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social web positioning distintivo

Il posizionamento dell’impresa nel mondo social o web social positioning è strettamente collegato ai messaggi che si diffondono nel WEB

social web positioning
Una strategia di web social positioning è indispensabile per uscire dal caos della non comunicazione dei social!
Photo credit: ian-dooley

Un piano editoriale distintivo per un social web positioning di valore

I post sono il carburante degli sforzi di marketing.

Con un buon piano editoriale e una corretta programmazione di post ed articoli nel luogo giusto e nel posto giusto si ottiene il social web positioning ideale per creare valore all’impresa ed uscire dal caos della non informazione presente oggi nel web.

Sapersi distinguere così dall’offerta dei competitor aiuta i tuoi clienti a capire l’unicità del valore che stai offrendo loro.

Cosa possiamo fare per te

Problem Solving può essere al tuo fianco per creare un web social positioning potente ed efficace per prodotti e servizi B2B.

Dalla identificazione del target di persone interessate al valore che può offrire la tua impresa alla esplorazione delle differenze tra le caratteristiche, le utilità ed i benefici che la tua impresa e i tuoi prodotti, i tuoi servizi possono offrire ai clienti che le stanno cercando.

Perché, con un piano editoriale finalizzato ad un posizionamento
dedicato e personalizzato, distintivo, possiamo aiutarti a creare e comunicare il valore che sai esprimere nelle modalità più efficacemente misurabili per conquistare i tuoi clienti e far crescere i tuoi profitti

Poi, possiamo fornirti tutti i suggerimenti per coinvolgere il resto della tua squadra di marketing e comunicazione per allinearne gli sforzi nel raggiungimento dei tuoi obiettivi di marketing, perché da soli non si va mai tanto avanti.

In sintesi, il processo di social web positioning che eroghiamo:

Social web positioning
Sei interessato a un piano editoriale distintivo per il posizionamento nella mente dei tuoi clienti e potenziali clienti ? Bastano un paio di clic!


Dove e quando pubblicare la storia di un brand?

Le storie vanno servite nei momenti e nei luoghi che contano.

La domanda è quindi questa: dove e quando pubblicare le storie dei nostri clienti? Quando nelle persone sorge la percezione di un bisogno si aprono al mondo esterno e sono più ricettive agli stimoli esterni perché stanno cercando contenuti che possano aiutarli e la loro attenzione è molto meno selettiva

Come avrai già capito siamo molto curiosi, quindi ci poniamo altre domande:
In questo momento chi sta chiedendo, cosa sta chiedendo? Dove sta chiedendo? Cosa sta già trovando?

DOVE E QUANDO PUBBLICARE

Il vostro brand è già ritrovato? fa parte dei risultati? Oppure,c’è già qualche altro brando che sta già rispondendo a loro? In che modo lo fa? Che valori propone? Cosa succede poi? Dove e quando è meglio pubblicare gli aneddoti e le narrazioni che renderanno grande ed avvincente la tua storia?

Questi sono i momenti che contano e accadono ogni momento di ogni giorno.

Servono come guida per aiutarci a sviluppare
strategie di storytelling ricche di di contenuti proattivi
utili e coinvolgenti, e strategie di distribuzione per raggiungerli nei
momenti e luoghi che contano.

Il tuo premio? Una bella dose di reciprocità.

ROI come Ritorno sull’Innovazione

Il ROI è imprescindibile, ovvio, è la cosa più importante che cerchiamo per i nostri clienti.
Misuriamo, misuriamo, misuriamo i KPI che connettono le azioni
con il business del nostro cliente, è naturale!

Teniamo anche conto dell’impatto fatto sui ruoli e sulle vite delle persone che stiamo provando a raggiungere. Ciò significa che vogliamo sapere cosa sta accadendo in loro. Saranno i tuoi clienti che ci suggeriranno dove e quando pubblicare gli aneddoti e le narrazioni della tua storia.

Ci chiediamo sempre:

  1. Quanto è significativa la storia per i clienti, i nostri eroi?
  2. È utile per loro?
  3. Sta erogando valore per il tuo brand?
    Misuriamo le cose che contano per loro e alla vostra
    attività in ogni fase del percorso.

E siamo arrivati alla fine. Ma è proprio la fine?

Ti sei accorto di cosa abbiamo fatto finora?

Siamo partiti da qui : storytelling di marketing, poi qua,   perché la fiducia è come una moneta, più alta è la fiducia,  più alto è il valore che si comunica, e siamo arrivati alla fine della nostra breve storia.

Con questi tre articoli, abbiamo cercato di poter dimostrare il valore che può offrire una storia per la tua marca. Per poterla trasformarla in un brandi valore.
I tuoi clienti sono esseri umani, come te, come noi e siamo tutti quanti incredibilmente connessi.
Tutti abbiamo i nostri ritmi, scadenze, richieste e sempre troppo poco tempo.

Ma abbiamo anche tanti bisogni, necessità, esigenze , tante domande e avremo sempre la necessità di esser guidati.
Lo storytelling è il nuovo paradigma, la nuova, rilevante, pertinenza, il nuovo virale.

Come i clienti, tuoi e nostri, se vorrai far parte della nostra tribù anche i cantastorie sono umani come te e potremo diventare il tuo narratore digitale per aiutare i tuoi clienti. a farli diventare gli eroi del loro viaggio e, nel mentre potrai esser l’eroe del tuo viaggio nel tu business

E’ questa la fine dela nostra storia? … oppure no…? Dipende solo da te. Keep in touch!

DOVE E QUANDO PUBBLICARE
Keep in touch, chiedici cosa possiamo fare per creare la storia di successo per la tua attività on line.

Oppure lascia un commento, fai qualsiasi domanda, ti risponderemo entro 24 ore. La tua opinione è importante per noi!

La fiducia è moneta.

La fiducia è moneta. La cerchiamo. La guadagniamo. La spendiamo.

Come può uno storyboard aiutare i narratori a creare storie importanti? Come può aiutare a creare la fiducia del brand che diventa la moneta che stiamo cercando, che guadagniamo e che, poi spendiamo?

LA FIDUCIA È MONETA.
LA FIDUCIA È MONETA. Sei in grado di creare una storia che crea fiducia?
Photo credit: Christopher Campbell 

Per sviluppare il suo primo film di animazione Biancaneve, nei primi anni ’30, Walt Disney inventò la tecnica dello storyboard.

Lo storyboard gioca un ruolo fondamentale per sviluppare, per
rendere precisi i caratteri, la credibilità e, in generale, lo scopo e la risonanza di ogni grande storia.

Uno storyboard è un processo formale indispensabile per riuscire ad avvicinarsi al proprio pubblico, per conoscere le persone che vogliamo coinvolgere, prima di coinvolgerle.

E un grande contenuto inizia sempre con storie fantastiche e grandiose e ogni storia inizia con una riflessione profonda e un intento strategico.

Puoi già immaginare il tuo pubblico come un eroe all’interno di un viaggio da eroe. Iniziamo sempre con il cliente al centro di
qualunque cosa.

Nel suo libro, The Hero with A Thousand Faces, L’uomo dai mille volti, Joseph Campbell ci ha presentato  Il viaggio di un eroe.

E voi conoscerete già tanti viaggi di eroi:
Star Wars, Il mago di Oz, The Matrix per non citare Harry Potter.
Ci piace adattare il viaggio dell’eroe ai tuoi clienti.

L’eroe è il tuo cliente.

Immagina il viaggio del tuo cliente e come vive ogni giorno.
Quali sfide affronta? Cosa chiede? Dove trova le risposte?
Come puoi aiutarlo a diventare l’eroe nella sua storia?
Usiamo queste risposte per ispirare le tue storie.

Il pubblico ha il controllo delle proprie esperienze
che accadono con o senza di te.

Le storie più coinvolgenti sono influenti.

Lasciano un impatto e incitano all’azione.
Attraverso un buon storyboard, Airbnb ha appreso
le esigenze individuali, le aspettative e
aspirazioni del suo pubblico (ospiti e ospitanti).

Per arrivarci, noi marketer insieme ai narratori
non ci fermiamo solo a conoscere l’eroe dei nostri clienti ,
ma vogliamo anche capire cosa amano, quali siano i loro
bisogni espressi e latenti, ricerchiamo, ciò che ha valore per loro e quali siano i loro processi decisionali

Ci sono sei tendenze comportamentali del cliente che noi marketer teniamo sempre presenti.

  1. Se non diversamente progettato, ogni contenuto è momentaneo
  2. Ogni oggetto può e sarà ricercato.
  3. I clienti connessi hanno grandi aspettative.
  4. L’impazienza oggi può essere una virtù.
  5. I clienti si aspettano che le aziende li conoscano e
    personalizzino comunicazione.
  6. Le persone ora si aspettano una serie di rapidi,
    passi intuitivi , integrati, verso il risultato che hanno previsto.

Alcuni dati

Le ricerche da dispositivo mobile per il “miglior spazzolino da denti” sono cresciute oltre il 100% negli ultimi due anni.
Per gli ombrelli (+ 140% in 2 anni). Per le tende da doccia (+ 120%)

Che si tratti di B2B o B2C, le persone cercano informazioni, approfondimenti e esperienze tra pari.

Google ci ha insegnato che, in quelli che chiama micro-momenti, il 90% degli utenti di smartphone, non è assolutamente certo
del marchio specifico che desidera comprare quando inizia
a cercare informazioni online.

Il 73% dichiara che le informazioni da un’azienda sono gli attributi più importanti per selezionare una brand.

Secondo Nielsen, l’83% dei consumatori si fida delle raccomandazioni ricevute da parte di persone che conoscono e il 66% si fidano delle opinioni pubblicate online da altri consumatori .

La fiducia è moneta. La cerchiamo. La guadagniamo.
La spendiamo.

LA FIDUCIA È MONETA
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Storytelling di Marketing.

Anche il tuo pubblico ha un’audience.
Vogliamo comunicare con loro e, soprattutto, attraverso di loro con uno Storytelling di Marketing.

STORYTELLIG DI MARKETING

Perché in tutti i social media convivono reti di audience autonome.

Cosa ti è più utile uno storytelling di marketing o un marketing con uno storytellyng? Chiunque può creare contenuti che catturino l’attenzione delle persone, ma non tutti sanno affascinare e spingere all’azione.

Ognuno nella rete ha una propria audience, comunicare a Franco significa comunicare anche alla sua audience.

La sfida è quella di coinvolgere l’audience del tuo pubblico.

Storie importanti comunicano con le persone e, soprattutto attraverso le audience delle le persone. Problem Solving accetta questa sfida, per i suoi clienti vuole andare oltre il concetto di target group, per connetterci con i protocolli Open Graph, usato in modo massiccio da Facebook e da altri social.

Il fulcro del nostro lavoro si sposta verso il storytelling di marketing, dalle impression alle espressioni per poter offrire un valore ai nostri clienti che sia trasmesso alle loro reti:

Con l’ informazione si crea valore.
Con la rilevanza si crea il nuovo virale.
L’utilità diventa esperienza.

L’obiettivo ambizioso è quello di riuscire a comunicare con e attraverso le audience delle persone e creare una comunità di fan dei nostri clienti.

La sfida è creare una storia coinvolgente, pertinente, utile, credibile, desiderabilmente aspirazionale e legittimamente coerente con gli obiettivi di marketing del nostro cliente..

Bene, lascia che ti racconti una storia …

C’era una volta un giovane e brillante cantastorie che
desiderava affascinare i cuori e le menti di tutti.
Ma, ahimè, questo aspirante narratore,
come tanti altri speranzosi chansonnier fu accolto
con grande resistenza.
Il pubblico era già stanco, e esaurito perché aveva già visto e sentito molti altri famosi cantori, cantambanchi, canterini, giullari e menestrelli. Gli avevano rovinato la scena.

È qui che inizia la nostra storia.

Il mondo non potrà essere veramente incantato fino a che non incontrerà una nuova storia ed un modo nuovo di raccontarla
E c’è sempre la speranza in un nuovo inizio.

Ricordiamoci sempre che possiamo essere coloro che possono illuminare il mondo con la luce del sole.

Fonte: Biancaneve

Una buona storia è personale.
Le buone storie accendono l’ immaginazione.

TED, il fornitore di idee che valgono , crede che le storie affermino chi siamo e ci permettono di sperimentare, di percepire le somiglianze
tra noi e gli altri, siano essi reali o immaginati.

Le storie ci aiutano a dare un senso alle nostre vite.
Non esiste uno standard per la narrazione.

Ma, ci sono pilastri comuni per costruire storie di successo

Le grandi storie hanno il potere di trasformare le nostre percezioni del mondo e la nostra posizione al suo interno.
Iniziamo dalle basi.
Spesso, i marketer fanno confusione e non conoscono ancora la differenza tra una narrazione e una storia, una storia e un aneddoto.

Queste sfumature contano se si è interessati al pubblico che si desidera coinvolgere, alle loro esperienze e a cosa stanno vivendo in quel momento.

Preferite una storia da vendere o una storia da raccontare?

La storia è un resoconto strutturato di persone immaginarie o reali e
eventi.

Include un’impostazione, una trama, personaggi e una sequenza di eventi.
La narrativa è una sequenza di eventi, organizzata in una storia.

È la scelta di quali eventi e in quale ordine metterli in relazione,
piuttosto che la storia stessa che crea valore.
Gli aneddoti illustrano un punto.
Possono essere momenti, incidenti o lezioni divertenti, stimolanti, che cambiano la vita, a volta anche tragicamente.

STORYTELLIG DI MARKETING
Una storia di valore si appoggia sempre sui suoi due pilastri fondamentali: le narrazioni e gli aneddoti. Senza aneddoti e senza narrazioni, non c’è storia che tenga!

Siamo estremamente consapevoli che una campagna di marketing è esattamente l’opposto di una parabola narrativa tradizionale.

Hai mai osservato le parabole contenute nelle grandi storie?
Seguono tutte la stessa sceneggiatura di base:

  • All’inizio, la storia inizia e si costruisce con un protagonista che vuol raggiungere un suo obiettivo.
  • Dopo un po’ di tempo, al centro della storia, la storia si appiattisce un po,’
  • poi arriva il climax avverso all’obiettivo.
  • Verso la fine c’è il successo o il fallimento e finalmente
    una risoluzione finale, nel bene o anche nel male.

Commedia o tragedia gli antichi greci ci hanno insegnato tutto.

Le parabole delle campagne di semplice e gelido marketing sono invece quasi l’opposto di questa:

  • Budget.
  • Creativo.
  • Approvazione.
  • Realizzazione.
  • Poi c’è il lancio!
    GUARDA QUI! HEEEEEEYYYYYYYYYYY!
    GUARDA !!!
    “e poi…
  • …fine, fatto… “quando le risorse, il budget si esauriscono, fine dei giochi.

Non è una gran parabola quella del marketing di pura pubblicità!

Meglio una strategia con uno Storytelling di Marketing che invece di finire a fine di un grande budget cresce nel tempo con piccoli budget.

Vuoi sapere come possiamo creare una storia di valore per il tuo brand, ricca aneddoti utili, con una narrazione ricca di informazioni?
Uno Storytelling di Marketing.?


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marketing per il content marketing BtoB?

Ironia della sorte, il content marketing rischia di diventare un filtro di marketing, come se fosse una bolla all’interno della strategia di marketing.

Molti concetti che leggiamo, che sentiamo dire alle convention alle quali partecipiamo, ciò che osserviamo sia nel mondo virtuale del WEB, sia nella nostra vita reale, è celebrato online e cerchiamo di condensarlo nel nostro lavoro

Molto di tutto ciò è senz’altro degno di attenzione, ma quale relazione c’è tra il brand del nostro cliente e tutto ciò che si vede, si sente, si legge?
Poca.

La relazione tra brand e pubblico è tutta da costruire. E’ unica.

Almeno così dovrebbe essere.

STRATEGIE DI MARKETING PER IL CONTENT MARKETING

La cosa migliore che possiamo fare è ascoltare il mercato del nostro cliente, cosa dicono le persone di quel brand, cosa dicono i competitor, come viene vissuto il prodotto, il servizio dei nostri clienti.

Seguiamo una regola aurea della customer satisfaction:

Non chiedere mai direttamente cosa pensano i tuoi clienti dei nostri prodotti, fallo chiedere a qualche altra persona, magari già in empatia col cliente.

Non c’è nulla di meglio! Ci fa sapere di più su come aver successo. Ci piace imparare dalle persone che ritengono importante il prodotto o il servizio che vogliamo valorizzare.

Troppo spesso, il content marketing non riguarda il pubblico, ma riguarda il cliente.

Come consulenti marketing, nella nostra esperienza abbbiamo notato che molto spesso i contenuti delle campagne non sono stati creati per il pubblico che si vuole coinvolgere, ma per le persone che approvano il lavoro dei creativi.

Avversione al rischio, regolamenti, conformità alle linee corporate, e aspetti legali frenano, vincolano la creatività.

Non è un marchio, non è questo il messaggio!
Non possiamo dirlo! Non verrà mai approvato!
Abbiamo ascoltato infinite pretesti per non innovare a partire da si è fatto sempre così!

Conoscendo il mercato B2B, dopo aver viaggiato un po’ per tutto il mondo, ed aver conosciuto buyer e key account, cosa abbiamo scoperto?

Abbiamo scoperto che, guarda il caso, anche loro sono persone e che, tutto sommato, il loro comportamento d’acquisto è molto simile a quello dei consumatori.

Era solo una sensazione esperienziale, quindi soggettiva, ma poi abbiamo letto una ricerca, pubblicata da Gartner, scaricabile qui : l’80% degli buyer B2B si aspetta la stessa esperienza d’acquisto dei clienti B2C!

I clienti B2B si aspettano lo stesse esperienze personalizzate e trasparenti, cross-channel e cross-device dei consumatori.

MARKETING PER IL CONTENT MARKETING

Ci siamo quindi fatti una domanda.

Come vivono il processo d’acquisto i buyer BtoB?

La risposta è in questa mappa, una infografica un po’ complessa, ma che corrobora e rinforza le nostre opinioni sul comportamento d’acquisto dei buyer BtoB

MARKETING PER IL CONTENT MARKETING
L’a grafica pubblicata, da Forrester e Analyst Lori Wizdo  è molto complessa.
La ragione di questa complessità è dovuta al fatto che esiste una consapevolezza che gli acquirenti, in tutti i settori e mercati sono unici.
Secondo l’articolo di cui è stata tratta questa immagine, “… esperti di marketing sanno che è irresponsabile costruire la propria strategia di coinvolgimento dei clienti sulle tendenze aggregate. Il comportamento e le inclinazione di ogni singolo cliente potrebbero essere molto diversi da quelli medi. “

Se sei un imprenditore B2B, la domanda più importante per te è:

Sei al passo con i tuoi clienti?

Saper fornire ciò che i clienti desiderano inizia con la costruzione di un sistema di relazioni continuative back-end in grado di soddisfare le mutevoli dinamiche dei buyer BtoB.

Il 74% dei buyer fa più della metà delle proprie ricerca online!

Questo il momento di rompere con gli schemi passati!

I vostri clienti hanno bisogno di voi.
E noi, ci sembra, abbiamo le idee chiare per aiutarvi nella sfida del marketing per il content marketing BtoB.
MARKETING PER IL CONTENT MARKETING
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Contattaci per maggiori dettagli, saremo lieti di ascoltare ciò possiamo fare per te.

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sito web, e mail e ricerca. I 3 pilastri della comunicazione digitale

I Digital Media Manager controllano sempre i budget di marketing

SITO WEB, E MAIL E RICERCA
SITO WEB, E MAIL E RICERCA sono sempre i pilastri della comunicazione per contattare i propri clienti

Sono sempre 3 i pilastri del digital: SITO WEB, E MAIL E RICERCA. Secondo Gartner il 25% dei budget dell’OCM (On Line Marketing ) viene investito su questi tre assi.

Investire nel sito, nei motori di ricerca e nel’email è considerato come asset più importante del budget di comunicazione on-line

Sebbene l’ innovazione e gli investimenti in nuove tecnologie siano elementi cruciali nei nuovi puzzle dell’on line marketing, come, ad esempio, l’influence marketing, sempre più considerato utile, il SITO WEB, E MAIL E RICERCA restano sempre al centro della comunicazione on line.

Per molti communication manager, come noi, nel 2018, impegnati nel fornire – e mostrare – risultati di ROI ai loro clienti, il sito web, e mail e ricerca sui motori come google, yahoo, etc. continuano a rappresentare la parte più significativa dei loro budget di marketing perché funzionano.

Secondo Gartner CMO Spend Survey 2018-19 , le tre categorie di media digitali comprovate e fuunzionanti sono sempre queste:- ricerca a pagamento e organica, sito Web e posta elettronica – che rappresentano il 25% del budget di spesa delle strategie marketing.

Gli investimenti più strategici secondo Gartner

In un periodo di bilanci stagnanti e una incertezza economica più ampia gli investimenti e i programmi di marketing sono sempre più controllati e sotto pressione.

Il massimo valore è erogato concentrando gli sforzi nella ottimizzazione dei costi :


Utilizzando budget zero, collegando i contenuti degli articoli pubblicati sul sito WEB direttamente agli obiettivi aziendali.

Costruendo una roadmap martech, pianificando con oculatezza gli investimenti sui canali come programmatic adv e social, che riduca al minimo la ridondanza tecnologica

Controllando e rivedendo tutti i servizi di agenzia e di terze parti.

Conoscendo sempre di più il marketing dei clienti.

SITO WEB, E MAIL E RICERCA.
Se vuoi un check delle tue strategie on line basta un clic ed entri contatto con Problem Solving.

Perché investire nelle campagne SOCIAL MEDIA marketing ?

Perché il web non dorme mai

Molte imprese e aziende, per rimanere competitive nei loro mercati , utilizzano sia direttamente, in house, o indirettamente, delegando ad agenzie o consulenti esterni, come Problem Solving, l’attuazione di strategie di marketing on line per far crescere il volume complessivo dei loro affari sviluppando e consolidando relazioni direttamente con i loro clienti coinvolgendoli dal mondo del WEB con campagne, social media marketing e dai media on line.

Campagne social media marketing in forte crescita

SOCIAL MEDIA MARKETING
I tuoi clienti sono a portata di clic. Basta attirare le loro attenzione.

Il mercato della comunicazione italiano è in forte crescita ed in controtendenza rispetto al mercato dell’advertising convenzionale off. line. A novembre 2018 ha segnato un bel +8,7%. secondo Fcp, volano smart tv (+267%) e smartphone (+42,4%)

Crescono le connessioni umane da Smartphone, +42,4%, e da Smart TV/Console + 267,5% . Quelle dai dispositivi desktop e tablet calano solo di un -0,2%,.

Un’innovativa strategia di social media marketing, ideata e progettata sulle esigenze del cliente, può aumentare la numerica di base dei suoi clienti, può fare aumentare frequenza delle vendite, non solo creare awareness e far crescere il valore del suo brand .

Una campagna di marketing sui social media, gradevole e piacevole, delicata offre numerosi vantaggi aggiuntivi, come una maggiore copertura dei potenziali clienti, l’ampliamento del pubblico di riferimento e l’aumento del valore del brand nel suo mercato di riferimento: sono questi i motivi per cui è sempre più opportuno considerare una strategia social media marketing di medio ed ampio respiro .

Problem Solving è in grado di offrire la soluzione per iniziare questa attività con un pacchetto preciso, accessibile e conveniente con tutti i benefici di una campagna social media marketing responsabilmente progettata:

Dall’analisi iniziale del sito web attuale e dei suoi servizi aggiuntivi e la loro ottimizzazione,

Fino alla presentazione di un nuovo modello di social media marketing conforme agli standard SEO ideali per la crescita del vostro modello di business. 

Non esitate a prenotare la vostra consulenza gratuita per ottimizzare la vostra presenza sul WEB con l’ ideazione di una campagna social media marketing . Personalizzata sulle vostre esigenze.

Misurabile in tutti suoi aspetti, secondo le metriche riconducibili al Ritorno Sull’Investimento. (ROI)
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Quali sono i percorsi ideali di una strategia WEB marketing efficace?

Strategia WEB marketing efficace per i media online

Per realizzare e concretizzare una strategia WEB marketing efficace sui media online, e solo dopo aver condiviso con il Cliente obiettivi S.M.A.R.T, Specifici, Misurabili, Ambiziosi, ma Raggiungibili con le risorse a disposizione sul WEB e Temporizzati, dopo aver ben capito come coinvolgere i potenziali clienti e consumatori con le motivazioni più idonee  a  farli interagire col brand, il passo successivo consiste nella valutazione delle opzioni strategiche per la misurazione dei social media.

Qui un’infografica che riassume i percorsi possibili, secondo le competenze di analisi dei dati, nell’asse orizzontale e e la capacità di disporre dei dati, in asse verticale.

Strategia WEB marketing efficace
Il successo di una campagna online dipende dalle competenze interpretative dei dati e dalla capacità di saper reperire i dati più utili per misurarne l’efficacia.

Nell’infografica sono evidenziate quattro aree:

Quella azzurra, in alto a sinistra “tendenza al successo” rappresenta l’area ideale verso la quale tendiamo ad arrivare nel minor tempo possibile.

Quella gialla,  “misurare e aggiustare” , in alto a sinistra, che rappresenta un’area intermedia e che spesse volte è indispensabile da attraversare per arrivare all’area azzurra.

Quella verde, “ingenua ottimista”, in basso a destra, caratteristica delle fasi di start up delle campagne WEB .

Quella rossa, “dead end” dove finiscono le campagne che non sono soggette a né ad alte capacità di saper valutare l’efficacia delle azioni fatte né da alte capacità, conoscenze e competenze di analisi ed interpretazione delle misurazioni dei media utilizzati.

In questo scenario, il marketer ha una capacità limitata di misurare i suoi  sforzi nel WEB   ed ha una  “sfocata” competenza nel saperne valutare i dati.  Non dimentichiamo che i dati, da soli,  non sono informazioni, le informazioni si traggono con la competenza di saperli interpretare in funzione degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Iniziamo dall’area in basso, a sinistra, rossa,  l’area più pericolosa di tutte. L’area “dead end”.

Il risultato è che alla fine non  si crede più agli sforzi e che la campagna non stia funzionando correndo il rischio dell’insuccesso, dalla “dead end”, del il fallimento della campagna,

Ciò che nessun cliente desidera, ma che anche teme di più!

Siamo di fronte all’utilizzo  di tattiche casuali, al “proviamo come funzione”, si  lancia l’amo e “vediamo chi abbocca”. La tattica di esecuzione non prevede di fatto alcuna misurazione dell’impatto e l’efficacia tende zero: il Cliente  penserà che le campagne WEB sono inutili e abbandonerà la sfida.

L’area  “misurare e aggiustare”.

Chi gestisce la campagna web, in questo scenario, ha una ragionevole capacità di quantificare l’investimento  che sta facendo e le  misurazioni lo possono portare  a credere che i suoi sforzi stiano funzionando.

Questo scenario è nettamente diverso rispetto allo scenario “dead end”, perché, anche se il manager che gestisce la campagna ha la sensazione che la campagna non stia funzionando a dovere, almeno, sta tentando di misurarne l’efficacia.

Siccome si stanno misurando oggettivamente alcuni risultati, si possono già trarre alcuni indizi su ciò che sta funzionando meglio o peggio e si possono valutare le azioni adeguate e, se si riesce a farlo bene, ci si può spostare verso il quadrante ”tendere al successo”.

Tendere al successo

Il posizionamento ideale per una strategia WEB marketing efficace

E’ qui che con una buona capacità di misurare il rendimento della campagna WEB con la competenza di saper come e dove trovare i dati  oggettivamente utili unite ad una loro competente interpretazione si aumenta la convinzione che gli sforzi  che si stanno facendo per il Cliente stiano funzionando

Tutte le azioni fatte  non solo sono misurate, ma le misure vengono interpretate correttamente e si creano così le occasioni per tendere all’eccellenza.

È difficile ed impegnativo da fare, ma ovviamente ne vale la pena.

L’altro percorso è quello “ingenuo ottimista”.

Qui, la gestione della campagna WEB è contraddistinta da  una limitata capacità di misurare del rendimento ed è ancora “sfocata”, e pervasa da una credenza che gli sforzi stiano comunque funzionando con successo. E’ quello che accade nella maggioranza dei casi.  Si crede nelle potenzialità del WEB, pur con un senso di incertezza inizia a prevalere la necessità di saper misurare meglio e saper meglio comprendere ciò che sta accadendo per poter migliorare le prestazioni.

Questo quadrante è difficile perché anche se è un luogo ragionevolmente ideale per iniziare, è meglio uscirne il più presto possibile ed aspirare ad arrivare al quadrante in alto a destra e “tendere al successo”

Ma come si può uscire dall’area dell’”Ingenuo ottimismo” per “tendere al successo”?

C’è una possibilità sbagliata ed un paio corrette

Esaminiamo prima la scelta sbagliata, da evitare come la peste!

Se si gestiscono le campagne  nella falsa credenza che tutto stia andando bene e non si attuano le correzioni più opportune, il rischio è quello di scivolare ingenuamente nell’area verde in basso a destra.

Non cambiando nulla, si scivolerà lentamente, ma inesorabilmente nell’area rossa, “dead end”, per via della mancanza di misurazioni oggettive e tangibili e correte interpretazioni del rendimento della campagna.

Non dimentichiamo che là fuori, nel WEB, ci sono dei concorrenti e se non si è più bravi di loro si rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti fino a quel momento.

Le due opzioni che preferiamo adottare per una strategia WEB marketing efficace

Misurare, misurare, misurare e saper interpretare correttamente i dati in funzione dell’obiettivo del Cliente.

Scoprire come sta funzionando  la campagna,  come migliorare le misure, entrare nell’area arancione “misurare e aggiusta” perché l’obiettivo è quello di arrivare all’area azzurra e “tendere al successo”!
Meglio ancora,  iniziamo da subito a misurare e a scoprire cosa sta effettivamente funzionando e cerchiamo di spostarci direttamente sopra dall’area verde a quella azzurra: “tendere al successo”.
In entrambi i casi  l’obiettivo è quello di allontanarsi dalla misurazione sfocata  e verso le metriche quantificabili e tangibili dove si può avere il maggior controllo possibile di ciò che sta funzionando oppure no e poi seguiamo il percorso migliore per raggiungere l’obiettivo del Cliente.

METRICHE ATTINENTI PER UNA STRATEGIA WEB MARKETING EFFICACE , ORGANIZZATE PER OBIETTIVI

In questa tabella vengono organizzate le varie metriche WEB che possiamo utilizzare, fornite da MIT SLOAN MANAGEMENT REVIEW e classificate in base alle applicazioni dei social media e agli obiettivi di rendimento delle campagne

Strategia WEB marketing efficace
MIT SLOAN MANAGEMENT REVIEW
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Social Media Strategy Problem Solving

Social marketing Media Strategy Problem Solving

Ogni centesimo speso in Social Marketing Media Strategy deve tornare in azienda e con un profitto.  Noi la pensiamo così.  Marketing Social Media Strategy Problem Solving

Cerchiamo di comunicare come se avessimo 5 anni

Cit.Avv. Joe Miller, nel film Philadelfia.

Dalla ricerca dell’ Osservatorio Marketing BtoB appare evidente che una buona parte, il 37%, dei marketer italiani, siano moderatamente ottimisti sull’incremento dei budget a loro disposizione e prevedono anche di utilizzare un media mix che comprende sia i media classici, sia i più attuali canali on line.

Essi ritengono anche che “gli strumenti digitali quali email marketing, sito web, SEO e social media marketing” siano quelli i più efficaci in termini di ritorno
dell’investimento e quelli su cui ci si attende un aumento del budget nei
prossimi 24-36 mesi.

Marketing Social Media Strategy Problem Solving

La marketing Social Media Strategy Problem Solving risponde a questa esigenza al 100% offrendo agli utenti una strategia integrata che, in poche parole, si può sintetizzare così: partire con la meta in testa.

Programmatic Social media strategy Problem Solving

 Meta

Marketing strategy: partire con la meta in testa

Significa sapere come fidelizzare il cliente, prima di conquistarlo perché si comprende il suo valore nel tempo.

Per deliziare, e fidelizzare un cliente occorre  prima avere effettuato una vendita, per riuscire a chiudere, a strigere,  una vendita, occorre avere dei lead (nominativi di persone interessate all’offerta dell’impresa, raggiungibili e contattatili) a cui proporre con continuità delle promozioni personalizzate per poter  poi convertirli in clienti,.

Per personalizzare le promozioni occorre una strategia di Custromer Relationsip Management in grado di raccogliere tutti i contatti lasciati dal visitatore del sito web o  dal blog aziendale.

Per raccogliere i contatti sul sito web occorre aver una strategia SEO- SEM e Social e realizzare campagne on-line che attraggano segmenti di potenziali clienti che navigano nel mare magnum del WEB  .

Tenendo sempre sotto controllo i KPI e il ROI delle attività.

Basta leggere l’infografica dal basso, molti partono dall’alto, pochi hanno in mente il processo completo.

Se vuoi partire con la meta in testa, sei arrivato alla meta giusta.

Chiedi quanto poco dovrai investire e quante opportunità potremo offrirti.  Mrketing Social Media Strategy Problem Solving

Marketing Social Media Strategy Problem Solving

 Photo credit: unsplash.com Alex Holyoake

Cosa ci chiedono i nostri clienti?

I nostri clienti, gli imprenditori, ci chiedono come far crescere il loro brand, il loro giro d’affari, di far crescere il loro fatturato, di far crescere il numero dei loro clienti.

Non abbiamo né la bacchetta magica, né sfere di cristallo, ma…

…sappiamo fare delle buone analisi, sappiamo interpretare i segnali deboli del mercato che possono rivelarsi forti nel prossimo futuro .

Vorrei iniziare il nuovo anno approfondendo questo argomento.

Criticare il content marketing è come confondere strategia con i contenuti. Per noi la creatività stessa è la strategia e il content marketing non sempre implica una strategia di marketing. Per questo cerchiamo di chiarire ad ogni cliente la differenza sostanziale che esiste tra una strategia di marketing ed un piano editoriale di soli contenuti.

Strategia di marketing oppure strategia di content marketing? 

Chi, come noi, afferma che la strategia di content marketing è solo una parte di una complessa strategia di marketing, cerca di dimostrare una superiore conoscenza delle teorie del marketing e il content marketing ne rappresenta solo una delle molteplici tattiche. 

Per noi una strategia di marketing, è una formula di primo livello, il punto di partenza, per descrivere come un brand,un prodotto, o una linea di prodotti competerà e creerà valore nel mercato e non può essere costruito partendo dal singolo approccio tattico dei contenuti. Sostenere di basare i propri investimenti su una sola strategia di content marketing, significa non aver ancora compreso la differenza sostanziale tra concorrenza e competitività

Una strategia di marketing si basa sugli indici di R.O.I. mentre una strategia di content marketing si basa su indicatori di traffico ed engagement, spesse volte solo organica, senza la necessità di flight di campagne a pagamento.

Una possibile definizione della strategia di content marketing

Una strategia di content marketing ruota intorno alla pubblicazione pianificata di contenuti preziosi, con l’impegno di identificare e misurare a quali a quanti valori riesce a connotare il brand od il prodotto promossi. E’ strettamente integrata con la proposta della attività del cliente e come la si comunica ai suoi potenziali clienti.

In ogni caso una strategia di content management può influenzare una strategia di marketing nel suo complesso.

Strategia marketing o strategia di content marketing?  E’ solo una questione di lana caprina

Pensare al content marketing come tattica o semplice canale è abbastanza ingenuo, perché il content marketing influenza la strategia marketing e una strategia marketing non può fare a meno di una strategia di content marketing!

Il costante inserimento di contenuti pertinenti e comunicati alle persone giuste è una componente essenziale nel content marketing e per poterli utilizzare è necessario distribuire i media a pagamento con un media mix adeguato.

A volte sarà necessario accrescere la consapevolezza e il coinvolgimento su larga scala, a volte invece occorre di erogare una sequenza di contenuti attentamente elaborati per esser compresi da persone particolari. Una cosa non esclude l’altra.

Poiché la viralità è, quasi per definizione, impossibile da prevedere o controllare, non può essere parte di un approccio strategico al contenuto. 

Se l’ obiettivo nella produzione di contenuti è quello di ottenere una copertura a basso costo e sperare in qualche generale ondata di consapevolezza, allora si avrà difficoltà a connetterti ai risultati di business ed alla strategia di marketing in modo significativo. Una strategia incentrata sulla produzione di hit virali non è né una strategia di marketing, né una strategia di content marketing.

Non ci si può accontentare di “contenuti pubblicati a caso”

L’altra ipotesi di chi sostiene che i contenuti possono essere raccolti e pubblicati quando e come gli obiettivi di marketing operativo
lo richiedono,  E’ come se un brand approfittasse delle strenne natalizie delle concessionarie televisive e poi tacesse tutto il resto dell’anno.

In altri casi molte aziende improvvisamente si scoprono affamate di content marketing quando la loro agenzia lancia un’idea apparentemente interessante, oppure quando vogliono lanciare un nuovo prodotto.

Non esiste alcuna relazione esistente tra un brand che si considera produttore di contenuti, ma che non è in grado di creare il giusto setting psichico ed emotivo per far comprendere le proprie idee distintive, i propri valori al proprio pubblico.

Quando un post compare inaspettatamente nel feed di un social media, anche se offre contenuti utili che, poi, in realtà vogliono raccomandare un acquisto e il successivo l’utilizzo di un prodotto, scompare qualsiasi senso di autenticità. 

Una grande idea, anche se apparentemente divertente, ma senza alcuna connessione evidente con il brand o la strategia di marketing. che appare in un contesto ed in un momento inappropriati non ha nulla a che fare né con le strategie di marketing, né con il content marketing.

Raccogliere la sfida dell’investimento sulla attenzione del target

Il fine di una strategia di content marketing non è quella di ottenere un risultato economico o di fare qualcosa di divertente e funny come alternativa alla pubblicità. 

È una risposta alla natura mutevole di ciò che accade quando paghi per raggiungere un pubblico con qualsiasi comunicazione di marketing.

Ne hanno discusso per anni scrittori e pubblic pseaker come  Seth Godine e Ron Tite:    non si può più sperare di attrarre l’attenzione di una persona solo pagando per interrompere ciò che essa sta facendo.

Le persone trascorrono gran parte della giornata a guardare smartphone, ma anche laptop, tablet e desktop e prestano attenzione solo a ciò che vale la pena, secondo il loro giudizio, la loro esperienza, le loro credenze. 

Pagare per avere l’opportunità di raggiungere il target è solo l’inizio. 

Se si desidera l’ attenzione del target selezionato di potenziali clienti, è necessario fornire loro in cambio qualcosa di valore che rispecchi le loro credenze e che sia divertente, stimolante e informativo. Serve essere percepiti come importanti per loro.

Coinvolgere un pubblico è già in sé una forma di transazione. Come marketer dobbiamo decidere in che modo chi ci sta dando la sua attenzione ora, continui poi a darcela in futuro!

Se non acquistiamo da subito la loro fiducia, poi, nel futuro li perderemo.

Il primo passo inizia con saper proporre il valore del brand.

Una strategia di content marketing inizia quindi con una proposta di valore : come puoi fornire un valore equo in cambio dell’impegno del tuo pubblico, assicurando al contempo che il loro coinvolgimento stia fornendo un valore equo alla tua attività?

Ci sono molti elementi diversi in gioco quando si tratta di lavorare sulla proposta di valore per il nostro cliente:

dalle esigenze del pubblico, al panorama dei contenuti competitivi, il valore relativo di ciò che si offre rispetto ciò che c’è d”altro là fuori, e la necessità di differenziare i contenuti da quelli dei competitor. Ancora più importante, è saper rispondere alla domanda su cosa sia interessante ed utile per coinvolgere gli utenti dei social media.

Come portare avanti l’attività? E’ questo che ci chiedono i nostri clienti.  Come fornire le risposte corrette, nel momento corretto, con il linguaggio più idoneo al target che si desidera raggiungere?

Le risposte sono nella strategia di marketing

Senza strategia di marketing il rischio è di procedere a caso e il caso produce il caos che è poi il contrario di ciò che clienti desiderano.

L’importanza del piano editoriale per comunicare il valore del brand

E’ Il piano editoriale, la vera ossatura del content marketing.

Indica la differenziazione dei tipi di contenuti che il nostro cliente può distribuire e i diversi tipi di valore che si possono offrire.

Nel piano editoriale vanno distinti i diversi tipi di informazioni che si desiderano condividere nei feed dei diversi social, da LinkedIn a Facebook, Twitter, Instagram etc. per creare, oltre all’awareness, sempre più consapevolezza attorno al brand.

LinkedIn ed Edelman dopo aver condotto una ricerca sull’impatto dei contenuti sulle decisioni di acquisto che evidenzia chiaramente il valore potenziale che esiste nel web, hanno messo a disposizione uno strumento di monitoraggio delle conversioni collegate all’esposizione ai contenuti.

Ecco cosa ci chiedono i nostri clienti

Sono le aziende che riescono a fornire contenuti che funzionano, impressionano e creano valore. Sono le aziende che, prima, hanno fatto con noi un duro lavoro per pensare a come il contenuto si possa inserire nella loro strategia di marketing.

Creano valore per il loro pubblico perché hanno considerato attentamente ciò di cui il loro pubblico ha bisogno ed hanno riflettuto su come la loro azienda può fornirlo nel tempo, migliorando le proprie prospettive. Non stanno usando il contenuto semplicemente come una tattica di marketing ad hoc lo stanno usando come una risorsa aziendale e come fattore di profitto.

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