online. Se il web host fosse un luogo fisico, sarebbe stata la terza città più grande in America, subito dopo Los Angeles.

Questa prima comunità online rischiava di essere cancellata definitivamente quando GeoCities è stato definitivamente chiuso da Yahoo nel 2009, ma l’Archivio Internet senza scopo di lucro ha poi creato un registro completo delle pagine ospitate da GeoCities.

Dalla A alla Z.

Nel dicembre del 1998, molto prima che Amazon diventasse il re del dettaglio che conosciamo oggi, la società si trovava nel bel mezzo di una massiccia crisi stagionale.

Nel mondo reale, i dipendenti trascorrevano lunghe ore, persino dormendo in auto per mantenere il flusso delle merci, mentre online, Amazon.com era diventato uno dei più grandi siti Internet quando le persone cominciavano ad acquisire sempre più sicurezza e semplicità acquistando beni online . La domanda aumentò quando la società iniziò ad espandere la propria offerta andando ben oltre oltre i libri.

Rack per riviste digitali

Meredith – con la possibile eccezione di Oath – potrebbe essere il nome più irriconoscibile per molte persone che guardano alla lista dei 20 migliori brand on line di oggi. 

Mentre Meredith potrebbe non essere un nome familiare, l’azienda controlla molti dei più popolari marchi di riviste del paese (People, Sports Illustrated, Health, ecc.), Incluse le loro ingombranti orme digitali. La compagnia ha anche una serie di reti televisive locali attorno agli Stati Uniti.

Dopo l’acquisizione di Time Inc. nel 2017, Meredith è diventata la più grande editrice di riviste al mondo.

“Ehi, Google”

Quando le persone si fanno domande scottanti, si rivolgono sempre di più a Internet per ottenere risposte, e la diversità delle fonti per ritrovare le risposte si sta riducendo.

Anche nel 2013, possiamo vedere che About.com, Ask.com e Answers.com erano ancora tra i più grandi siti Web americani. 

Oggi Google sembra aver consolidato il suo status di fonte universale di risposte.

Gli altoparlanti intelligenti e gli assistenti vocali continuano a penetrare nel mercato e influenzano il comportamento di ricerca, è improbabile che Google sia in grado di rispondere a qualsiasi attacco, e anche nel breve termine, da parte di qualsiasi azienda che non sia già nella lista dei primi 20.

I nuovi bambini entrano in scena

I social media hanno da tempo superato il proprio stadio di moda ed ora sono un filo conduttore comune che collega persone di tutto il mondo. Mentre Facebook è rapidamente salito tra i primi 20 entro il 2007, altri marchi di social media hanno impiegato molto più tempo per diventare giganti del WEB.

Nel 2018, Twitter, Snapchat e Facebook, con il suo ombrello di piattaforme, sono tutti al top dei primi 20 brand, con LinkedIn e Pinterest non molto lontani.

I GIGANTI DEL WEB
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