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Perché Problem Solving in media planning

 

Problem Solving e programmatic adv marketing

Perché marketing Problem Solving in media planning

La metodologia marketing Problem Solving 

Per prima cosa cerchiamo di definire qual è il problema cha causa la percezione del problema. Questo è il primo e fondamentale passo della metodologia Problem Solving. Sembra starano, ma nella maggioranza dei casi ci si dimentica di questo primo passo

Cerchiamo di fare chiarezza sui termini:

Scopo: è l’obiettivo che si desidera ottenere. Senza scopo non ci sono soluzioni possibili, partire sempre con la meta in testa.
Situazione: è il risultato di analisi, spesso analisi SWOT che analizzano punti di forza e debolezza interni al sistema e opportunità e minacce esterne al sistema, al processo che si sta analizzando.
Problema: è spesso il risultato di una causa, interna o esterna al processo che si sta analizzando
Causa: ostacolo al raggiungimento dello scopo. Un dente di cane che blocca il meccanismo, il processo.
Ispirazione, creatività immaginazione di soluzioni diverse: generazioni di opzioni praticabili per risolvere il problema, eliminarne le cause, scegliendone quella “ideale”.
Soluzione: applicazione concreta e pratica dell’opzione “ideale” alla rimozione della cause e alla soluzione definitiva del problema.
Come consulenti ci impegniamo ad esser Problem Solver, proattivi e sempre positivamente propositivi.
Ci sono diversi modelli di pensiero utili come il pensiero strategico, il pensiero emozionale, il pensiero realistico, il pensiero empirico e così via. Ogni modello di pensiero, rappresenta un paradigma, un punto di vista diverso, un occhiale diverso con il quale osservare la situazione. Più paradigmi vengono utilizzati, più modelli di pensiero vengono utilizzati più si possono generare opzioni di soluzione diverse e migliorare l’efficienza della attività di Problem Solving.
Per chiarirci facciamo un esempio: In una impresa esiste il perenne conflitto tra direzione commerciale e direzione marketing e comunicazione. Mentre il responsabile commerciale è valutato in base alle rotazioni delle scorte di magazzino ed al fatturato nella stessa impresa il responsabile comunicazione, il product manager, può esser valutato in base ai KPI che è in grado di ottenere nel raggiungimento dell’awareness dei marchi che gestisce.
Spesso succede che all’aumentare dell’awareness di un marchio aumentino di conseguenza le vendite nel medio periodo, perché la comunicazione seminata deve avere il tempo per maturare presso il target di comunicazione mentre nel breve periodo, il target di vendita, i distributori, non avvertono nessun cambiamento e per gestire le scorte e raggiungere il fatturato la direzione commerciale agisce con delle promozioni al trade, a tutto discapito della marginalità del marchio.
Il problema sarà il gap tra il ROI generato a fine anno e il ROI perso a causa delle promozioni.

Perché Problem Solving
Conflitto tra direzione commerciale e direzione comunicazione: L’azione promozionale incide negativamente sul margine ma aumenta fatturato e vendite nel breve periodo, vanificando l’azione di brand value esercitata dalla comunicazione nel medio termine. Problem Solving agisce strategicamente cercando di negoziare questo conflitto  agendo contemporaneamente sui due processi generando soluzioni di brand awareness più veloci possibili.

Le cause? Due paradigmi, due modelli di pensiero diversi. Una assenza strategica. Due percezioni emotive diverse del processo.

Il problema? Cresce il fatturato a discapito dei margini, mentre la comunicazione tende ad aumentare la percezione del valore: una malefica contraddizione strategica.
La soluzione? Una negoziazione comune tra i due manager tra l’efficacia della comunicazione nell’incidere sulla percezione del valore del marchio nel medio lungo termine, una strategia condivisa.
Problem solving strategico, insomma.

Possiamo fare molto per risolvere questo problema riscontrabile in molte organizzazioni. Chiedeteci cosa possiamo fare.

 

Scoprite le nuove opportunità ed i benefici che possiamo offrirvi con le nuove tecnologie problem solving e programmatic adv marketing

 

Strategia Marketing Problem Solving

1 Strategia Marketing Problem Solving

Gli obiettivi si concordano con il Cliente:

Sono sempre Specifici, Misurabili, Ambiziosi, Raggiungibili e Temporizzati.

La Strategia che suggeriamo è sempre innnovativa: Human to Human, sia che l’impresa Cliente operi nel business to business, sia che si rivolga al consumatore finale.

Sia che l’impresa sia orientata verso buyer, sia verso i consumatori,  per Problem Solving la strategia è comunque una relazione tra persone.

Oggi si può. Con strategie orientate all’ influence marketing siamo in grado di sviluppare i processi ideali per comunicare one to one verso tutti i clienti.

La  Strategia Marketing Problem Solving creativa è la strategia marketing finalizzata al raggiungimento degli obiettivi SMART.

Chiedeteci come realizzarla.

Ve  lo spieghiamo di persona.

Perché i nostri Clienti sono prima di tutto delle persone.

Il concetto di  Strategia Marketing Problem Solvingper Problem Solving.
Tutta l’impresa fa marketing e profitto e brand ne sono le conseguenze.
Politiche di Prodotto, politiche Prezzo, politiche di Distribuzione e politiche di Promozione (Brand awareness), Politiche di Soddisfazione del Cliente inteso come essere umano con i suoi bisogni espressi e non espressi. Solo capendo i cambiamenti dell’ambiente esterno si possono modifare le politiche d’impresa e focalizzare la comunicazione per soddisfare le esigenze emergenti nei clienti che si desiderano, perché sono coloro che sanno comprendere il valore che l’impresa sa offrire con il suo impegno quotidiano.

 

Come far crescere, l’engagement, con una buona strategia, con le tattiche “ideali”

(fonte: marketingsherpa.com)

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https://www.facebook.com/problemsolvingnet/

 

 

MARKETING DISTINTIVO PROBLEM SOLVING

Come superare le definizioni classiche del marketing per competere con un marketing mix distintivo?

Secondo l’AMA, American Marketing Association, il concetto di marketing, approvato nel passato luglio 2013 è il seguente e non sembra proprio essere distintivo:

Il marketing è l’attività, l’ insieme di istituzioni e processi per la creazione, la comunicazione, la distribuzione e lo scambio di offerte che hanno valore per clienti, partner e società in generale.

Secondo noi questa definizione non è particolarmente esaustiva perché non tiene conto del fatto che nel mercato agiscono contemporaneamente sia competitor, sia concorrenti.

Come creare un marketing mix distintivo, allora?

Infatti esiste una differenza sostanziale tra concorrenti e competitor che influiscono nel macro ambiente imprenditoriale:

I concorrenti fanno le stesse cose, cercano la quota di mercato ed agiscono sugli stessi clienti. I concorrenti nel mercato son come i concorrenti in una maratona cittadina, anche se a New York, son lì per partecipare, non per vincere.

I competitor possono erre invece paragonati agli atleti olimpionici, si preparano anno dopo anno e partono per vincere l’oro, solo in una disciplina, però!

Per essere competitivi, invece, prima si scelgono i clienti che si desiderano raggiungere, poi si determinano le leve di marketing distintivo per posizionarsi al primo posto nel loro processo di acquisto.

http://www.problem-solving.net/marketing-distintivo-problem-solving/

Le ricerche di mercato sono il punto di partenza della competitività.

Così, come per l’AMA la ricerca di marketing marketing è la funzione che collega consumatore, cliente e pubblico attraverso le informazioni utilizzate per identificare e definire opportunità e le minacce e generare, perfezionare e valutare le azioni di marketing;
monitorare le prestazioni dell’impresa e migliorare la comprensione del marketing come processo.

Qui entra il gioco, diventa indispensabile Problem Solving per risolvere i gap, i problemi che emergono dalle ricerche di marketing. Dalle ricerche emergono le le informazioni che dettagliano il gap tra ciò che l’impresa è e ciò che invece desidera essere

Problem Solving idea, progetta il metodo per la raccolta delle informazioni, gestisce e implementa il processo di raccolta dei dati, analizza i risultati e comunica i risultati e le loro implicazioni.

Iniziamo con la fase P.A.R.K. la ricerca delle cause che generano la non competitività: P.A.R.K. Il parcheggio prima della competizione.

Proteggere le cose che possediamo e che hanno valore per i clienti che desideriamo raggiungere,.

Acquisire  le cose che valutiamo importanti e non abbiamo, quindi desideriamo  acquisirle perché sono indispensabili per i clienti che si desiderano.

Rimuovere  le cose si posseggono ma che non aiutano la competitività perché non sono considerate di valore dai clienti che desiderano

Keep out , ovvero tenere lontane le cose che non abbiamo e che non sono desiderate, o non son considerate valoriali  dai clienti desiderati e le teniamo fuori dal micro ambiente

P.A.R.K. in Problem Solving per migliorare sempre di più il marketing mix competitivo!

Vuoi sapere come possiamo esserti utile?

Lascia un commento e sarai contattato entro 24 ore.

Photo by Josh Calabrese

Problem Solving e la connettività evolutiva

Problem Solving e la connettività evolutiva  delle strategie di marketing.

La connettività sta cambiando le strategie di market-ing problem solving.

Problem solving e la connetttività

Siamo molto attenti a come la  connettività evolutiva rivoluziona il concetto di marketing. Abbiamo sempre creduto che la parola di marketing dovrebbe essere scritto come market-ing ,  non è un sostantivo è un verbo coniugato nella forma del gerundio, progressivo, un presente continuo. Problem solving e la connetttività

Scrivendolo e pronunciandolo così si può comprendere che  market-ing rappresenta il risultato che impresa è in grado di produrre:  sia per gli aspetti tangibili di profitti e, o, perdite, sia per gli aspetti più intangibili di brand reputation e brand awareness in mercati in continua evoluzione.

Gli indizi e le tendenze sono lì, pronte per esser colte. 

Si stanno affacciando al mercato nuove generazioni di  clienti, sta emergendo a livello globale giovane, urbano, di classe media con una forte mobilità e connettività e che sarà quella che rappresenterà la maggioranza in un prossimo futuro,  

Mentre i mercati maturi si devono confrontare con l’invecchiamento della popolazione, i mercati più emergenti si stanno godendo il dividendo demografico di popolazione più produttiva e più giovane.

Non sono solo giovani, ma son anche migranti. Stanno  rapidamente migrando verso le aree più urbanizzate  e stanno adottando gli stili di vita delle grandi città uno stile di vita delle grandi città.  Pensate un attimo ai primi migranti che oggi si sono riusciti ad integrare nella nostra società. Sono una minoranza rispetto alla totalità, ma ci sono, E in un mercato globale, non globalizzato, ma globale rappresentano una nicchia molto voluminosa.

La maggior parte di questi appartiene ormai alla classe media o superiore ed,ha un buon potere d’acquisto. Salendo da uno status socio-economico più basso,  aspirano a realizzare grandi obiettivi, vogliono fare esperienze sempre più raffinatele, cercano di emulare i comportamenti delle persone appartenenti alle classi superiori. Per queste caratteristiche rappresentano un target interessante per le politiche di marketing da attuare.

Millennians.

Sono i Millennians, nuovi clienti e potenziali clienti del futuro.

Problem Solving e la connettività evolutiva delle strategie di marketing.

 

La loro mobilità li distingue da altri target.  Si muovono, sono sempre in giro, spesso sono pendolari e vivono ritmi di vita sempre più veloci. Per loro tutto è immediato, in tempi rapidi  quasi con ritmi da linguaggio  televisivo, anche se si espongono poco a questo media e, quando sono interessati a temi visti in televisione, essendo sempre connessi, approfondiscono, cercano informazioni sui  loro  dispositivi mobili.

Quando devono decidere se comprare qualcosa in-store, in un punto vendita, ricercano prezzo e qualità in linea con le informazioni che hanno elaborato.

Essendo nativi digitali,  possono prendere decisioni di acquisto ovunque e in qualsiasi momento, da una vasta gamma di dispositivi.  Nonostante la loro esperienza virtuale in Internet, amano sperimentare le cose fisicamente.  Hanno un high-touch value quando interagiscono con i brand e vogliono toccare, annusare, assaporare, portare ai loro sensi il sogno informativo che hanno elaborato dall’esposizione al media televisivo fino alle ricerche fatte sul web e sui social network.

Sono anche molto virtualmente sociali, comunicano e si fidano l’un l’altro inuna continua connessione tra membri di diverse “tribù” con i membri delle quali provano forti sensi di appartenenza e di stima reciproca.

La connettività. Mito o opportunità?

La connettività è senza dubbio il più importante punto di svolta nella storia del marketing.

Certo, non può più essere considerata una nuova parola d’ordine, ma sta cambiando molti aspetti del marketing e non mostra segni di rallentamento.

La connettività ha messo in discussione molte teorie tradizionali e i principali presupposti che marketer  avevano imparato su clienti, prodotti, e la gestione del brand.

La connettività riduce in modo significativo i costi di interazione tra imprese, dipendenti, partner di canale, su tutta la catena del valore, i  clienti,  gli stakeholder, i partner ed i collaboratori. E ciò abbassa,  a volte,  le barriere all’ingresso  a nuovi mercati, consente lo sviluppo del prodotto concorrente, e riduce il lasso tempo per la costruzione del brand.

Ci sono stati diversi casi nei quali la connettività ha stroncato imprese che vivevano sulla rendita delle apparentemente alte barriere d’accesso al loro mercato:

Amazon, ad esempio, ha fatto chiudere molte librerie  e in seguito sta minando l’industria editoriale compresa quella dei quotidiani che perdono vertiginosamente diffusione e readership, anche se riconquistano lettori virtuali sui loro siti web.

Con simili modalità, Netflix ha stroncato i Blockbuster, Spotify e Apple music hanno cambiato i processi  di distribuzione musicale nel mondo.

La connettività cambia anche le modalità d’osservazione dei competitor.

Oggi, la collaborazione con i concorrenti e con i fornitori e la co-creazione con i clienti sono sempre più centrali nelle strategie di marketing problem solving.  

Competere  non è più un gioco a somma zero. I clienti non sono più soggetti passivi.

La connettività accelera le dinamiche di mercato, fino al punto in cui per un’impresa è praticamente impossibile contare solo sulle sue risorse interne per competere sul mercato. Le imprese si trovano di fronte a nuovi paradigmi come quello che per competere, a volte si deve collaborare con soggetti esterni e anche coinvolgere nella propria catena del valore sia i suoi clienti dal massimo potenziale, sia i propri fornitori.

Nonostante l’influenza evidente, la connettività è spesso sottovalutata e vista come una semplice applicazione delle nuove tecnologie. Un problema che i marketer devono affrontare e spesso non  vogliono affrontare.

E vedere la connettività  esclusivamente da un punto di vista tecnologico è,  spesso,  molto  fuorviante.

Nel contesto delle strategie marketing molti vedono la connettività semplicemente come una piattaforma di CRM, un database evoluto, senza pensare che CRM significa  gestire tutta l’impresa basandosi sulle relazioni con i clienti.

Serve una visione di ampio respiro per evitare la trappola della tecnologia fine a sé stessa e, se  è vero che la connettività è stata guidata dalla tecnologia e anche maggiormente verosimile che le tecnologie stiano diventando uno degli  asset strategici sempre più importanti per la vita di qualsiasi impresa, dimenticando il valore ben più profondo della relazione. 

Tante vite sempre più connesse.

Da CONSUMER BAROMETER:  L’Italia è sempre più connessa. Oggi gli Italiani sono più connessi e sono più dipendenti da Internet per fare acquisti”

“Gli smartphone permettono alle persone di guardare video online più spesso.
90% in casa e 31% anche fuori casa. La concentrazione degli utenti sui video è
altissima, anche quando li guardano da un dispositivo mobile” .

Smartphone, tablet, laptop e schermi televisivi ci connettono con la rete.

Gli schermi stanno diventando così importanti nella nostra vita che spendiamo quotidianamente  più di quattro ore del nostro tempo libero  davanti a molteplici schermi, simultaneamente.

Entro il 2019, tra un paio d’anni, secondo una previsione di Cisco, vedremo un incremento del traffico Internet globale alimentato da più di 11 miliardi di dispositivi mobili connessi.

Con una portata così massiccia, la connettività sta trasformando i comportamenti d’acquisto. I clienti entrano nei punti vendita già informati. La ricerca di Google mostra che otto su dieci utenti di smartphone negli Stati Uniti fanno una ricerca cellulare all’interno del punto vendita prima di effettuare un acquisto.

Anche quando si guarda la pubblicità televisiva, il  pubblico televisivo fa una ricerca sul suo apparato mobile. E questa è una tendenza che colpisce i clienti a livello globale. 

Per un marketer quando si può considerare chiusa una vendita?

Se siete marketer problem solving evoluti avrete rispost: “quando il cliente riacquista”! Le altre risposte sono ormai obsolete. I prodotti che godono un buona brand reputation sul web consentono anche la trasparenza. I social media come facebook ed Instagram consentono ai clienti di mostrare e condividere la loro esperienza d’acquisto, che, se positiva  ispira altri clienti. Fate una navigata virtuale su  TripAdvisor e Yelp e osservate come i clienti si informano prima di scegliere un hotel! 

 

Sinergie olistiche

L’olismo (dal greco όλος, cioè “la totalità”, “globalità”) è una posizione teorica basata sull’idea che le proprietà di un sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti.  Dal punto di vista “olistico”, la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente dalla somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente.

Così, per abbracciare pienamente la connettività evolutiva abbiamo bisogno di comprendere appieno tutto il processo che è in grado di generare valore, per ogni impresa , olisticamente, fino ad ottenere una connettività esperienzialmente, sociale.

Ogni evoluzione è un destino

Se è pur vero i nativi digitali, sono oggi rappresentati dai clienti più giovani che sono stati i primi ad adottare la connettività, è sempre pur vero che stanno ispirando i consumatori  più adulti ad utilizzare il web per connettersi e informarsi prima di agire, prima di acquistare.  Così come ogni prodotto ha il suo ciclo di  vita, ogni mercato ha un suo ciclo di vita, anche ogni processo d’acquisto ha il suo ciclo di vita.  Nel corso del tempo, quelli che oggi sono i nativi digitali diventeranno la maggioranza e la connettività alla fine diventerà la nuova normalità. Problem Solving e la connettività evolutiva  delle strategie di marketing.

Contatto

 

Rif.: Branding Strategy Insider – Philip Kotler, tratto dal suo libro, Marketing 4,0 

Problem solving e la connetttività

 

Problem Solving Social Media Planning

Il ruolo della comunicazione organica vs. la comunicazione a pagamento sui motori di ricerca e nei  social media

Il panorama dei social media è in continua evoluzione.

Nuove reti appaiono alla ribalta del WEB  ( ad es Snapchat ), nuove tecnologie aumentano le potenzialità di partecipazione degli utenti e l’utilizzo dei contenuti in tempo reale  come, ad esempio Periscope Problem Solving Social Media Planning

Le reti esistenti, come FB, migliorarano costantemente la loro piattaforma.

Si sta passando dalla seduzione del Cliente al fidanzamento, fino alla acquisizione stessa e il Social commerce sta crescendo molto più veloce dell’ e-commerce  anche se è ancora presto per gridare vittoria.

La comunicazione social non è più  fatta di solo di conversazioni e contenuti; ora è un canale preferenziale per l’acquisizione di clienti,  re-marketing e coinvolgimento di fan/ clienti per sostenere i programmi di fidelizzazione.

Come si può definire la differenza tra comunicazione “organica” e “pagata” nel social media marketing?

Comunicazione organica sociale.

La possiamo realizzare utilizzando gli  strumenti gratuiti forniti dalle  reti social per costruire una comunità social e interagire con essa, attraverso la condivisione di messaggi e rispondendo ai commenti dei clienti.

Ad esempio, utilizzando appositi strumenti di  pianificazione disponili in rete per Problem Solving è possibile  pubblicare tweet su Twitter , post su FB. Linkedin, etc. in modo organico, contemporaneamente.

Comunicazione con campagne a pagamento.

Attraverso avvisi a pagamento, invece, si possono  ottenere visualizzazioni di post o filmati  pubblicitari,  qualunque sia il formato  testo, immagini, video, giostra etc. o messaggi sponsorizzati agli utenti della rete social in base al profilo utente per esempio demografico .

Il  costo può dipendere dal l tipo di annuncio previsto; per esempio molti annunci comportano un costo per clic (CPC).

Dal punto di vista del marketing  le capacità di targeting a pagamento nei social network presuppongono la conoscenza di  diversi approcci mentali degli utenti, rispetto a come gli utenti che si desiderano raggiungere si approcciano nel momento delle ricerche sui vari motori e negli stessi social network.

Problem Solving organic social media planning

http://www.problem-solving.net/943-2/
Inbound Problem Solving organic social media plannig.

 

Ascolto, apprendimento  risposta.

La pianificazione organica è ideale per la gestione della comunità, delle tribù di fan della marca.

Non è necessario pagare i network per ascoltare, interagire  con chi parla del brand.

Per Problem Solving è fondamentale ascoltare e apprendere con continuità.

E’ l’attività principale della pianificazione organica attraverso i social media. Essi dovrebbero accadere naturalmente per essere attivamente coinvolti con la vostra comunità. Se non stai rispondendo in modo efficace a livello personale per richieste di informazioni e reclami, un programma a pagamento può attirare ulteriori critiche.

Problem Solving  Social Media Planning si basa sulla creazione di conversazioni col target  basandosi su fili conduttori, come i benefici espressi dalla marca per coinvolgere gruppi di persone sulla base di interessi e   passioni condivise.

L’importanza dei contenuti di marketing per le campagne Problem Solving Social Media Planning.

I piani dei  contenuti  si basano sui principali canali Social per poter condividere e raccontare le storie di successo dei prodotti e delle marche, creando una brand reputation in continua crescita.

Utilizziamo campagne organiche per aumentare il coinvolgimento del pubblico con  contenuti appositamente dedicati.

Implica impegno di risorse, ma la portata di questo investimento umano può far straordinariamente crescere l’ impatto  delle campagne.

Non è necessario pagare per condividere e occorre creare un pubblico di fan attorno all’idea del beneficio promesso dal prodotto o dalla marca creando l’imbuto (Funnell) di contatti indispensabile per raccogliere lead e future vendite. Prima si parte prima si arriva .

Targeting sulla base di interessi e re-marketing

Problem Solving Social Media Planning tiene sempre conto sia del targeting che del re-marketing per rivitalizzare le relazioni con il pubblico già contattato, promuovendo contenuti / offerte  rilevanti in base al contesto della loro visita precedente.

La sfida è quella di conoscere pubblico del brand.

Se il nostro Cliente  dispone di un buon database CRM e si riescono a creare profili e segmenti significativi, esportiamo le  liste altamente mirate  verso i social media per continuare le relazione comunicativa personalizzata con loro.

Una case history? qui.

 

Photo credits: unsplash.com, Luis-Lerena

Inbound Problem Solving Marketing Strategy

Inbound Problem Solving Marketing Strategy

Lead Generation

La Lead generation descrive il processo di marketing  teso a catturare l’interesse verso  prodotto od un servizio al fine di sviluppare una  pipeline di vendita.
Una strategia di lead generation  diventa sempre più importante nell’integrazione delle attività di marketing e può contribuire a creare e sviluppare la domanda e offrire una risposta sempre più affine ai desiderata dei Clienti

Gestire una Lead generation può aiutare le imprese on-line e off-line ad aumentare la consapevolezza del marchio, a costruire relazioni fino  a chiudere delle vendite.

Oggi facilmente praticabile grazie alle strategie di Programmatic adv by Problem Solving

Attraverso le varie tattiche di lead generation le imprese possono trarre vantaggi dalla raccolta di contatti, informazioni, e desideri dei clienti e dei potenziali clienti.

Una buona strategia di lead generation è primo passo per iniziare una strategia di marketing human to human.

Cosa serve? 10  (aperentemente) semplici cose

  1. Una content strategy- contenuti di marketing e blogging
  2.  Un Sito Web e SEO
  3.  Conoscere i  social media
  4.  Un budget per  i Pay-Per-Click (PPC),  è  la pubblicità
  5. Una buona  gestione dei contenuti
  6. Una pianificazione di E-Mailing diretto (DEM)
  7. Può aiutare la Posta diretta tradizionale.
  8. Una buona  Coltivazione della relazione
  9. Tanti Test continui per ottimizzare le azioni
  10. Le  Metriche rigide e condivise human to human su tutta la Human to Human Supply Chain

http://www.problem-solving.net/943-2/
Inbound Problem Solving Mktg Strategy

Prima  o poi arriva il momento in cui è meglio smettere di chiedere ai clienti cosa vogliono e iniziare a  dire loro ciò che possiamo fare.

Una strategia di inbound marketing aiuta a comunicare ai propri clienti quello che loro desiderano.  Perché non è detto che i Clienti abbiano chiaro ciò che vogliono.

Quando tutti compravano SUV chi avrebbe mai pensato che i clienti avrebbero chiesto una MIni?
I focus group sono utili, ma le persone generalmente sono molto brave a esprimere le  loro opinioni basate sulle opinioni degli altri o su quello che vedono che gli altri fanno.

Certo,  tutti hanno opinioni, ma le opinioni nascono dalle percezioni e dalle esperienze, dall’utilizzzo di ciò che si conosce.

I focus group sono ottimi per valutare le differenze tra i vostri prodotti e quelli che offrono i vostri competitor. Se, invece, si desidera costruire un business differenziato, dopo aver ascoltato i vostri Clienti prendete l’ispirazione da che non è vostro cliente.

Inbound Problem Solving Marketing Strategy può essere la soluzione ideale.

Se state pensando ad un programma di fidelizzazione dei clienti, di cross selling, lavorando attraverso il customer service avete la necessità di ottenere una buona strategia di  Inbound Problem Solving marketing.

Sperimentare nuove idee

Con le  relazioni  e dalle comunicazoni In entrata  (inbound) si ha la possibilità di sperimentare nuove idee,

Quando si ha una idea che potrebbe incidere sul  mercato occorre testarla e cosa c’è di meglio che  creare una pagina sul proprio sito web, promuovere la pagina in campagne di email marketing mirate, aggiungere un’offerta sulla pagina per valutare l’interesse ed eseguire la campagna per due settimane.

Se si stimola l’attenzione, vuol dire che qualche cosa di buono nell’idea c’è.

Se non si stimola l’attenzione,  si può serenamente rottamare l’idea e andare avanti.

Si impara di più dai propri errori che dai propri tuoi successi.

Con l’esposizione limitata e investimenti limitati, si può ottienere una ricerca di mercato concreta direttamente dai propri  clienti, senza chiedere il  loro parerere, ma  presentando loro una possibile soluzione alle loro esigenze.

Consolidamento della rete di comunicazione attraverso  tutta la supply chain

In ogni caso  si ottiene un rinforzo, un consolidamento delle relazioni su tutta la supply chain che può partire dai fornitori per arrivare fino ai consumatori finali. . Si crea la cultura delle nuove idee.  Quella che Philp Kotler chiama coogenerazione dei nuovi prodotti, dei nuovi servizi con la tribù alizzazione dei “fan del brand”.
Ora che si dispone di un meccanismo per testare nuove idee e un processo per la loro creazione, è necessario coltivare una cultura in cui le vostre persone condividono confortevolmente  nuove idee.

Si può a questo punto incoraggiare l’ideazione e mettere a punto una metodologia per e concretizzare queste nuove idee.

Non tuttele idee saranno buone, ma si sta realizzando un  team  coinvolto nel proprio business Fornitori e clienti stanno lavorando insieme e stanno contribuendo al business. Stanno lavorando anche per migliorare l’esperienza dei clienti. State entrando nel circolo virtuoso del KAIZEN, del miglioramento continuo.

Voi saper come fare? contattaci, noi ci impegnamo a studiare una soluzione ad hoc per te.

 

https://www.facebook.com/problemsolvingnet/

Processo Problem Solving

Processo Problem Solving

Avere una visione strategica di tutto il processo di creazione del valore.
Pensare alle caratteristiche, oggettive e tangibili interne dell’ organizzazione, quelle che sono controllabili direttamente e modellarle secondo i requisiti imposti dall’esterno, dove non è possibile esercitare un controllo diretto, e la visione che abbiamo del futuro di tutta la catena del valore che l’organizzazione vuole produrre.

 

Ogni strategia di branding, per essere attuata, necessita di un processo che tenga sotto controllo tutta la catena del valore.  Tutti i valori in entrata devono essere inferiori ai valori in uscita. E’ questo l’univco modo di generare profitto d’inpresa. E Problem Solving lo sa. Ne siamo pienamente consapevoli e per questo ogni investimento fatto in comunicazione, sui dal punto di vista creativo, sia per gli aspetti focali dei media utilizzati deve essere redditizio per i nostri Clienti.

Il processo problem solving  dal ciclo di vita del prodotto alla caratterizzazione univoca del brand

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Il processo problem solving che possiamo ideare, progettare e realizzare per ogni Cliente, è unico perché ogni impresa è unica, ogni prodotto vive un suo ciclo di vita e necessita di un processo di comunicazione individuale e personalizzato, che coinvolga un Team interno ed esterno fino a raggiungere la comunicazione Human to Human.

Potete già chiedere di più.

 

https://www.facebook.com/problemsolvingnet/