Archivi categoria: Marketing Problem Solving

Il marketing dei clienti. cos’e’?

Il marketing dei clienti, noto anche come marketing relazionale e marketing one-to-one, o consumer marketing, cerca di mantenere e sviluppare relazioni proficue con i clienti esistenti rispetto all’acquisizione di quelli potenziali.

In quanto tale, il marketing dei clienti pone il cliente al centro delle decisioni dell’impresa  e si focalizza su programmi che sviluppano proficue relazioni a lungo termine e con i clienti.

Il marketing dei clienti è una disciplina dalle molteplici sfaccettature, che include una serie di strumenti, tattiche e canali, tra cui:

  • Ricerca del cliente
  • Analisi dei dati , inclusi segmentazione e modellazione
  • Personas dei clienti, figure inventate che rappresentano le diverse tipologie di cluster di utenti
  • Targeting e personalizzazione
  • Servizio clienti e esperienza del cliente
  • Mappatura del percorso del cliente e ciclo di vita del cliente
  • Comunicazioni omnicanale
  • Trigger marketing, eventi che si scatenano al verificarsi di una determinata condizione che tiene conto di tre fattori principali: tempo, luogo e sequenza.
il marketing dei clienti

Quali sono i benefici del marketing dei clienti?

In particolare, il marketing dei clienti Problem Solving offre alcuni vantaggi tangibili, legati al profitto, rispetto alla concentrazione sulle acquisizioni di nuovi clienti.

Per esempio:

Mantenere un cliente è sempre meno costoso rispetto all’acquisizione di uno nuovo.: da 5 a 25 volte.

Aumentare la fidelizzazione dei clienti del 5% può comportare aumenti di profitto dal 25 al 95% .

Un cliente attuale ha una probabilità del 60-70 percento di acquistare da te contro il 5 o il 20 percento per un potenziale cliente

I clienti abituali possono spendere fino al 60 percento in più per transazione rispetto ai nuovi arrivati

Come si crea una strategia di marketing del cliente?

Il processo che segui per sviluppare una solida strategia di marketing del cliente e campagne di supporto può anche informare i tuoi nuovi piani di acquisizione dei clienti. Tutto inizia con questi quattro passaggi:

Definire i tuoi obiettivi
Capire i tuoi clienti
Sviluppare la strategia di marketing del cliente
Implementazione, misurazione e perfezionamento della strategia di marketing del cliente
Passaggio 1: definizione degli obiettivi di marketing dei clienti
La maggior parte delle iniziative di marketing dei clienti si concentra su uno o più dei seguenti obiettivi strategici:

Aumentare il coinvolgimento e la fedeltà dei clienti
Aumentare la fidelizzazione dei clienti (e diminuire l’attrito dei clienti)
Gestisci il tuo ciclo di vita del cliente dalla considerazione all’acquisto e oltre
Promuovere l’utilizzo, la vendita incrociata e / o l’up-selling di prodotti o servizi
Identificare e sfruttare i momenti di attivazione nel ciclo di vita del cliente o nel percorso di acquisto

Capire i tuoi clienti

Il primo passo del processo di marketing del cliente è capire i tuoi clienti utilizzando la ricerca e l’ analisi . L’obiettivo principale di questo passaggio è acquisire informazioni sui clienti in modo da poter trasformare tali informazioni in azioni.

Un ottimo punto di partenza è la ricerca sulla soddisfazione del cliente. Ad esempio, rivedi i risultati dei sondaggi sulla soddisfazione dei clienti per scoprire i punti comuni di attrito che potrebbero influire sulla fidelizzazione dei clienti o scoprire nuove opportunità di prodotto. Potresti trovare un problema ricorrente relativo al servizio clienti o idee brillanti per migliorare l’esperienza del cliente.

La ricerca del cliente può anche aiutare a comprendere le esigenze dei tuoi clienti. Ciò ti consentirà di informare meglio coinvolgimento, conservazione, ciclo di vita, fidelizzazione, cross-sell, up-sell e attivare strategie di marketing.

I dati dei clienti – come nomi e indirizzi postali, indirizzi e-mail, cronologia degli acquisti, ecc. – sono un’altra potenziale fonte di informazioni. Puoi utilizzare la segmentazione dei clienti sui tuoi dati per dividere i clienti in gruppi in base a caratteristiche condivise.

Una segmentazione di base dei clienti potrebbe comportare scadenze, frequenza e denaro (RFM), raggruppare i clienti in base a quanto recentemente hanno effettuato un acquisto, con quale frequenza hanno effettuato un acquisto e quanto spendono.

La segmentazione del cliente può anche coinvolgere tecniche più sofisticate come algoritmi di clustering e modelli predittivi. Gli algoritmi di clustering, ad esempio, raggruppano statisticamente come clienti in gruppi in modo da condividere il maggior numero di variabili in comune (ad esempio, età, reddito, acquisti, canale di acquisto, ecc.).

È possibile utilizzare centinaia o addirittura migliaia di variabili di dati per creare segmenti di clienti unici.

Creare un personaggio o profilo per descrivere ciascun segmento può essere molto utile per rendere i segmenti più “reali” e fruibili. Di seguito è riportato un esempio di due panoramiche sulle persone.

Sviluppo della strategia di marketing del cliente

La tua strategia di marketing specifica e per il tuo cliente dipenderà dai tuoi obiettivi.

Definiti insieme gli obbiettivi il passaggio successivo è rappresentato dalla implementazione, misurazione e perfezionamento della strategia di marketing del cliente

Senza tracciamento e misurazione, non è possibile definire obiettivamente cosa funziona e cosa no.

Può aiutare con qualsiasi cosa, dall’allocazione del budget, allo sviluppo, al mix di benefici e molto altro.

Di anno in anno, con il passare del tempo, i tuoi dati ti forniranno informazioni che ti permetteranno di elaborare piani basati su informazioni oggettive piuttosto che fare affidamento su ciò che si è fatto in passato, sull’istinto o sulle pressioni della concorrenza.

Mantenere in continua crescita i clienti

Nessuno metterà mai in discussione la necessità di continuare a portare nuovi clienti. 

Ma se si mantengono i clienti, ogni attività non crescerà mai. 

Noi di Problem Solving con strategie di marketing del cliente ci dedichiamo a perseguire questa causa per i nostri clienti. 

In poche parole, abbiamo la passione di aiutarvi a creare proficue relazioni di lungo termine con i tuoi clienti.

Implementazione, misurazione e perfezionamento della strategia di marketing del cliente

Siamo pronti ad implementare la tua iniziativa di marketing dei clienti. Ma ciò non significa che sia tempo di sedersi e rilassarsi. 

Piuttosto, è il momento di monitorare e misurare le prestazioni della tua iniziativa in futuro, quindi utilizzare tali dati per perfezionare e migliorare continuamente la strategia di marketing dei clienti.

Senza tracciamento e misurazione, non è possibile definire obiettivamente cosa funziona e cosa no. 

Può aiutare con qualsiasi cosa, dall’allocazione del budget, allo sviluppo, al mix di benefici offerti e tanto altro. 

Anno dopo anno, con il passare del tempo, i tuoi dati ti forniranno informazioni che ti permetteranno di elaborare piani basati sui dati oggettivi piuttosto che fare affidamento su ciò si rischia di fare senza un piano marketing per i clienti: basarsi solo sulle percezioni e sull’istinto istintivo o, ancora peggio, in reazione alle pressioni della concorrenza.

Marketing del cliente
Voi approfondire cosa possiamo fare per te? Basta un clic.

Storytelling di Marketing.

Anche il tuo pubblico ha un’audience.
Vogliamo comunicare con loro e, soprattutto, attraverso di loro con uno Storytelling di Marketing.

STORYTELLIG DI MARKETING

Perché in tutti i social media convivono reti di audience autonome.

Cosa ti è più utile uno storytelling di marketing o un marketing con uno storytellyng? Chiunque può creare contenuti che catturino l’attenzione delle persone, ma non tutti sanno affascinare e spingere all’azione.

Ognuno nella rete ha una propria audience, comunicare a Franco significa comunicare anche alla sua audience.

La sfida è quella di coinvolgere l’audience del tuo pubblico.

Storie importanti comunicano con le persone e, soprattutto attraverso le audience delle le persone. Problem Solving accetta questa sfida, per i suoi clienti vuole andare oltre il concetto di target group, per connetterci con i protocolli Open Graph, usato in modo massiccio da Facebook e da altri social.

Il fulcro del nostro lavoro si sposta verso il storytelling di marketing, dalle impression alle espressioni per poter offrire un valore ai nostri clienti che sia trasmesso alle loro reti:

Con l’ informazione si crea valore.
Con la rilevanza si crea il nuovo virale.
L’utilità diventa esperienza.

L’obiettivo ambizioso è quello di riuscire a comunicare con e attraverso le audience delle persone e creare una comunità di fan dei nostri clienti.

La sfida è creare una storia coinvolgente, pertinente, utile, credibile, desiderabilmente aspirazionale e legittimamente coerente con gli obiettivi di marketing del nostro cliente..

Bene, lascia che ti racconti una storia …

C’era una volta un giovane e brillante cantastorie che
desiderava affascinare i cuori e le menti di tutti.
Ma, ahimè, questo aspirante narratore,
come tanti altri speranzosi chansonnier fu accolto
con grande resistenza.
Il pubblico era già stanco, e esaurito perché aveva già visto e sentito molti altri famosi cantori, cantambanchi, canterini, giullari e menestrelli. Gli avevano rovinato la scena.

È qui che inizia la nostra storia.

Il mondo non potrà essere veramente incantato fino a che non incontrerà una nuova storia ed un modo nuovo di raccontarla
E c’è sempre la speranza in un nuovo inizio.

Ricordiamoci sempre che possiamo essere coloro che possono illuminare il mondo con la luce del sole.

Fonte: Biancaneve

Una buona storia è personale.
Le buone storie accendono l’ immaginazione.

TED, il fornitore di idee che valgono , crede che le storie affermino chi siamo e ci permettono di sperimentare, di percepire le somiglianze
tra noi e gli altri, siano essi reali o immaginati.

Le storie ci aiutano a dare un senso alle nostre vite.
Non esiste uno standard per la narrazione.

Ma, ci sono pilastri comuni per costruire storie di successo

Le grandi storie hanno il potere di trasformare le nostre percezioni del mondo e la nostra posizione al suo interno.
Iniziamo dalle basi.
Spesso, i marketer fanno confusione e non conoscono ancora la differenza tra una narrazione e una storia, una storia e un aneddoto.

Queste sfumature contano se si è interessati al pubblico che si desidera coinvolgere, alle loro esperienze e a cosa stanno vivendo in quel momento.

Preferite una storia da vendere o una storia da raccontare?

La storia è un resoconto strutturato di persone immaginarie o reali e
eventi.

Include un’impostazione, una trama, personaggi e una sequenza di eventi.
La narrativa è una sequenza di eventi, organizzata in una storia.

È la scelta di quali eventi e in quale ordine metterli in relazione,
piuttosto che la storia stessa che crea valore.
Gli aneddoti illustrano un punto.
Possono essere momenti, incidenti o lezioni divertenti, stimolanti, che cambiano la vita, a volta anche tragicamente.

STORYTELLIG DI MARKETING
Una storia di valore si appoggia sempre sui suoi due pilastri fondamentali: le narrazioni e gli aneddoti. Senza aneddoti e senza narrazioni, non c’è storia che tenga!

Siamo estremamente consapevoli che una campagna di marketing è esattamente l’opposto di una parabola narrativa tradizionale.

Hai mai osservato le parabole contenute nelle grandi storie?
Seguono tutte la stessa sceneggiatura di base:

  • All’inizio, la storia inizia e si costruisce con un protagonista che vuol raggiungere un suo obiettivo.
  • Dopo un po’ di tempo, al centro della storia, la storia si appiattisce un po,’
  • poi arriva il climax avverso all’obiettivo.
  • Verso la fine c’è il successo o il fallimento e finalmente
    una risoluzione finale, nel bene o anche nel male.

Commedia o tragedia gli antichi greci ci hanno insegnato tutto.

Le parabole delle campagne di semplice e gelido marketing sono invece quasi l’opposto di questa:

  • Budget.
  • Creativo.
  • Approvazione.
  • Realizzazione.
  • Poi c’è il lancio!
    GUARDA QUI! HEEEEEEYYYYYYYYYYY!
    GUARDA !!!
    “e poi…
  • …fine, fatto… “quando le risorse, il budget si esauriscono, fine dei giochi.

Non è una gran parabola quella del marketing di pura pubblicità!

Meglio una strategia con uno Storytelling di Marketing che invece di finire a fine di un grande budget cresce nel tempo con piccoli budget.

Vuoi sapere come possiamo creare una storia di valore per il tuo brand, ricca aneddoti utili, con una narrazione ricca di informazioni?
Uno Storytelling di Marketing.?


Contattaci per una consulenza di valore. Basta un clic

Oppure lascia un commento, facci qualsiasi domanda, ti risponderemo entro 24 ore.

marketing per il content marketing BtoB?

Ironia della sorte, il content marketing rischia di diventare un filtro di marketing, come se fosse una bolla all’interno della strategia di marketing.

Molti concetti che leggiamo, che sentiamo dire alle convention alle quali partecipiamo, ciò che osserviamo sia nel mondo virtuale del WEB, sia nella nostra vita reale, è celebrato online e cerchiamo di condensarlo nel nostro lavoro

Molto di tutto ciò è senz’altro degno di attenzione, ma quale relazione c’è tra il brand del nostro cliente e tutto ciò che si vede, si sente, si legge?
Poca.

La relazione tra brand e pubblico è tutta da costruire. E’ unica.

Almeno così dovrebbe essere.

STRATEGIE DI MARKETING PER IL CONTENT MARKETING

La cosa migliore che possiamo fare è ascoltare il mercato del nostro cliente, cosa dicono le persone di quel brand, cosa dicono i competitor, come viene vissuto il prodotto, il servizio dei nostri clienti.

Seguiamo una regola aurea della customer satisfaction:

Non chiedere mai direttamente cosa pensano i tuoi clienti dei nostri prodotti, fallo chiedere a qualche altra persona, magari già in empatia col cliente.

Non c’è nulla di meglio! Ci fa sapere di più su come aver successo. Ci piace imparare dalle persone che ritengono importante il prodotto o il servizio che vogliamo valorizzare.

Troppo spesso, il content marketing non riguarda il pubblico, ma riguarda il cliente.

Come consulenti marketing, nella nostra esperienza abbbiamo notato che molto spesso i contenuti delle campagne non sono stati creati per il pubblico che si vuole coinvolgere, ma per le persone che approvano il lavoro dei creativi.

Avversione al rischio, regolamenti, conformità alle linee corporate, e aspetti legali frenano, vincolano la creatività.

Non è un marchio, non è questo il messaggio!
Non possiamo dirlo! Non verrà mai approvato!
Abbiamo ascoltato infinite pretesti per non innovare a partire da si è fatto sempre così!

Conoscendo il mercato B2B, dopo aver viaggiato un po’ per tutto il mondo, ed aver conosciuto buyer e key account, cosa abbiamo scoperto?

Abbiamo scoperto che, guarda il caso, anche loro sono persone e che, tutto sommato, il loro comportamento d’acquisto è molto simile a quello dei consumatori.

Era solo una sensazione esperienziale, quindi soggettiva, ma poi abbiamo letto una ricerca, pubblicata da Gartner, scaricabile qui : l’80% degli buyer B2B si aspetta la stessa esperienza d’acquisto dei clienti B2C!

I clienti B2B si aspettano lo stesse esperienze personalizzate e trasparenti, cross-channel e cross-device dei consumatori.

MARKETING PER IL CONTENT MARKETING

Ci siamo quindi fatti una domanda.

Come vivono il processo d’acquisto i buyer BtoB?

La risposta è in questa mappa, una infografica un po’ complessa, ma che corrobora e rinforza le nostre opinioni sul comportamento d’acquisto dei buyer BtoB

MARKETING PER IL CONTENT MARKETING
L’a grafica pubblicata, da Forrester e Analyst Lori Wizdo  è molto complessa.
La ragione di questa complessità è dovuta al fatto che esiste una consapevolezza che gli acquirenti, in tutti i settori e mercati sono unici.
Secondo l’articolo di cui è stata tratta questa immagine, “… esperti di marketing sanno che è irresponsabile costruire la propria strategia di coinvolgimento dei clienti sulle tendenze aggregate. Il comportamento e le inclinazione di ogni singolo cliente potrebbero essere molto diversi da quelli medi. “

Se sei un imprenditore B2B, la domanda più importante per te è:

Sei al passo con i tuoi clienti?

Saper fornire ciò che i clienti desiderano inizia con la costruzione di un sistema di relazioni continuative back-end in grado di soddisfare le mutevoli dinamiche dei buyer BtoB.

Il 74% dei buyer fa più della metà delle proprie ricerca online!

Questo il momento di rompere con gli schemi passati!

I vostri clienti hanno bisogno di voi.
E noi, ci sembra, abbiamo le idee chiare per aiutarvi nella sfida del marketing per il content marketing BtoB.
MARKETING PER IL CONTENT MARKETING
Contattaci per una consulenza di valore. Basta un clic

Contattaci per maggiori dettagli, saremo lieti di ascoltare ciò possiamo fare per te.

Lascia una richiesta nei commenti.

Entro 24 ore avrai la nostra risposta.

C’era una volta problem solving, c’E’ Problem solving

C’era una volta lo storytellig e, se la vita è risolvere problemi, e per fortuna, il futuro è aperto, come scrisse Karl Popper, con Problem Solving c’è ancora lo story telling, ma in versione 2019.

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING
Come digital marketer cerchiamo di equilibrare gli sforzi tra le misure quantitative ed il valore qualitativo delle campagne social media marketing. Photo by Andrew Worley

Il bello e il brutto del WEB

Oggi i social media hanno cambiato le narrazioni.
Il bello dei social media è proprio questo:
hanno dato una voce a tutti .

E il lato brutto dei social media è che, oggi, hanno dato voce a tutti!

Se fino ad ora chi si è saputo dotare di piattaforme e tecnologie per dare voce a tutti si è soprattutto concentrato sulle metriche, sui numeri e tanti hanno perso il senso del loro scopo: creare valore per il proprio brand!

Una ricerca pubblicata dal Content Marketing Institute mostra che il 60% dei marketers continua a non avere una strategia di contenuto documentata ed il 63% continua a dire che generare traffico e lead è sempre una grande sfida.

Tuttavia, il 73,6% dei marketer prevede di spendere di più
sul contenuto nel 2019

Sembra proprio che troppi marketer non abbiano una idea focalizzata del pubblico, delle persone, che vogliono veramente
coinvolgere.

Come mai?

Qual’è il motivo per il quale il 95% dei contenuti non riesce
a coinvolgere le persone che desidera coinvolgere?
Fino ad ora il contenuto è stato spesso progettato per essere “virale”senza tenere conto che i contenuti dovrebbero essere coinvolgenti, utili e, sopratutto empatici.

Nella nostra esperienza esiste la consapevolezza che l’utilizzo dei social media e dei digital media ci si espone ad una grande
responsabilità. Una responsabilità che talvolta spinge ad essere troppo moderati.

Oggi il contenuto lo si può considerare come un prodotto con un suo marketing mix e i social media non sono ancora visti da questa angolatura.

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING
Problem Solving c’é ! cerchiamo di equilibrare gli sforzi tra le misure quantitative ed il valore qualitativo delle campagne
Photo by Marten Bjork 

I social media non sono poi così tanto social!

Le persone tendono sempre di più a trasformarsi in brand mentre i brand vorrebbero essere percepiti come persone.

Alcune persone nei social si stanno stancando e, a volte annullano le loro iscrizioni ai social.

Altri, invece, sono troppo occupati a mettere i like ai loro follower, a cercare la scenografia ideale per lo scatto del selfie, a cercare la posa perfetta, condividere quel post che esprime in una citazione più o meno vera, che fa sembrare la loro vita perfetta o, almeno migliore!

Quindi, come può fare a distinguersi chi è sempre attivo e che sembra urlare al mondo: Sono qui! Non mi vedi?

Lo smartphone è primo o il secondo schermo?
Non penso proprio. Potrebbe essere solo l’unico schermo

I telefoni non sono più telefoni. I dispositivi mobili
ora sono tutto. Si possono ormai considerare appendici digitali.
Sono finestre aperte verso nuovi mondi.

Sono ancore di vita che assumono il valore di auto-significa e pseudo auto-realizzazione.
Domanda: Quanto spesso tocchiamo i nostri telefoni?
Risposta: 2.617 volte al giorno.

Secondo uno studio di Michael Winnick pubblicato da
dscout, Studio dedicato agli utenti Android, le persone hanno toccato o strisciato e fatto clic, in media, 2.617, volte al giorno .

Il il 10% più importante del campione analizzato è arrivato a toccare lo schermo del proprio smartphone 5.427 volte al giorno.

Domanda: Quante volte al giorno hanno utilizzato lo smarthphone per telefonare?

Risposta: in media 76 sessioni al giorno.

Il 10% più importante del campione, 132 sessioni al giorno.

Benvenuti nel teatro ad attenzione compulsiva!

Il problema non può essere risolto solo con il giusto content marketing se la causa potrebbe essere la dipendenza da smartphone ed comportamenti multi-tasking.

Nessuno ha più capacità di attenzione, giusto !?
Mi dispiace, cosa stavi dicendo?
Stavo solo scherzando!

C’era una volta problem solving e da problem solver preferiamo approfondire le cause della difficoltà di engagement. Problem Solving c’è!

Ma gli intervalli di attenzione e il multitasking, sono solo i sintomi del problema, non ne sono le cause.

Le persone sono invece iperfocalizzate, ma in cerca di sé stesse, sfuggono nel cercare i feedback delle loro esperienze social. Cercano conferme dei loro paradigmi di comprensione della loro vita!

Le buone notizie?

Le persone che contano non sono distratte, anzi sono le più focalizzate e sono aperte ai giusti contenuti inseriti nei giusti contesti, col formato giusto e nel momento giusto.

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING
Problem Solving c’é ! cerchiamo di equilibrare gli sforzi tra le misure quantitative ed il valore qualitativo delle campagne
Photo by Rawpixel

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING

E Problem Solving c’è ancora e può aiutare a pilotare nella tempesta perfetta dei social e nella direzione giusta!

Pensiamo che il valore del content marketing consista prevalentemente nel saper creare piani editoriali in grado di rispecchiare i paradigmi dei valori dei brand con i paradigmi valoriali delle persone importanti,

Problem Solving c’è !

Come digital marketer cerchiamo di equilibrare gli sforzi tra le misure quantitative ed il valore qualitativo delle campagne

Tra iper-investire nel pubblico e nelle semplici strategie quantitative basate solo su metriche vanesie di like, traffico, visualizzazioni e follower che rischiano di portarci lontano dalle persone che contano per il business dei nostri clienti.

Cerchiamo di esprimere un valore aggiunto nei momenti che contano per il Cliente, iniziando da ciò che è importante per i suoi clienti, con una prospettiva di medio termine perché una buona comunicazione è sempre additiva.

C’ERA UNA VOLTA PROBLEM SOLVING
PROBLEM SOLVING C’E’ ! Contattaci per una consulenza di valore. Basta un clic

Contattateci per maggiori dettagli, saremo lieti di parlare con voi.

Lasciate una richiesta nei commenti.

Entro 24 ore avrete la nostra risposta.

Perché investire nelle campagne SOCIAL MEDIA marketing ?

Perché il web non dorme mai

Molte imprese e aziende, per rimanere competitive nei loro mercati , utilizzano sia direttamente, in house, o indirettamente, delegando ad agenzie o consulenti esterni, come Problem Solving, l’attuazione di strategie di marketing on line per far crescere il volume complessivo dei loro affari sviluppando e consolidando relazioni direttamente con i loro clienti coinvolgendoli dal mondo del WEB con campagne, social media marketing e dai media on line.

Campagne social media marketing in forte crescita

SOCIAL MEDIA MARKETING
I tuoi clienti sono a portata di clic. Basta attirare le loro attenzione.

Il mercato della comunicazione italiano è in forte crescita ed in controtendenza rispetto al mercato dell’advertising convenzionale off. line. A novembre 2018 ha segnato un bel +8,7%. secondo Fcp, volano smart tv (+267%) e smartphone (+42,4%)

Crescono le connessioni umane da Smartphone, +42,4%, e da Smart TV/Console + 267,5% . Quelle dai dispositivi desktop e tablet calano solo di un -0,2%,.

Un’innovativa strategia di social media marketing, ideata e progettata sulle esigenze del cliente, può aumentare la numerica di base dei suoi clienti, può fare aumentare frequenza delle vendite, non solo creare awareness e far crescere il valore del suo brand .

Una campagna di marketing sui social media, gradevole e piacevole, delicata offre numerosi vantaggi aggiuntivi, come una maggiore copertura dei potenziali clienti, l’ampliamento del pubblico di riferimento e l’aumento del valore del brand nel suo mercato di riferimento: sono questi i motivi per cui è sempre più opportuno considerare una strategia social media marketing di medio ed ampio respiro .

Problem Solving è in grado di offrire la soluzione per iniziare questa attività con un pacchetto preciso, accessibile e conveniente con tutti i benefici di una campagna social media marketing responsabilmente progettata:

Dall’analisi iniziale del sito web attuale e dei suoi servizi aggiuntivi e la loro ottimizzazione,

Fino alla presentazione di un nuovo modello di social media marketing conforme agli standard SEO ideali per la crescita del vostro modello di business. 

Non esitate a prenotare la vostra consulenza gratuita per ottimizzare la vostra presenza sul WEB con l’ ideazione di una campagna social media marketing . Personalizzata sulle vostre esigenze.

Misurabile in tutti suoi aspetti, secondo le metriche riconducibili al Ritorno Sull’Investimento. (ROI)
SOCIAL MEDIA MARLETING
Per contattarci basta un clic!

Contattateci per maggiori dettagli, saremo lieti di parlare con voi.

Lascia una richiesta nei commenti.

Entro 24 ore avrete la nostra risposta.

Quali sono i percorsi ideali di una strategia WEB marketing efficace?

Strategia WEB marketing efficace per i media online

Per realizzare e concretizzare una strategia WEB marketing efficace sui media online, e solo dopo aver condiviso con il Cliente obiettivi S.M.A.R.T, Specifici, Misurabili, Ambiziosi, ma Raggiungibili con le risorse a disposizione sul WEB e Temporizzati, dopo aver ben capito come coinvolgere i potenziali clienti e consumatori con le motivazioni più idonee  a  farli interagire col brand, il passo successivo consiste nella valutazione delle opzioni strategiche per la misurazione dei social media.

Qui un’infografica che riassume i percorsi possibili, secondo le competenze di analisi dei dati, nell’asse orizzontale e e la capacità di disporre dei dati, in asse verticale.

Strategia WEB marketing efficace
Il successo di una campagna online dipende dalle competenze interpretative dei dati e dalla capacità di saper reperire i dati più utili per misurarne l’efficacia.

Nell’infografica sono evidenziate quattro aree:

Quella azzurra, in alto a sinistra “tendenza al successo” rappresenta l’area ideale verso la quale tendiamo ad arrivare nel minor tempo possibile.

Quella gialla,  “misurare e aggiustare” , in alto a sinistra, che rappresenta un’area intermedia e che spesse volte è indispensabile da attraversare per arrivare all’area azzurra.

Quella verde, “ingenua ottimista”, in basso a destra, caratteristica delle fasi di start up delle campagne WEB .

Quella rossa, “dead end” dove finiscono le campagne che non sono soggette a né ad alte capacità di saper valutare l’efficacia delle azioni fatte né da alte capacità, conoscenze e competenze di analisi ed interpretazione delle misurazioni dei media utilizzati.

In questo scenario, il marketer ha una capacità limitata di misurare i suoi  sforzi nel WEB   ed ha una  “sfocata” competenza nel saperne valutare i dati.  Non dimentichiamo che i dati, da soli,  non sono informazioni, le informazioni si traggono con la competenza di saperli interpretare in funzione degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Iniziamo dall’area in basso, a sinistra, rossa,  l’area più pericolosa di tutte. L’area “dead end”.

Il risultato è che alla fine non  si crede più agli sforzi e che la campagna non stia funzionando correndo il rischio dell’insuccesso, dalla “dead end”, del il fallimento della campagna,

Ciò che nessun cliente desidera, ma che anche teme di più!

Siamo di fronte all’utilizzo  di tattiche casuali, al “proviamo come funzione”, si  lancia l’amo e “vediamo chi abbocca”. La tattica di esecuzione non prevede di fatto alcuna misurazione dell’impatto e l’efficacia tende zero: il Cliente  penserà che le campagne WEB sono inutili e abbandonerà la sfida.

L’area  “misurare e aggiustare”.

Chi gestisce la campagna web, in questo scenario, ha una ragionevole capacità di quantificare l’investimento  che sta facendo e le  misurazioni lo possono portare  a credere che i suoi sforzi stiano funzionando.

Questo scenario è nettamente diverso rispetto allo scenario “dead end”, perché, anche se il manager che gestisce la campagna ha la sensazione che la campagna non stia funzionando a dovere, almeno, sta tentando di misurarne l’efficacia.

Siccome si stanno misurando oggettivamente alcuni risultati, si possono già trarre alcuni indizi su ciò che sta funzionando meglio o peggio e si possono valutare le azioni adeguate e, se si riesce a farlo bene, ci si può spostare verso il quadrante ”tendere al successo”.

Tendere al successo

Il posizionamento ideale per una strategia WEB marketing efficace

E’ qui che con una buona capacità di misurare il rendimento della campagna WEB con la competenza di saper come e dove trovare i dati  oggettivamente utili unite ad una loro competente interpretazione si aumenta la convinzione che gli sforzi  che si stanno facendo per il Cliente stiano funzionando

Tutte le azioni fatte  non solo sono misurate, ma le misure vengono interpretate correttamente e si creano così le occasioni per tendere all’eccellenza.

È difficile ed impegnativo da fare, ma ovviamente ne vale la pena.

L’altro percorso è quello “ingenuo ottimista”.

Qui, la gestione della campagna WEB è contraddistinta da  una limitata capacità di misurare del rendimento ed è ancora “sfocata”, e pervasa da una credenza che gli sforzi stiano comunque funzionando con successo. E’ quello che accade nella maggioranza dei casi.  Si crede nelle potenzialità del WEB, pur con un senso di incertezza inizia a prevalere la necessità di saper misurare meglio e saper meglio comprendere ciò che sta accadendo per poter migliorare le prestazioni.

Questo quadrante è difficile perché anche se è un luogo ragionevolmente ideale per iniziare, è meglio uscirne il più presto possibile ed aspirare ad arrivare al quadrante in alto a destra e “tendere al successo”

Ma come si può uscire dall’area dell’”Ingenuo ottimismo” per “tendere al successo”?

C’è una possibilità sbagliata ed un paio corrette

Esaminiamo prima la scelta sbagliata, da evitare come la peste!

Se si gestiscono le campagne  nella falsa credenza che tutto stia andando bene e non si attuano le correzioni più opportune, il rischio è quello di scivolare ingenuamente nell’area verde in basso a destra.

Non cambiando nulla, si scivolerà lentamente, ma inesorabilmente nell’area rossa, “dead end”, per via della mancanza di misurazioni oggettive e tangibili e correte interpretazioni del rendimento della campagna.

Non dimentichiamo che là fuori, nel WEB, ci sono dei concorrenti e se non si è più bravi di loro si rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti fino a quel momento.

Le due opzioni che preferiamo adottare per una strategia WEB marketing efficace

Misurare, misurare, misurare e saper interpretare correttamente i dati in funzione dell’obiettivo del Cliente.

Scoprire come sta funzionando  la campagna,  come migliorare le misure, entrare nell’area arancione “misurare e aggiusta” perché l’obiettivo è quello di arrivare all’area azzurra e “tendere al successo”!
Meglio ancora,  iniziamo da subito a misurare e a scoprire cosa sta effettivamente funzionando e cerchiamo di spostarci direttamente sopra dall’area verde a quella azzurra: “tendere al successo”.
In entrambi i casi  l’obiettivo è quello di allontanarsi dalla misurazione sfocata  e verso le metriche quantificabili e tangibili dove si può avere il maggior controllo possibile di ciò che sta funzionando oppure no e poi seguiamo il percorso migliore per raggiungere l’obiettivo del Cliente.

METRICHE ATTINENTI PER UNA STRATEGIA WEB MARKETING EFFICACE , ORGANIZZATE PER OBIETTIVI

In questa tabella vengono organizzate le varie metriche WEB che possiamo utilizzare, fornite da MIT SLOAN MANAGEMENT REVIEW e classificate in base alle applicazioni dei social media e agli obiettivi di rendimento delle campagne

Strategia WEB marketing efficace
MIT SLOAN MANAGEMENT REVIEW
La tua opinione è importante! Lascia un commento, oppure chiedi qualsiasi approfondimento. Ti risponderemo entro 24 ore.

Social Media Strategy Problem Solving

Social marketing Media Strategy Problem Solving

Ogni centesimo speso in Social Marketing Media Strategy deve tornare in azienda e con un profitto.  Noi la pensiamo così.  Marketing Social Media Strategy Problem Solving

Cerchiamo di comunicare come se avessimo 5 anni

Cit.Avv. Joe Miller, nel film Philadelfia.

Dalla ricerca dell’ Osservatorio Marketing BtoB appare evidente che una buona parte, il 37%, dei marketer italiani, siano moderatamente ottimisti sull’incremento dei budget a loro disposizione e prevedono anche di utilizzare un media mix che comprende sia i media classici, sia i più attuali canali on line.

Essi ritengono anche che “gli strumenti digitali quali email marketing, sito web, SEO e social media marketing” siano quelli i più efficaci in termini di ritorno
dell’investimento e quelli su cui ci si attende un aumento del budget nei
prossimi 24-36 mesi.

Marketing Social Media Strategy Problem Solving

La marketing Social Media Strategy Problem Solving risponde a questa esigenza al 100% offrendo agli utenti una strategia integrata che, in poche parole, si può sintetizzare così: partire con la meta in testa.

Programmatic Social media strategy Problem Solving

 Meta

Marketing strategy: partire con la meta in testa

Significa sapere come fidelizzare il cliente, prima di conquistarlo perché si comprende il suo valore nel tempo.

Per deliziare, e fidelizzare un cliente occorre  prima avere effettuato una vendita, per riuscire a chiudere, a strigere,  una vendita, occorre avere dei lead (nominativi di persone interessate all’offerta dell’impresa, raggiungibili e contattatili) a cui proporre con continuità delle promozioni personalizzate per poter  poi convertirli in clienti,.

Per personalizzare le promozioni occorre una strategia di Custromer Relationsip Management in grado di raccogliere tutti i contatti lasciati dal visitatore del sito web o  dal blog aziendale.

Per raccogliere i contatti sul sito web occorre aver una strategia SEO- SEM e Social e realizzare campagne on-line che attraggano segmenti di potenziali clienti che navigano nel mare magnum del WEB  .

Tenendo sempre sotto controllo i KPI e il ROI delle attività.

Basta leggere l’infografica dal basso, molti partono dall’alto, pochi hanno in mente il processo completo.

Se vuoi partire con la meta in testa, sei arrivato alla meta giusta.

Chiedi quanto poco dovrai investire e quante opportunità potremo offrirti.  Mrketing Social Media Strategy Problem Solving

Marketing Social Media Strategy Problem Solving

 Photo credit: unsplash.com Alex Holyoake

Cosa ci chiedono i nostri clienti?

I nostri clienti, gli imprenditori, ci chiedono come far crescere il loro brand, il loro giro d’affari, di far crescere il loro fatturato, di far crescere il numero dei loro clienti.

Non abbiamo né la bacchetta magica, né sfere di cristallo, ma…

…sappiamo fare delle buone analisi, sappiamo interpretare i segnali deboli del mercato che possono rivelarsi forti nel prossimo futuro .

Vorrei iniziare il nuovo anno approfondendo questo argomento.

Criticare il content marketing è come confondere strategia con i contenuti. Per noi la creatività stessa è la strategia e il content marketing non sempre implica una strategia di marketing. Per questo cerchiamo di chiarire ad ogni cliente la differenza sostanziale che esiste tra una strategia di marketing ed un piano editoriale di soli contenuti.

Strategia di marketing oppure strategia di content marketing? 

Chi, come noi, afferma che la strategia di content marketing è solo una parte di una complessa strategia di marketing, cerca di dimostrare una superiore conoscenza delle teorie del marketing e il content marketing ne rappresenta solo una delle molteplici tattiche. 

Per noi una strategia di marketing, è una formula di primo livello, il punto di partenza, per descrivere come un brand,un prodotto, o una linea di prodotti competerà e creerà valore nel mercato e non può essere costruito partendo dal singolo approccio tattico dei contenuti. Sostenere di basare i propri investimenti su una sola strategia di content marketing, significa non aver ancora compreso la differenza sostanziale tra concorrenza e competitività

Una strategia di marketing si basa sugli indici di R.O.I. mentre una strategia di content marketing si basa su indicatori di traffico ed engagement, spesse volte solo organica, senza la necessità di flight di campagne a pagamento.

Una possibile definizione della strategia di content marketing

Una strategia di content marketing ruota intorno alla pubblicazione pianificata di contenuti preziosi, con l’impegno di identificare e misurare a quali a quanti valori riesce a connotare il brand od il prodotto promossi. E’ strettamente integrata con la proposta della attività del cliente e come la si comunica ai suoi potenziali clienti.

In ogni caso una strategia di content management può influenzare una strategia di marketing nel suo complesso.

Strategia marketing o strategia di content marketing?  E’ solo una questione di lana caprina

Pensare al content marketing come tattica o semplice canale è abbastanza ingenuo, perché il content marketing influenza la strategia marketing e una strategia marketing non può fare a meno di una strategia di content marketing!

Il costante inserimento di contenuti pertinenti e comunicati alle persone giuste è una componente essenziale nel content marketing e per poterli utilizzare è necessario distribuire i media a pagamento con un media mix adeguato.

A volte sarà necessario accrescere la consapevolezza e il coinvolgimento su larga scala, a volte invece occorre di erogare una sequenza di contenuti attentamente elaborati per esser compresi da persone particolari. Una cosa non esclude l’altra.

Poiché la viralità è, quasi per definizione, impossibile da prevedere o controllare, non può essere parte di un approccio strategico al contenuto. 

Se l’ obiettivo nella produzione di contenuti è quello di ottenere una copertura a basso costo e sperare in qualche generale ondata di consapevolezza, allora si avrà difficoltà a connetterti ai risultati di business ed alla strategia di marketing in modo significativo. Una strategia incentrata sulla produzione di hit virali non è né una strategia di marketing, né una strategia di content marketing.

Non ci si può accontentare di “contenuti pubblicati a caso”

L’altra ipotesi di chi sostiene che i contenuti possono essere raccolti e pubblicati quando e come gli obiettivi di marketing operativo
lo richiedono,  E’ come se un brand approfittasse delle strenne natalizie delle concessionarie televisive e poi tacesse tutto il resto dell’anno.

In altri casi molte aziende improvvisamente si scoprono affamate di content marketing quando la loro agenzia lancia un’idea apparentemente interessante, oppure quando vogliono lanciare un nuovo prodotto.

Non esiste alcuna relazione esistente tra un brand che si considera produttore di contenuti, ma che non è in grado di creare il giusto setting psichico ed emotivo per far comprendere le proprie idee distintive, i propri valori al proprio pubblico.

Quando un post compare inaspettatamente nel feed di un social media, anche se offre contenuti utili che, poi, in realtà vogliono raccomandare un acquisto e il successivo l’utilizzo di un prodotto, scompare qualsiasi senso di autenticità. 

Una grande idea, anche se apparentemente divertente, ma senza alcuna connessione evidente con il brand o la strategia di marketing. che appare in un contesto ed in un momento inappropriati non ha nulla a che fare né con le strategie di marketing, né con il content marketing.

Raccogliere la sfida dell’investimento sulla attenzione del target

Il fine di una strategia di content marketing non è quella di ottenere un risultato economico o di fare qualcosa di divertente e funny come alternativa alla pubblicità. 

È una risposta alla natura mutevole di ciò che accade quando paghi per raggiungere un pubblico con qualsiasi comunicazione di marketing.

Ne hanno discusso per anni scrittori e pubblic pseaker come  Seth Godine e Ron Tite:    non si può più sperare di attrarre l’attenzione di una persona solo pagando per interrompere ciò che essa sta facendo.

Le persone trascorrono gran parte della giornata a guardare smartphone, ma anche laptop, tablet e desktop e prestano attenzione solo a ciò che vale la pena, secondo il loro giudizio, la loro esperienza, le loro credenze. 

Pagare per avere l’opportunità di raggiungere il target è solo l’inizio. 

Se si desidera l’ attenzione del target selezionato di potenziali clienti, è necessario fornire loro in cambio qualcosa di valore che rispecchi le loro credenze e che sia divertente, stimolante e informativo. Serve essere percepiti come importanti per loro.

Coinvolgere un pubblico è già in sé una forma di transazione. Come marketer dobbiamo decidere in che modo chi ci sta dando la sua attenzione ora, continui poi a darcela in futuro!

Se non acquistiamo da subito la loro fiducia, poi, nel futuro li perderemo.

Il primo passo inizia con saper proporre il valore del brand.

Una strategia di content marketing inizia quindi con una proposta di valore : come puoi fornire un valore equo in cambio dell’impegno del tuo pubblico, assicurando al contempo che il loro coinvolgimento stia fornendo un valore equo alla tua attività?

Ci sono molti elementi diversi in gioco quando si tratta di lavorare sulla proposta di valore per il nostro cliente:

dalle esigenze del pubblico, al panorama dei contenuti competitivi, il valore relativo di ciò che si offre rispetto ciò che c’è d”altro là fuori, e la necessità di differenziare i contenuti da quelli dei competitor. Ancora più importante, è saper rispondere alla domanda su cosa sia interessante ed utile per coinvolgere gli utenti dei social media.

Come portare avanti l’attività? E’ questo che ci chiedono i nostri clienti.  Come fornire le risposte corrette, nel momento corretto, con il linguaggio più idoneo al target che si desidera raggiungere?

Le risposte sono nella strategia di marketing

Senza strategia di marketing il rischio è di procedere a caso e il caso produce il caos che è poi il contrario di ciò che clienti desiderano.

L’importanza del piano editoriale per comunicare il valore del brand

E’ Il piano editoriale, la vera ossatura del content marketing.

Indica la differenziazione dei tipi di contenuti che il nostro cliente può distribuire e i diversi tipi di valore che si possono offrire.

Nel piano editoriale vanno distinti i diversi tipi di informazioni che si desiderano condividere nei feed dei diversi social, da LinkedIn a Facebook, Twitter, Instagram etc. per creare, oltre all’awareness, sempre più consapevolezza attorno al brand.

LinkedIn ed Edelman dopo aver condotto una ricerca sull’impatto dei contenuti sulle decisioni di acquisto che evidenzia chiaramente il valore potenziale che esiste nel web, hanno messo a disposizione uno strumento di monitoraggio delle conversioni collegate all’esposizione ai contenuti.

Ecco cosa ci chiedono i nostri clienti

Sono le aziende che riescono a fornire contenuti che funzionano, impressionano e creano valore. Sono le aziende che, prima, hanno fatto con noi un duro lavoro per pensare a come il contenuto si possa inserire nella loro strategia di marketing.

Creano valore per il loro pubblico perché hanno considerato attentamente ciò di cui il loro pubblico ha bisogno ed hanno riflettuto su come la loro azienda può fornirlo nel tempo, migliorando le proprie prospettive. Non stanno usando il contenuto semplicemente come una tattica di marketing ad hoc lo stanno usando come una risorsa aziendale e come fattore di profitto.

Lascia un commento, facci qualsiasi domanda, ti risponderemo entro 24 ore.

MARKETING Problem Solving: Il Metodo

Nelle attività di marketing e di comunicazione alcuni problemi sono piccoli e possono essere risolti rapidamente.

Altri problemi invece necessitano di un metodo, il metodo problem solving, per ridurre i tempi di soluzione e le risorse necessarie per arrivare alla soluzione ideale

Poi, i problemi più grandi possono essere affrontati trasformandoli in progetti perché…

...qualsiasi progetto è la pianificazione e la programmazione delle azioni che portano alla soluzione di un problema.

Joseph M. Juran

Definiamo il problema

Il più importante dei passaggi per la soluzione dei problemi è definire correttamente il problema. In comunicazione, ad esempio, il problema è riuscire a condividere concetti ed emozioni così come vorremmo che i destinatari li comprendano e li vivano e siano motivati ad agire a favore del cliente.

E’ il modo in cui definisce il problema di marketing e di comunicazione che determinerà il modo in cui si riuscirà a risolverlo.

Il processo Problem Solving è descritto nella figura seguente:

Sempre nel mondo della comunicazione, se si definisce il problema come scarse prestazioni da parte di un singolo media, si svilupperanno soluzioni diverse rispetto a quando si definisce invece il problema come impostazione del media mix complessivo.

Determiniamo ed interveniamo sulle cause

MARKETING PROBLEM SOLVING: IL METODO
Ishikawa Fishbone Diagram

Il diagramma di Ishikawa
Una volta definito il problema, siamo pronti per scavare il più a fondo possibile e iniziare a determinare le cause che generano il problema di comunicazione o di marketing.

Utilizziamo il diagramma a lisca di pesce per consentire l’ esecuzione di un’analisi precisa di causa ed effetto.

Infatti, se si considera il problema come una distanza tra il punto in cui ci si trova ora e la meta, il dove si desidera arrivare, in termini di brand awareness o di profitti delle vendite, le cause del problema sono rappresentate dagli ostacoli che impediscono di arrivare a ciò che si desidera.

Questo livello di analisi è importante per garantire che le soluzioni risolvano le cause effettive del problema anziché i sintomi del problema. Se la soluzione risolve solo uno o più sintomi, anziché una o più cause reali, è probabile che il problema si ripresenti in quanto esso non è stato ancora risolto.

Generiamo le idee

Una volta completato il duro lavoro di definizione del problema e determinarne le cause, è il momento di diventare creativi e sviluppare possibili soluzioni al problema.

Due ottimi metodi per la risoluzione dei problemi che utilizziamo per creare soluzioni sono il brainstorming e la mind mapping all’interno di un focus group generativo.

Selezionamo la soluzione ideale

Dopo aver trovato diverse idee in grado di risolvere il problema, una tecnica di risoluzione dei problemi che puoi utilizzare per decidere qual è la migliore soluzione al tuo problema è una semplice analisi di negoziazione generativa che rappresenta la fase finale del focus group che permette di eseguire l’analisi del trade-off, delle idee peggiori a fovore di una idea “ideale” che definire i criteri critici per la soluzione del problema e che sia possibile utilizzare.

Per valutare il modo in cui ciascuna soluzione si confronta l’una con l’altra, la valutazione può essere eseguita utilizzando una semplice matrice. La soluzione che otterrà la valutazione migliore sarà la soluzione ideale per il problema affrontato.

Agiamo e risolviamo!

Una volta determinata la soluzione da implementare, è il momento di agire. Se la soluzione implica diverse azioni o richiede l’intervento di altre risorse, creiamo un piano d’azione e lo trattiamo come un progetto.

E’ l’utilizzo di questo semplice approccio, nel marketing e nella comunicazione in particolar modo, che può aumentare l’efficacia e l’efficienza nel raggiungimento degli obiettivi .

Vuoi approfondire il metodo Marketing Problem Solving?

Lascia un commento, facci qualsiasi domanda, ti risponderemo entro 24 ore.