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Pianificazione Problem Solving

5. Pianificazione Problem Solving

La pianificazione è l’attività principale di ogni campagna di comunicazione.

Con un buona pianificazione nulla sarà mai urgente e importante fino al raggiungimento degli obiettivi e dei Kpi mantenendo sempre il budget sotto controllo. 

Per una buona pianificazione Problem Solving aiuta i suoi Clienti a comprendere quali sono i  passi più importanti

• Passo 1:
Con una buona strategia di marketing sarà semplice ideare una storia, utilizzare il potere della narrazione per instaurare un dialogo continuo con il target di riferimento

• Passo 2:
La chiave di qualsiasi sforzo di lead generation è quello di spendere meno tempo ricevendo il lead interessanti per il Cliente stringendo i tempi del raggiungimento degli obiettivi. Problem Solving sa trasformare le caratteristiche di ogni prodotto in benefici distintivi dei suoi Clienti e ciò facilita tutta il processo di pianificazione dei contenuti

• Passo 3:
Coordinare la produzione di contenuti di successo. La creazione di contenuti è impegnativa  in termini di tempo,  è quindi è necessario pensare che ogni singola parte dei contenuti prodotti rappresenti una fase del “funnel”, dell’imbuto, che veicolerà il  potenziale dei Clienti verso un atto d’acquisto finale.

Per questo occorre sviluppare sinergie tra i media off-line e quelli on -line e Problem Solving è un maestro in questo media mix che sa esercitare grazie alla competenze di  team leadership. 

•Passo  4:

Nella maggior parte dei casi, i Clienti utilizzano un’unica piattaforma alla volta
Ma veicolare i contenuti puntuali nelle giornate e negli orari ideali per convertire il Massimo Numero di Prospect. è una delle nostre  armi segrete per indirizzare il traffico verso una specifica campagna di lead generation.  Attraverso Facebook, Linkedin, Instagram,  You tube e tutti gli altri social, funzionali a raggiungere i potenziali Clienti dei nostri Clienti.

Coltiviamo  vostri contatti da cima a fondo. Dall’inizio del “funnel”, l’ imbuto relazionale, fino alla vendita, alla creazione di traffico nei P.V.  e alla vendita on-line

•Passo  5:

la Pianificazione Problem Solving

Grazie alle pianificazioni Problem Solving,  le promozioni dei nostri Clienti viaggiano temporizzate e puntuali sia su Direct Mail, sia sui social, veicolando su landing page apposite,  il massimo numero possibile di Potenziali Clienti nel momento in cui a loro sorge il bisogno da soddisfare. Con i vostri prodotti e i vostri servizi.

Chiedi come  avere una efficace pianificazione media per raggiungere i tuoi Clienti e tenere sempre sotto controllo risultati e risorse

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Ideazione problem solving

4. ideazione problem solving

Il Team al lavoro.

Un focus group creativo finalizzato  a generare le idee più funzionali alla concretizzazione della strategia.

Il «la» della creatività per raggiungere la Miglior Ideale Raggiungibile Assieme.

La M.I.R.A. comune verso il target di riferimento.

Una volta costruito il team di lavoro, con una leadership di responsabilità, focalizzata sugli obiettivi e sulla strategia,  definiti i ruoli professionali indispensabili, occorre prendere la M.I.R.A , la Miglior Idea Raggiungibile Assieme per creare il coinvolgimento massimo delle persone che compongono il taget di comunicazione.

La metodologia Focus Group Creativa realizzata da Problem Solving permette di sviluppare tutti i potenziali creativi del team in un clima di massima collaborazione e  di ottenere i massimi risultati per procedere nei passi successivi di pianificazione, produzione e distribuzione di campagne comunicazionali sempre sotto controllo.

I benefici della ideazione Problem Solving, con una M.I.R.A.  precisa:

  1. Mettere a fuoco il “cosa” si vuole condividere.
  2. Avere un “target preciso” sul quale focalizzare il brand.
  3. Avere un  “chiodo” verbale che possa entrare nella mente del target
  4. Avere poi il “martello visivo” da inchiodare nella mente, il grido di battaglia, lo slogan che diventi memorabile e che vivrà il più a lungo possibile.

 

SEO e SERP non saranno più un problema!

E la campagna di comunicazione incomincia a prendere corpo.

ideazione problem solving
Se vuoi sapere come Problem Solving può essere utile alla tua organizzazione bastano un paio di clic.

Problem solving e la fiducia nel futuro del marketing

Futuro del marketing: Pubblicata l’edizione 2017 della ricerca dell’ Osservatorio BtoB Marketing Forum 

futuro del marketing problem solving programmatic adv

I risultati non stupiscono e confermano la fiducia nel futuro del marketing problem solving:

L’ approccio multicanale delle strategie di marketing B2B, con un mix di strumenti classici, dagli eventi alle P.R. e strumenti digitali, dalla programmatic advertising al social selling, dal lead management al lancio nuovi prodotti e all’indispensabile utiluzzo di piattaforme di CRM per integrare la Marketing Automation e ottimizzare le azioni di Marketing Analytics.futuro del marketing

Il 44% delle risposte indica come inadeguato lo staff aziendale alle esigenze e agli obiettivi delle proprie organizzazioni, mentre, per il 60,6% degli intervistati il budget di marketing tenderà a crescere nei prossimi 2-3 anni.

futuro del marketing

A questo punto sembra che la scelta ideale per le organizzazioni che desiderano adeguare le proprie risorse di staff sia l’outsourcing, ovvero la ricerca di strutture come la nostra in grado di offrire consulenza ed operatività, in termini di ritorno dell’investimento previsto, attraverso  lead management, ritenuto principale asset nel marketing human to human  dal 44% degli intervistati dichiara che la principale
sfida è migliorare i processi di lead management, l’assistenza nel lancio nuovi prodotti, indicato dal 31% degli intervistati, nell’implementazione di piattaforme di  CRM, indicato imprescindibile  dal 29% degli intervistati.

Problem solving è in grado di offrire i principali benefici evidenziati della ricerca
dal customer engagement, allo sviluppo di opportunità di cross e upselling, fino alle strategie di gestione efficace delle multicanalità.

futuro del marketing problem solving

futuro del marketing

Scarica qui i risultati-osservatorio-marketing-b2b-2017

Photo credit: unsplash.com, Jimmy-Chang

 

 

Competenze marketing. Abbiamo tutte le keyword.


Keyword come chiave di ricerca del consulente ideale.

L’ispirazione di questo articolo ci è venuta appena abbiamo ricevuto, appena pubblicata, la sintesi della ricerca realizzata dall’Osservatorio BtoB – Marketing Forum Edizione 2017 che evidenzia le competenze marketing necessarie da oggi a tre, quattro anni.

I risultati potete scaricarli qui, non entrerò nei dettagli della ricerca stessa, ma desidero approfondire quali siano le aspettative professionali delle imprese dal punto di vista degli skill che interessano alle imprese che necessitano di consulenze marketing.

competenze marketing

Sintetizzo dalla ricerca: le esigenze delle imprese, come la tua, da qui a tre, quattro anni saranno focalizzate su 5 aree strategiche di sviluppo:

1. Lead Generation e sviluppo del business
2. Analytics 
3. Customer Journey e Customer Retention
4. Digital Transformation
5. CRM e Data Management

Da qui le keyword delle competenze, il saper fare che problem solving può mettere a disposizione dei suoi clienti e che sono sintetizzate nell’immagine wordle.

Cosa sappiamo fare?  Sappiamo coordinare,  trasversalizzare queste competenze.  

Lead generation per lo sviluppo del business

L’ attività di lead generation rappresenta la prima fase dei processi di vendita. 
L’efficacia della lead generation necessita di competenze concernenti le attività e le azioni di comunicazione le competenze per segmentare i target da conquistare, le competenze di pianificazione, la capacità di partire “con la meta in testa” e saper programmare le tappe per saperci arrivare con le risorse disponibili.

La competenza indispensabile per soddisfare questa richiesta del mercato è la nostra spiccata capacità di immedesimazione con i bisogni, le aspettative, i desideri, le aspirazioni delle persone che compongono il target da raggiungere e sedurre, nel senso di voler portare a sé, al fine di saper stimolare in loro un reale interesse e saper quindi sviluppare opportunità qualificate.

Un’altra competenza, un po’’ verticale, ma anche trasversale è la capacità di organizzare con ordine una gran quantità di dati.  Se si raccolgono tanti lead poi occorre  saperli organizzare, per saperli poi segmentare, raggruppare in cluster omogenei per valore e potenziale.

Ultima, ma non ultima competenza problem solving è quella si sapersi misurare sui risultati ottenuti, sia quantitativi, sia qualitativi, senza alibi di sorta.

Analytics 

Questa attività è conseguente alla prima. Più lead si raccolgono, più dati si avranno da gestire per tenere sotto controllo l’imprevedibilità dei mercati: Le tecnologie ci sono, e molti manager, però , non si fidano: solo il 33% dei CEO dichiara di avere un alto grado di fiducia nella precisione dei dati secondo un sondaggio condotto da KPMG nel 2016.
La competenza problem solving  è quella di contribuire a decodificare i dati  per trasformarli in informazioni per decidere. I nostri clienti non vogliono dati, vogliono informazioni per saper dare le risposte giuste alle domande di routine su come:
posizionare i loro prodotti sia dal punto vista del prezzo, sia dal punto di visto dell’awareness, poter ingaggiare i clienti,  impostare investimenti e finanziamenti.

Il beneficio prioritario che problem solving offre ai suoi clienti è  trasversale, di prim’ordine: saper creare un rapporto fiduciario con il management, con il team di lavoro per riuscire a condividere informazioni, 
La soluzione del problema della fiducia sta nella capacità di creare un’aurea di comprensione e la comprensione nasce dal saper creare un linguaggio fatto per essere capito da chi deve ascoltare, non solo da chi deve spiegare, la nostra  key competence è quella di saper creare un linguaggio comune e condiviso.

competenze marketing

Customer Journey e Customer Retention

L’attività di Customer Journey rappresenta il processo d’acquisto, in tutte le su le fasi che devono essere superate affinché l’offerta si trasformi in valore concreto per l’impresa E’ la fase finale e naturale del funnel di vendita. Serve a comprendere il percorso che fanno gli utenti quando interagiscono con un prodotto o un servizio e fornisce molte informazioni utili al reparto vendite, comunicazione, promozione e sviluppo.
Oggi il progresso tecnologico può essere visto come un’arma a doppio taglio: da un lato rende più complicato andare a tracciare la customer journey map a causa della moltiplicazione dei luoghi di incontro tra consumatori e delle fonti informative; dall’altro facilita questo processo aiutando i marketer a studiare e a conoscere i proprio interlocutori grazie a dei software evoluti come quelli di CRM e marketing automation.
Le competenze necessarie spaziano quindi dalle conoscenze delle piattaforme applicative alle capacità di engagement, content management, al saper identificare le content strategy journey e conoscere a fondo le potenzialità delle piattaforme di analisi del traffico web sulle landing page dei siti aziendali a partire da Google Analytics.
Anche l’attività di Customer Retention, di continue relazioni di scambio con i clienti nel lungo termine è indispensabile per sfruttare a fondo il life time value dei clienti e per assicurare all’impresa un vantaggio competitivo e benefici economici duraturi. Problem solving è in grado di offrire ai suoi clienti il beneficio di condividere le esperienze maturate in oltre venti anni di esperienza formativa con Cegos Italia Spa con conoscenze e competenze che spaziano dai processi che coinvolgono i clienti all’organizzazione delle risorse umane, dalle strategie di business alle tecnologie utilizzate alle campagne di promozione e customer care messe in pista per fidelizzare il cliente finale. Su tutta la catena del valore.

Digital Transformation

Problem solving può affiancare i propri clienti nel processo di cambiamento continuo, trasversale a tutte le imprese che desiderano restare sul mercato con un miglioramento dell’efficienza operativa, la propria best practice, e della customer experience.

La fonte è una ricerca realizzata da SDA Bocconi, potete scaricarla qui PMI e digital. E’un po’ datata, è del 2014, ma aiuta a comprendere il potenziale del mercato del lavoro in questo campo per chi ha conoscenze nella capacità di misurare i ritorni sugli investimenti su applicazioni tecnologiche digitali, dal mobile analytics, social software e sistemi di collaborazione nel lavoro e condivisione di contenuti digitali. 

competenze marketing

CRM e Data Management

Crm data management è il punto di incontro tra big data management e l’advertising classico ed on-line e qui Problem Solving può esprimere il massimo delle sue abilità e fornire ai suoi clienti il beneficio strategico ed operativo per affiancarli nel successo delle loro attività di brand awareness, brand reputation, dalla fase di implementazione della piattaforma di CRM ideale per le loro esigenze fino alla gestione outsourcing delle campagne web, social e classiche sui media tradizionali. 

competenze marketing

Un perfetto connubio tra informazioni interne ed esterne per un mediamix ottimale, conveniente, misurabile e performante.
Sappiamo dare valore alla comunicazione, sappiamo comunicare e sappiamo condividere le informazioni, e soprattutto, sappiamo come  coinvolgere le risorse umane,  con una una vera e propria competenza di leadership situazionale, trasversale a tutti gli stile di leadership, sempre efficace perché si sa adattare a tutti gli ambienti grazie all’ “intelligenza emotiva” problem solving.

 

Marketing, per problem solving non è una funzione d’impresa, ma è tutto ciò che un’impresa fa, prima strategicamente, poi operativamente per generare valore: profitto tangibile e brand awareness intangibile.

Se non siete in accordo aggiungete un commento. Abbiamo argomentazioni fondate, ma la vostra opinione è importante per noi

competenze marketing

Programmatic adv By Problem solving

Programmatic adv by Problem solving marketing consultant

 

Programmatic adv By Problem solvingThe easy, cheapest  & efficient way to advertise.

Programmatic adv By Problem solving
Il processo di Programmatic adv By Problem solving finalizzato all’efficienza massima delle campagne display adv

Con Programmatic adv By Problem solving l’utente ottiene questi pratici benefici:

  • KPI assicurati e a costi sempre decrescenti.
  • Realizza le campagne ideali, semplici, efficienti e convenienti per generare traffico su landing page, siti aziendali, blog, e-commerce.
  • Con i massimi indici di reach, frequenza e pressione pubblicitaria
  • Con i minimi investimenti, scalabili fino al raggiungimento della massima efficienza.
  • Raggiungimento di target selezionati ai minimi costi possibili per:
–Engagement
–Clic rate: azioni (clic) sui banner in promozione
_ CPA: Costo per azione sul sito target
–Costi per mille impression
–Con budget minimi e sempre sotto controllo
–Nessuna negoziazione con le concessionarie
–Unico pannello di controllo per tutto il R.O.I. del budget.

–Di traffico al vostro sito o landing page.

–Di engagement.

–Di awareness.

–Di branding.

–Di business on line

–Di marketing on line

 

Chiedici cosa possiamo fare per raggiungere il tuo target:
http://www.problem-solving.net/

Se vuoi approfondire l’approccio metodologico e strategico di Problem solving alla pianificazione leggi qui:

http://www.problem-solving.net/

Perché è utile e indispensabile per realizzare campagne marketing WEB?

Perchè è un  processo continuo per focalizzare il target, ridurre i costi e massimizzare il ROI.

Programmatic adv By Problem solving
Il processo di Programmatic adv By Problem solving finalizzato all’efficienza massima delle campagne display adv

Il processo di Programmatic adv By Problem solving è sempre  finalizzato all’efficienza massima delle campagne display adv.

Accounting: contatto dedicato al cliente, elaborazione strategia e coordinamento con team interni.
Trading Desk: attivazione, gestione ed ottimizzazione campagne
Data Analyst: analisi audience e data strategy.
Reporting: valutazione periodica dei risultati, condivisione kpi.
Trasparenza: accesso a dashboard personalizzate, per avere sempre sotto controllo tutti i dettagli, in tempo reale, sulla campagna.
 Brand & Data Safety: black list proprietaria con oltre 100.000 siti bloccati e possibilità di integrarla con una propria.
Personalizzazione: sia a livello di gestione del cliente sia a livello di customizzazione delle soluzioni tecnologiche.

Perché una strategia di comunicazione Programmatic adv By Problem solving è sempre focalizzata su target specifici segmentabili:

–Per Area geografica:

Globale, tutto il mondo web geotargettizzabile fino al ivello di C.A.P.

Locale, dall’Italia intera ad un singolo comune

–Per passioni, interessi, argomenti del target:

  • Armi, Arts & Entertainment , Automotive, Business & Finance, Campioni Omaggio, Careers, Cinema, Community, Concorsi, Cultura, Donne, Eco – Green, Education, Family & Parenting, Food, Gaming, Health & Fitness, Hobbies & Interests, Lifestyle, Mail, Meteo, Music, News, Oroscopo, , Pets, Professional, Real Estate, Religion, Shopping, Sport, Tech, Travel , TV, etc.

–Con una presenza dei banner sulle massime testate nazionali e locali di news sempre in aggiornamento ed in incremento qualitativo e quantitativo:

  • 24live.it, affaritaliani.it, affaritaliani.libero.it, agrigentonotizie.it, amazon.it, amnotizie.it, amsicilia.it, andriaviva.it, ansa.it- attual.it –  bergamonews.it  – blitzquotidiano.it, canalesicilia.it, cataniatoday.it, citynews.it, correttainformazione.it, corriere.it, corrieredellosport.it, corrieredinovara.it,  corrierenazionale.it, crotoneinforma.it, , dagospia.com, directio.it, ebay.it, economy2050.it, gazzetta.it, gazzettadelsud.it, gazzettajonica.it, giornaledicalabria.it, giornaledierba.it, grossetooggi.net, ilfattoquotidiano.it, ilfoglio.it, ilgazzettino.it, ilgiornale.it, ilmattino.it,  ilmessaggero.it, ilmetropolitano.it, ilpost.it,  ilquotidianocalabria.it, ilrestodelcarlino.it, ilsole24ore.com, ilsole24ore.it, imperiapost.it, infocity.it, informatoredisicilia.it, justnews.it, lagazzettadelmezzogiorno.it, larivieraonline.it, lasicilia.it, lastampa.it, leggo.it, libero.it,  linchiestaonline.it, linkiesta.it, mail.libero.it, mail.tiscali.it, ail.virgilio.it, mailbeta.libero.it, manzoniadvertising-donna-premium.it, manzoniadvertising-donna.it, manzoniadvertising-informazione-premium.it, manzoniadvertising-informazione.it,  manzoniadvertising-natura-scienze-premium.it, manzoniadvertising-natura-scienze.it, manzoniadvertising-salute-benessere.it, manzoniadvertising-spettacoli-cultura-premium.it, manzoniadvertising-spettacoli-cultura.it, manzoniadvertising-uomo-premium.it , manzoniadvertising-uomo.it, marchenotizie.it,  mediaset.it,  messaggero.it, miapavia.it, newsbiella.it,  notonews.it, novaratoday.it, oggicronaca.it, ostuninews.it, palmaonline.it, parmatoday.it, piazzasalento.it, pressnewsweb.it, qds.it, quiquotidiano.it, quotidianolacitta.it, quotidianomolise.com, ragusatg.it, repubblica.it, rossanocalabro.it, sardegnalive.net, sardegnaoggi.it, serviziopubblico.it, sestonotizie.it, subito.it, termolionline.it, tiscali.it, viamichelin.it, virgilio.it, e tanti altri definibili in sede di inventory di Programmatic adv By Problem solving
  • Un’unica piattaforma per comunicare a chi si vuole, come si vuole, laddove il target vive e … 
  • …retargeting continuo fino al raggiungimento della massima convenienza per call to action realizzata.

 

Continua la lettura di Programmatic adv By Problem solving

Perché Problem Solving in media planning

 

Problem Solving e programmatic adv marketing

Perché marketing Problem Solving in media planning

La metodologia marketing Problem Solving 

Per prima cosa cerchiamo di definire qual è il problema cha causa la percezione del problema. Questo è il primo e fondamentale passo della metodologia Problem Solving. Sembra starano, ma nella maggioranza dei casi ci si dimentica di questo primo passo

Cerchiamo di fare chiarezza sui termini:

Scopo: è l’obiettivo che si desidera ottenere. Senza scopo non ci sono soluzioni possibili, partire sempre con la meta in testa.
Situazione: è il risultato di analisi, spesso analisi SWOT che analizzano punti di forza e debolezza interni al sistema e opportunità e minacce esterne al sistema, al processo che si sta analizzando.
Problema: è spesso il risultato di una causa, interna o esterna al processo che si sta analizzando
Causa: ostacolo al raggiungimento dello scopo. Un dente di cane che blocca il meccanismo, il processo.
Ispirazione, creatività immaginazione di soluzioni diverse: generazioni di opzioni praticabili per risolvere il problema, eliminarne le cause, scegliendone quella “ideale”.
Soluzione: applicazione concreta e pratica dell’opzione “ideale” alla rimozione della cause e alla soluzione definitiva del problema.
Come consulenti ci impegniamo ad esser Problem Solver, proattivi e sempre positivamente propositivi.
Ci sono diversi modelli di pensiero utili come il pensiero strategico, il pensiero emozionale, il pensiero realistico, il pensiero empirico e così via. Ogni modello di pensiero, rappresenta un paradigma, un punto di vista diverso, un occhiale diverso con il quale osservare la situazione. Più paradigmi vengono utilizzati, più modelli di pensiero vengono utilizzati più si possono generare opzioni di soluzione diverse e migliorare l’efficienza della attività di Problem Solving.
Per chiarirci facciamo un esempio: In una impresa esiste il perenne conflitto tra direzione commerciale e direzione marketing e comunicazione. Mentre il responsabile commerciale è valutato in base alle rotazioni delle scorte di magazzino ed al fatturato nella stessa impresa il responsabile comunicazione, il product manager, può esser valutato in base ai KPI che è in grado di ottenere nel raggiungimento dell’awareness dei marchi che gestisce.
Spesso succede che all’aumentare dell’awareness di un marchio aumentino di conseguenza le vendite nel medio periodo, perché la comunicazione seminata deve avere il tempo per maturare presso il target di comunicazione mentre nel breve periodo, il target di vendita, i distributori, non avvertono nessun cambiamento e per gestire le scorte e raggiungere il fatturato la direzione commerciale agisce con delle promozioni al trade, a tutto discapito della marginalità del marchio.
Il problema sarà il gap tra il ROI generato a fine anno e il ROI perso a causa delle promozioni.

Perché Problem Solving
Conflitto tra direzione commerciale e direzione comunicazione: L’azione promozionale incide negativamente sul margine ma aumenta fatturato e vendite nel breve periodo, vanificando l’azione di brand value esercitata dalla comunicazione nel medio termine. Problem Solving agisce strategicamente cercando di negoziare questo conflitto  agendo contemporaneamente sui due processi generando soluzioni di brand awareness più veloci possibili.

Le cause? Due paradigmi, due modelli di pensiero diversi. Una assenza strategica. Due percezioni emotive diverse del processo.

Il problema? Cresce il fatturato a discapito dei margini, mentre la comunicazione tende ad aumentare la percezione del valore: una malefica contraddizione strategica.
La soluzione? Una negoziazione comune tra i due manager tra l’efficacia della comunicazione nell’incidere sulla percezione del valore del marchio nel medio lungo termine, una strategia condivisa.
Problem solving strategico, insomma.

Possiamo fare molto per risolvere questo problema riscontrabile in molte organizzazioni. Chiedeteci cosa possiamo fare.

 

Scoprite le nuove opportunità ed i benefici che possiamo offrirvi con le nuove tecnologie problem solving e programmatic adv marketing

 

Strategia Marketing Problem Solving

1 Strategia Marketing Problem Solving

Gli obiettivi si concordano con il Cliente:

Sono sempre Specifici, Misurabili, Ambiziosi, Raggiungibili e Temporizzati.

La Strategia che suggeriamo è sempre innnovativa: Human to Human, sia che l’impresa Cliente operi nel business to business, sia che si rivolga al consumatore finale.

Sia che l’impresa sia orientata verso buyer, sia verso i consumatori,  per Problem Solving la strategia è comunque una relazione tra persone.

Oggi si può. Con strategie orientate all’ influence marketing siamo in grado di sviluppare i processi ideali per comunicare one to one verso tutti i clienti.

La  Strategia Marketing Problem Solving creativa è la strategia marketing finalizzata al raggiungimento degli obiettivi SMART.

Chiedeteci come realizzarla.

Ve  lo spieghiamo di persona.

Perché i nostri Clienti sono prima di tutto delle persone.

Il concetto di  Strategia Marketing Problem Solvingper Problem Solving.
Tutta l’impresa fa marketing e profitto e brand ne sono le conseguenze.
Politiche di Prodotto, politiche Prezzo, politiche di Distribuzione e politiche di Promozione (Brand awareness), Politiche di Soddisfazione del Cliente inteso come essere umano con i suoi bisogni espressi e non espressi. Solo capendo i cambiamenti dell’ambiente esterno si possono modifare le politiche d’impresa e focalizzare la comunicazione per soddisfare le esigenze emergenti nei clienti che si desiderano, perché sono coloro che sanno comprendere il valore che l’impresa sa offrire con il suo impegno quotidiano.

 

Come far crescere, l’engagement, con una buona strategia, con le tattiche “ideali”

(fonte: marketingsherpa.com)

Effective-Email-List-Growth

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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MARKETING DISTINTIVO PROBLEM SOLVING

Come superare le definizioni classiche del marketing per competere con un marketing mix distintivo?

Secondo l’AMA, American Marketing Association, il concetto di marketing, approvato nel passato luglio 2013 è il seguente e non sembra proprio essere distintivo:

Il marketing è l’attività, l’ insieme di istituzioni e processi per la creazione, la comunicazione, la distribuzione e lo scambio di offerte che hanno valore per clienti, partner e società in generale.

Secondo noi questa definizione non è particolarmente esaustiva perché non tiene conto del fatto che nel mercato agiscono contemporaneamente sia competitor, sia concorrenti.

Come creare un marketing mix distintivo, allora?

Infatti esiste una differenza sostanziale tra concorrenti e competitor che influiscono nel macro ambiente imprenditoriale:

I concorrenti fanno le stesse cose, cercano la quota di mercato ed agiscono sugli stessi clienti. I concorrenti nel mercato son come i concorrenti in una maratona cittadina, anche se a New York, son lì per partecipare, non per vincere.

I competitor possono erre invece paragonati agli atleti olimpionici, si preparano anno dopo anno e partono per vincere l’oro, solo in una disciplina, però!

Per essere competitivi, invece, prima si scelgono i clienti che si desiderano raggiungere, poi si determinano le leve di marketing distintivo per posizionarsi al primo posto nel loro processo di acquisto.

http://www.problem-solving.net/marketing-distintivo-problem-solving/

Le ricerche di mercato sono il punto di partenza della competitività.

Così, come per l’AMA la ricerca di marketing marketing è la funzione che collega consumatore, cliente e pubblico attraverso le informazioni utilizzate per identificare e definire opportunità e le minacce e generare, perfezionare e valutare le azioni di marketing;
monitorare le prestazioni dell’impresa e migliorare la comprensione del marketing come processo.

Qui entra il gioco, diventa indispensabile Problem Solving per risolvere i gap, i problemi che emergono dalle ricerche di marketing. Dalle ricerche emergono le le informazioni che dettagliano il gap tra ciò che l’impresa è e ciò che invece desidera essere

Problem Solving idea, progetta il metodo per la raccolta delle informazioni, gestisce e implementa il processo di raccolta dei dati, analizza i risultati e comunica i risultati e le loro implicazioni.

Iniziamo con la fase P.A.R.K. la ricerca delle cause che generano la non competitività: P.A.R.K. Il parcheggio prima della competizione.

Proteggere le cose che possediamo e che hanno valore per i clienti che desideriamo raggiungere,.

Acquisire  le cose che valutiamo importanti e non abbiamo, quindi desideriamo  acquisirle perché sono indispensabili per i clienti che si desiderano.

Rimuovere  le cose si posseggono ma che non aiutano la competitività perché non sono considerate di valore dai clienti che desiderano

Keep out , ovvero tenere lontane le cose che non abbiamo e che non sono desiderate, o non son considerate valoriali  dai clienti desiderati e le teniamo fuori dal micro ambiente

P.A.R.K. in Problem Solving per migliorare sempre di più il marketing mix competitivo!

Vuoi sapere come possiamo esserti utile?

Lascia un commento e sarai contattato entro 24 ore.

Photo by Josh Calabrese

Problem Solving e la connettività evolutiva

Problem Solving e la connettività evolutiva  delle strategie di marketing.

La connettività sta cambiando le strategie di market-ing problem solving.

Problem solving e la connetttività

Siamo molto attenti a come la  connettività evolutiva rivoluziona il concetto di marketing. Abbiamo sempre creduto che la parola di marketing dovrebbe essere scritto come market-ing ,  non è un sostantivo è un verbo coniugato nella forma del gerundio, progressivo, un presente continuo. Problem solving e la connetttività

Scrivendolo e pronunciandolo così si può comprendere che  market-ing rappresenta il risultato che impresa è in grado di produrre:  sia per gli aspetti tangibili di profitti e, o, perdite, sia per gli aspetti più intangibili di brand reputation e brand awareness in mercati in continua evoluzione.

Gli indizi e le tendenze sono lì, pronte per esser colte. 

Si stanno affacciando al mercato nuove generazioni di  clienti, sta emergendo a livello globale giovane, urbano, di classe media con una forte mobilità e connettività e che sarà quella che rappresenterà la maggioranza in un prossimo futuro,  

Mentre i mercati maturi si devono confrontare con l’invecchiamento della popolazione, i mercati più emergenti si stanno godendo il dividendo demografico di popolazione più produttiva e più giovane.

Non sono solo giovani, ma son anche migranti. Stanno  rapidamente migrando verso le aree più urbanizzate  e stanno adottando gli stili di vita delle grandi città uno stile di vita delle grandi città.  Pensate un attimo ai primi migranti che oggi si sono riusciti ad integrare nella nostra società. Sono una minoranza rispetto alla totalità, ma ci sono, E in un mercato globale, non globalizzato, ma globale rappresentano una nicchia molto voluminosa.

La maggior parte di questi appartiene ormai alla classe media o superiore ed,ha un buon potere d’acquisto. Salendo da uno status socio-economico più basso,  aspirano a realizzare grandi obiettivi, vogliono fare esperienze sempre più raffinatele, cercano di emulare i comportamenti delle persone appartenenti alle classi superiori. Per queste caratteristiche rappresentano un target interessante per le politiche di marketing da attuare.

Millennians.

Sono i Millennians, nuovi clienti e potenziali clienti del futuro.

Problem Solving e la connettività evolutiva delle strategie di marketing.

 

La loro mobilità li distingue da altri target.  Si muovono, sono sempre in giro, spesso sono pendolari e vivono ritmi di vita sempre più veloci. Per loro tutto è immediato, in tempi rapidi  quasi con ritmi da linguaggio  televisivo, anche se si espongono poco a questo media e, quando sono interessati a temi visti in televisione, essendo sempre connessi, approfondiscono, cercano informazioni sui  loro  dispositivi mobili.

Quando devono decidere se comprare qualcosa in-store, in un punto vendita, ricercano prezzo e qualità in linea con le informazioni che hanno elaborato.

Essendo nativi digitali,  possono prendere decisioni di acquisto ovunque e in qualsiasi momento, da una vasta gamma di dispositivi.  Nonostante la loro esperienza virtuale in Internet, amano sperimentare le cose fisicamente.  Hanno un high-touch value quando interagiscono con i brand e vogliono toccare, annusare, assaporare, portare ai loro sensi il sogno informativo che hanno elaborato dall’esposizione al media televisivo fino alle ricerche fatte sul web e sui social network.

Sono anche molto virtualmente sociali, comunicano e si fidano l’un l’altro inuna continua connessione tra membri di diverse “tribù” con i membri delle quali provano forti sensi di appartenenza e di stima reciproca.

La connettività. Mito o opportunità?

La connettività è senza dubbio il più importante punto di svolta nella storia del marketing.

Certo, non può più essere considerata una nuova parola d’ordine, ma sta cambiando molti aspetti del marketing e non mostra segni di rallentamento.

La connettività ha messo in discussione molte teorie tradizionali e i principali presupposti che marketer  avevano imparato su clienti, prodotti, e la gestione del brand.

La connettività riduce in modo significativo i costi di interazione tra imprese, dipendenti, partner di canale, su tutta la catena del valore, i  clienti,  gli stakeholder, i partner ed i collaboratori. E ciò abbassa,  a volte,  le barriere all’ingresso  a nuovi mercati, consente lo sviluppo del prodotto concorrente, e riduce il lasso tempo per la costruzione del brand.

Ci sono stati diversi casi nei quali la connettività ha stroncato imprese che vivevano sulla rendita delle apparentemente alte barriere d’accesso al loro mercato:

Amazon, ad esempio, ha fatto chiudere molte librerie  e in seguito sta minando l’industria editoriale compresa quella dei quotidiani che perdono vertiginosamente diffusione e readership, anche se riconquistano lettori virtuali sui loro siti web.

Con simili modalità, Netflix ha stroncato i Blockbuster, Spotify e Apple music hanno cambiato i processi  di distribuzione musicale nel mondo.

La connettività cambia anche le modalità d’osservazione dei competitor.

Oggi, la collaborazione con i concorrenti e con i fornitori e la co-creazione con i clienti sono sempre più centrali nelle strategie di marketing problem solving.  

Competere  non è più un gioco a somma zero. I clienti non sono più soggetti passivi.

La connettività accelera le dinamiche di mercato, fino al punto in cui per un’impresa è praticamente impossibile contare solo sulle sue risorse interne per competere sul mercato. Le imprese si trovano di fronte a nuovi paradigmi come quello che per competere, a volte si deve collaborare con soggetti esterni e anche coinvolgere nella propria catena del valore sia i suoi clienti dal massimo potenziale, sia i propri fornitori.

Nonostante l’influenza evidente, la connettività è spesso sottovalutata e vista come una semplice applicazione delle nuove tecnologie. Un problema che i marketer devono affrontare e spesso non  vogliono affrontare.

E vedere la connettività  esclusivamente da un punto di vista tecnologico è,  spesso,  molto  fuorviante.

Nel contesto delle strategie marketing molti vedono la connettività semplicemente come una piattaforma di CRM, un database evoluto, senza pensare che CRM significa  gestire tutta l’impresa basandosi sulle relazioni con i clienti.

Serve una visione di ampio respiro per evitare la trappola della tecnologia fine a sé stessa e, se  è vero che la connettività è stata guidata dalla tecnologia e anche maggiormente verosimile che le tecnologie stiano diventando uno degli  asset strategici sempre più importanti per la vita di qualsiasi impresa, dimenticando il valore ben più profondo della relazione. 

Tante vite sempre più connesse.

Da CONSUMER BAROMETER:  L’Italia è sempre più connessa. Oggi gli Italiani sono più connessi e sono più dipendenti da Internet per fare acquisti”

“Gli smartphone permettono alle persone di guardare video online più spesso.
90% in casa e 31% anche fuori casa. La concentrazione degli utenti sui video è
altissima, anche quando li guardano da un dispositivo mobile” .

Smartphone, tablet, laptop e schermi televisivi ci connettono con la rete.

Gli schermi stanno diventando così importanti nella nostra vita che spendiamo quotidianamente  più di quattro ore del nostro tempo libero  davanti a molteplici schermi, simultaneamente.

Entro il 2019, tra un paio d’anni, secondo una previsione di Cisco, vedremo un incremento del traffico Internet globale alimentato da più di 11 miliardi di dispositivi mobili connessi.

Con una portata così massiccia, la connettività sta trasformando i comportamenti d’acquisto. I clienti entrano nei punti vendita già informati. La ricerca di Google mostra che otto su dieci utenti di smartphone negli Stati Uniti fanno una ricerca cellulare all’interno del punto vendita prima di effettuare un acquisto.

Anche quando si guarda la pubblicità televisiva, il  pubblico televisivo fa una ricerca sul suo apparato mobile. E questa è una tendenza che colpisce i clienti a livello globale. 

Per un marketer quando si può considerare chiusa una vendita?

Se siete marketer problem solving evoluti avrete rispost: “quando il cliente riacquista”! Le altre risposte sono ormai obsolete. I prodotti che godono un buona brand reputation sul web consentono anche la trasparenza. I social media come facebook ed Instagram consentono ai clienti di mostrare e condividere la loro esperienza d’acquisto, che, se positiva  ispira altri clienti. Fate una navigata virtuale su  TripAdvisor e Yelp e osservate come i clienti si informano prima di scegliere un hotel! 

 

Sinergie olistiche

L’olismo (dal greco όλος, cioè “la totalità”, “globalità”) è una posizione teorica basata sull’idea che le proprietà di un sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti.  Dal punto di vista “olistico”, la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente dalla somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente.

Così, per abbracciare pienamente la connettività evolutiva abbiamo bisogno di comprendere appieno tutto il processo che è in grado di generare valore, per ogni impresa , olisticamente, fino ad ottenere una connettività esperienzialmente, sociale.

Ogni evoluzione è un destino

Se è pur vero i nativi digitali, sono oggi rappresentati dai clienti più giovani che sono stati i primi ad adottare la connettività, è sempre pur vero che stanno ispirando i consumatori  più adulti ad utilizzare il web per connettersi e informarsi prima di agire, prima di acquistare.  Così come ogni prodotto ha il suo ciclo di  vita, ogni mercato ha un suo ciclo di vita, anche ogni processo d’acquisto ha il suo ciclo di vita.  Nel corso del tempo, quelli che oggi sono i nativi digitali diventeranno la maggioranza e la connettività alla fine diventerà la nuova normalità. Problem Solving e la connettività evolutiva  delle strategie di marketing.

Contatto

 

Rif.: Branding Strategy Insider – Philip Kotler, tratto dal suo libro, Marketing 4,0 

Problem solving e la connetttività